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8½ (1963): la recensione del film "più strano" di Federico Fellini

24/11/2020 20:20

Samantha Ruboni

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8½ (1963): la recensione del film "più strano" di Federico Fellini

Vincitore del premio Oscar come Miglior Film Straniero nel 1963, 8½ è il film della crisi di Federico Fellini

Vincitore del premio Oscar come Miglior Film Straniero nel 1963, è il film della crisi di Federico Fellini. Allo stesso modo è un’opera piena di vita e colma di sperimentazione, che cambierà per sempre il cinema. Non solo quello italiano. Federico Fellini lo gira subito dopo La Dolce Vita e, insieme a esso, ne fa una sorta di pendant.

Il problema di Fellini con La Dolce Vita fu, per assurdo, il suo successo: gli valse le invidie di chi gli stava attorno e grandissimo stress. Decise quindi di ritirarsi in uno stabilimento termale di Chianciano Terme, per mettere insieme le idee e riprendersi dal tracollo. Ma non riuscirà a stare tranquillo nemmeno lì, perché continueranno a fargli visita produttori e attrici per sapere come e quando sarebbe stata realizzata la sua prossima impresa cinematografica. Mentre è in ritiro, Fellini ha in mente di girare un film su un uomo in preda a una crisi dei quarant’anni, che va a fare una cura termale e del limbo che lo accompagna. 

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Senza volerlo Fellini parla di se stesso. Ma non se ne rende davvero conto finché il reparto costumi non gli chiede che vestiti il protagonista doveva portare. La risposta è: abito scuro e cappello a falda larga, il look preferito del regista di Rimini.

 

Come alter ego di Fellini, oggi non riusciamo a immaginare nessuno migliore di Marcello Mastroianni (come già visto ne La Dolce Vita). Eppure all’epoca, la decisione non era stata così scontata. La prima scelta di Fellini era Laurence Oliver, ma il regista lo giudicò infine troppo inglese. Aveva bisogno di un italiano: ecco allora Marcello Mastroianni. L’attore, perfettamente in parte, brilla in questo film ancor più che ne La Dolce Vita, con la sua eleganza e il suo profondo carisma. Il film non ha una vera e propria trama, eppure è una delle opere più autobiografiche di Federico Fellini.

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La storia si può riassumere così: Guido è un regista in crisi che, per rimettersi in forze, decide di affidarsi alle cure termali. Ma nessuno sembra volerlo lasciare in pace: moglie, amante, produttori e attrici lo perseguitano. Insieme ai suoi sogni, alle visioni e ai flashback del passato che lo insegue.

Fellini mette a punto con una sperimentazione mai vista prima nel cinema italiano: ci narra di quello che stava passando in maniera originale e visionaria. Una pausa forzata della sua carriera diventa la scusa per fare un bilancio della sua esistenza, vedersela anche con la paura della vecchiaia e della morte. In scena ci sono i tormenti che un regista vive prima delle riprese, soprattutto quando il film che si gira è molto atteso… ma parecchio confuso. Ed è proprio questo, alla fine, ciò che Fellini inscena in : la storia di un regista che non sa che film fare.

Mentre il blocco creativo ha la meglio su Guido, il protagonista comincia a girovagare tra persone e situazioni. Con il corpo ma soprattutto con la mente. È uno sforzo mettere ordine nella sua vita e accettare le persone che ha intorno a sé così come sono, con i loro difetti e pregi; accettare anche se stesso fino alla salvezza: con quella danza finale che celebra la gioia per la vita e la felicità.


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Genere: drammatico

Titolo originale: 

Paese,Anno: Italia, 1963

Regia: Federico Fellini

Sceneggiatura: Brunello Rondi, Ennio Flaiano, Federico Fellini, Tullio Pinelli

Fotografia: Gianni Di Venanzo

Montaggio: Leo Catozzo

Interpreti: Annibale Ninchi, Anouk Aimée, Barbara Steele, Caterina Boratto, Claudia Cardinale, Eddra Gale, Giuditta Rissone, Guido Alberti, Jean Rougeul, Madeleine LeBeau, Marcello Mastroianni, Mario Conocchia, Mino Doro, Nadine Sanders, Rossella Falk, Sandra Milo

Colonna sonora: Nino Rota

Produzione: Cineriz, Francinex

Distribuzione: CG Entertainment, Mustang Entertainment

Durata: 140'

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Weirdo è il podcast di Samantha Ruboni sui film strani. In ogni puntata racconta i titoli più weird e complessi del cinema recente, quei film che quando li finisci dici: "cos'ho appena visto?". Per ascoltarlo cliccate qui.

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