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I migliori del 2020 secondo SilenzioinSala: la classifica di Marcello

29/12/2020 12:06

Marcello Perucca

Top e Flop, Film Francia, Film Regno Unito, Film USA,

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I preferiti del 2020 secondo la Redazione di SilenzioinSala: ecco 10 film di Marcello

 

Nell’anno della chiusura delle sale cinematografiche a causa della pandemia da Coronavirus, sono poche le nuove produzioni che si è riusciti ad apprezzare su grande schermo. Solo quelle uscite all’inizio dell’anno o nella breve finestra estiva e autunnale, prima del nuovo lockdown di novembre. Nella maggior parte dei casi le nuove uscite sono avvenute direttamente sulle maggiori piattaforme streaming. In tal modo è stato possibile fruire di varie pellicole, alcune delle quali di ottimo livello. Proviamo qui a elencarne alcune, in ordine, ovviamente opinabile, di preferenza.

1 - Sto pensando di finirla qui, Charlie Kaufman

Bellissima opera del talentuoso regista newyorkese. Un film che racchiude in sé una poetica visionaria che sfocia in situazioni inquietanti che gli fanno assumere, a tratti, derive quasi horror. Il geniale regista di Anomalisa e Synecdoche, New York filma, sotto una tormenta di neve, il viaggio di due giovani - un uomo e una donna - che pare diretto verso il nulla. Ma che ben presto diventa un “on the road” nella psiche umana. Di fatto, un viaggio nel disagio mentale di un uomo che si trova vecchio a ripercorrere la propria vita e a ripensare alle occasioni perse. 

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2 - Vitalina Varela, Pedro Costa

Il regista portoghese realizza Vitalina Varela, un’opera spiazzante nella quale silenzi e immagini (la splendida fotografia di Leonardo Simões, veri e propri quadri dal sapore caravaggesco) raccontano l’elaborazione di un lutto, di un dolore profondo. Storie di migrazioni fisiche e dell’anima. Marginalità che si perdono all’interno della comunità capoverdiana nei notturni di una Lisbona periferica ed emarginata.

 

3 - Diamanti Grezzi, Josh Safdie e Benny Safdie

Caos e ritmo frenetico scandiscono la vita di Howard Ratner (un immenso Adam Sandler), gioielliere di Manhattan sommerso dai debiti e rincorso dai creditori. Tutta la vicenda di Diamanti Grezzi ruota intorno a uno splendido opale nero estratto da una miniera di diamanti in Etiopia, fra lavoratori sottoposti a condizione di semi schiavitù, e fatto pervenire clandestinamente in America. Ritratto vorticoso di una società ormai completamente alla deriva che stritola le persone per rifiutarle inesorabilmente.

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4 - I Miserabili, Ladj Ly

La vicenda narrata da Victor Hugo rivisitata in chiave moderna, ambientata nella banlieue parigina, a Montfermeil, luogo dove il grande scrittore aveva ambientato il suo romanzo. Una storia di soprusi da parte della polizia nella difficile realtà di un quartiere popolare, abitato prevalentemente da immigrati. I Miserabili miete vittime da entrambe le parti. Alla fine a perdere sono tutti quanti, per colpa di uno Stato assente che permette che, a trionfare, sia solo la rabbia e la violenza cieca.

5 - Mank, David Fincher

Girato in un accattivante bianco e nero, l’ultimo film di Fincher narra la vicenda di Herman Mankiewicz, detto semplicemente Mank, sceneggiatore di Quarto Potere. Ma Mank non è solo un film sulla nascita di un capolavoro cinematografico. È, soprattutto, un film sul cinema, su Hollywood e, in generale, sull’America. Un’altra prova estremamente convincente del regista di Seven.

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6 - The Lighthouse, Robert Eggers

Dal regista di The Witch una allucinante storia ambientata sul finire del XIX secolo su un’isola sperduta al largo delle coste del New England. Due uomini isolati a guardia di un faro celano segreti che lentamente verranno alla luce, mentre la pazzia inizierà a insinuarsi nelle loro menti.

 

Girato in un bianco e nero elegante e, allo stesso tempo, assai efficace. The Lighthouse è un viaggio allucinato nella follia umana, con numerosi riferimenti letterari che vanno da Coleridge a Melville, passando per l’horror di Edgar Allan Poe. Tutto il film poggia sulla recitazione di due grandi attori: Robert Pattinson e William Dafoe, che conferiscono ai loro personaggi intense caratterizzazioni psicologiche. La fotografia di Jarin Blaschke contribuisce alla riuscita del film, con giochi di luci e ombre e inquadrature che rimandano direttamente al cinema espressionistico tedesco.

7 - 1917, Sam Mendes

Ambientato sul fronte franco-tedesco durante la Prima guerra mondiale, questo film racconta il disperato tentativo di due soldati francesi per portare un dispaccio a un battaglione amico attraverso le linee nemiche, così da scongiurare un assalto che si trasformerebbe in un massacro. Con1917 Mendes immerge totalmente lo spettatore nell’atrocità della guerra, permettendogli di vivere le stesse paure e l’orrore provato dai protagonisti, mettendolo realisticamente di fronte alla morte nelle trincee e lanciando un monito accorato contro tutte le guerre.

8 - Richard Jewell, Clint Eastwood

Con questo film, tratto da un episodio realmente accaduto durante le Olimpiadi di Atlanta ’96, Clint Eastwood, ancora una volta, racconta la sua America, quella vera, fatta di uomini che presentano innato, senza esserne realmente consci, un profondo senso del dovere. Raccontando la storia di Richard Jewell, dapprima osannato per aver sventato un attentato e poi gettato nella polvere con l’accusa di esserne il colpevole, Eastwood ha realizzato un film teso ed emozionante. Una storia umana che ha il merito di ridare dignità a un personaggio additato dall’opinione pubblica come assassino. Salvo poi dimenticarsi di riabilitarlo una volta scoperto il vero responsabile dell’attentato.

9 - Nessuno sa che io sono qui, Gaspar Antillo

Storia di un uomo che, a causa del suo aspetto fisico poco attraente, ha dovuto abbandonare il sogno di diventare una pop star. Autoesiliatosi in una fattoria nell’estremo sud del Cile Memo, il protagonista, grazie all’incontro con una giovane donna, riuscirà a riscattare una vita che gli ha riservato solo grandi delusioni. Bello e intenso film dell’esordiente cileno Gaspar Antillo, vincitore di numerosi premi, si avvale di una ottima interpretazione di Jorge Garcia, già visto nella serie televisiva Lost.

10 - Sorry, we missed you, Ken Loach

Ken Loach, con il passare degli anni, ci ha abituato a film sempre più ruvidi e crudi, dove il messaggio di denuncia è esplicito e viene lanciato senza troppi giri di parole. Non ne è esclusa questa sua ultima fatica, Sorry, we missed you, con la quale il regista britannico denuncia, ancora una volta, le nuove forme di sfruttamento lavorativo, con la cancellazione dei diritti conquistati in un secolo di lotte operaie. All’età di ottantatré anni, Loach conferma la sua grande capacità nel dar voce al proletariato, a quella working class sfruttata che dalla vita non chiede altro se non di poter vivere dignitosamente. Soprattutto conferma di essere ancora in grado di indignarsi e, soprattutto, di farci riflettere e indignare.

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