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Regina (2020): la recensione dal TFF38 del film di Alessandro Grande, con Francesco Montanari

28/11/2020 12:04

Valentina Pettinato

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Regina (2020): la recensione dal TFF38 del film di Alessandro Grande, con Francesco Montanari

Al Torino Film Festival 38 arriva l’unico titolo italiano presentato in concorso: Regina di Alessandro Grande

Al Torino Film Festival 38 arriva l’unico titolo italiano presentato in concorso: parliamo di Regina di Alessandro Grande, una storia di formazione che parla del rapporto tra un’adolescente e suo padre, che vivono in una cittadina in Calabria. Regina (Ginevra Francesconi) ha 15 anni e sogna di fare la cantante. Il suo primo fan è suo padre Luigi (Francesco Montanari), che è anche tutta la sua famiglia, dato che Regina ha perso la madre anni prima. 

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In una Calabria dagli scenari mozzafiato vivremo il racconto di questo legame forte e profondo, messo a dura prova da un tragico evento che toccherà inevitabilmente le vite dei protagonisti.

Opera prima di Alessandro Grande (anche sceneggiatore con Mariano Di Nardo), Regina è una storia delicata e matura allo stesso tempo, perché parla di un rapporto speciale padre-figlia quando manca la figura genitoriale femminile, con tutte le difficoltà di affrontare un percorso adolescenziale senza un importante punto di riferimento. Al centro della storia la giocosità di questo rapporto, in cui spesso si invertono i ruoli: l’immaturità di Luigi a volte viene fronteggiata dalla stessa Regina, che si trova a farsi carico di un peso troppo duro da sostenere per la sua giovane e delicata età. Ad abbracciare il loro percorso, la Calabria - liberata da qualsiasi luogo comune - si limita a fare da sfondo ai cambiamenti di stato d’animo dei personaggi.

Alessandro Grande libera questa storia da ogni cliché e da facili derive malavitose: sceglie di concentrarsi, attraverso dei bellissimi piani sequenza, a realizzare un piccolo racconto familiare che mette a nudo le difficoltà di molti padri nel farsi carico delle proprie responsabilità, scegliendo la strada di un rapporto amicale e paritetico con i propri figli, gravandoli di fardelli a volte deleteri in un percorso di crescita.

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Regina è una ragazzina che va a scuola, che inizia ad affrontare le tappe della sua adolescenza, ma è anche una musicista alla quale suo padre, che sognava una carriera sul palcoscenico, affida il suo sogno castrato. Non c’è amore di una figlia verso il padre che possa reggere a tutto questo stress emotivo: ecco che un incidente rompe l’equilibrio narrativo iniziale e mette in crisi il rapporto tra i due; una forza centrifuga allontana padre e figlia, distruggendo un legame dalle cui ceneri edificare qualcosa di più sano e maturo.

Questo debutto al lungometraggio del calabrese Grande è un’ottima prova di padronanza della materia filmica e della capacità di toccare corde molto intime con sensibilità e originalità nella messa in scena. L’interesse per il tema del senso di colpa, per ammissione dello stesso regista, deriva dalla sua lettura di un testo di Massimo Recalcati sul complesso di Telemaco, che riflette sull’incapacità delle generazioni più giovani di fare i conti con le proprie responsabilità. Acerbo in alcuni momenti, il film avrebbe avuto bisogno di un guizzo in più, ma rappresenta comunque un buon lavoro sullo smarrimento che alcune dinamiche familiari possono generare. Prodotto da Bianca e Rai Cinema, con il contributo del MiBACT, della Regione Calabria e Fondazione Calabria Film Commission, in associazione con Asmara Films, Regina sarà prossimamente distribuito da Adler Entertainment.


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Genere: drammatico
Paese, Anno: Italia, 2020

Regia: Alessandro Grande
Sceneggiatura: Alessandro Grande, Mariano Di Nardo

Fotografia: Francesco Di Pierro

Montaggio: Annalisa Forgione

Interpreti: Francesco Montanari, Ginevra Francesconi, Barbara Giordano, Maximilian Mazzotta
Colonna sonora: Bruno Falanga
Produzione: Bianca Film, Rai Cinema, Asmara Films
Distribuzione: Adler Entertainment

Durata: 82'

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