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Killers of the Flower Moon (2023), la recensione del film con DiCaprio e De Niro: Scorsese torna a dividere Be

18/10/2023 17:00

Emanuela Di Matteo

Recensione Film, Film Drammatico, Martin Scorsese, Leonardo DiCaprio, Film USA, Film Storico, Robert De Niro, Brendan Fraser, Jesse Plemons, Lily Gladstone,

Killers of the Flower Moon (2023), la recensione del film con DiCaprio e De Niro: Scorsese torna a dividere Bene e Male

Nella considerevole durata di tre ore e venti, Killers of the Flower Moon, con grazia e maestria, va ancora più lontano nel tempo per emozionare e inorridire.

A pochi anni dal freddo ritratto di gangster arrivati alla fine, The Irishman, Martin Scorsese aggiunge un nuovo tassello al grande puzzle che la sua filmografia ha sempre intessuto sul Bene e sul Male, attraverso l’oscura storia economica degli Stati Uniti. 

 

Nella considerevole durata di tre ore e venti, Killers of the Flower Moon, con grazia e maestria, va ancora più lontano nel tempo per emozionare, inorridire e turbare profondamente le coscienze, raccontando un capitolo poco conosciuto delle vicende dei nativi americani.

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Il film è tratto dal bestseller saggistico di David Grann, che descrive una serie di omicidi, rimasti a lungo impuniti, degli indiani Osage nell'Oklahoma degli anni Venti. La riserva di Osage, terra apparentemente senza risorse e tra le meno invitanti, nella quale furono relegati gli indiani, si rivela ricchissima di petrolio. Situazione più unica che rara, gli Osage si ritrovano a gestire un patrimonio e hanno tutte le capacità intellettive e morali per farlo. 

Ma il bianco resta l’acerrimo nemico e, dopo aver tolto loro ogni possibilità di combattere, in modo indicibilmente meschino e subdolo inizia a ucciderli, per impossessarsi delle loro ricchezze. L’orrore e la costernazione sono tali da assumere proporzioni grottesche e perfino comiche, perché a questa sequela di uccisioni, fatte passare per incidenti o fatalità e avvenute nei modi più disparati e quasi cartooneschi, nessuno si oppone. 

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Sia i potenti sia i bianchi arrivati per lavorare nei pozzi petroliferi, blandiscono ipocritamente gli indiani, covando in segreto razzismo, disprezzo e invidia.

L’attore feticcio di Scorsese, Robert De Niro, strappato finalmente a ruoli mediocri di fine carriera, assume una delle maschere più sulfuree della storia del cinema, incarnando il Male assoluto, letale proprio perché del tutto insospettabile e travestito.

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Il film di Scorsese gioca elegantemente al gatto e al topo, perché lo scopo non è il facile e artificiale colpo di scena (per intenderci, come nel sopravvalutato Oppenheimer di Nolan), ma l’approfondita immersione nel torbidume dell’animo umano. 

 

Questo è incarnato magistralmente dal personaggio di Leonardo DiCaprio. Il suo ruolo è quello del veterano della Prima Guerra Mondiale Ernest Burkhart, un uomo dalle semplici pretese che giunge nella Contea di Osage per lavorare per suo zio, William Hale, ricchissimo boss locale e punto di riferimento di tutta la comunità.

 

Colpito dalla bellezza e dall’elegante dignità di Molly, la limpida eroina Lily Gladstone, la sposa per amore e per soldi. Ma l’animo e il cuore di Ernest sono piccoli quanto sono grandi quelli della moglie.

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Con Killers of the Flower Moon Scorsese conferma il suo ruolo tra i maestri e ci regala un ritorno al cinema di altissimo livello. Unisce la solidità di una sceneggiatura che non rinuncia a tempi da epopea - ma che il regista ha la capacità di permettersi - alla perfetta conoscenza del linguaggio cinematografico, essenzialmente visivo. 

 

Immagini strazianti, per crudeltà o per bellezza che si attaccano alla coscienza a lungo, anche molto tempo dopo la visione e che difficilmente abbandonano lo spettatore.

Alla fine la ricchezza interiore e la forza imperturbabile di un popolo, di fronte alla vanità meschina di un altro sono tutte nella semplice scena in cui Molly e Ernest sono soli in casa e scoppia un temporale: mentre lui sciorina banalità, tentando una goffa conversazione, lei gli intima di tacere, almeno per qualche minuto, per rispetto alla potenza di qualcosa di più grande.


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Genere: drammatico, storico

Paese, anno: USA, 2023

Regia: Martin Scorsese

Sceneggiatura: Eric Roth, Martin Scorsese

Fotografia: Rodrigo Prieto

Montaggio: Thelma Schoonmaker

Interpreti: Barry Corbin, Ben Hall, Brendan Fraser, Cara Jade Myers, Eric Parkinson, Gary Basaraba, Jack White, Janae Collins, Jason Isbell, Jesse Plemons, Jillian Dion, John Lithgow, Larry Sellers, Leonardo DiCaprio, Lily Gladstone, Louis Cancelmi, Michael Abbott Jr., Nick W. Nicholson, Norma Jean, Pat Healy, Pete Yorn, Robert De Niro, Samuel French, Scott Shepherd, Sturgill Simpson, Tantoo Cardinal, Tatanka Means, William Belleau, Yancey Red Corn

Colonna sonora: Robbie Robertson

Produzione: Appian Way, Apple Studios, Apple TV+, Imperative Entertainment, Sikelia Productions

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 206'

Data di uscita: 19/10/2023

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