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La vita davanti a sè (2020), la recensione: il film con Sofia Loren è la versione addolcita del romanzo di G

16/12/2020 21:03

Marcello Perucca

Recensione Film, Netflix Original, Film Drammatico, Film Italia, Sophia Loren, Edoardo Ponti, Ugo Chiti, Romain Gary, Palomar,

La vita davanti a sè (2020), la recensione: il film con Sofia Loren è la versione addolcita del romanzo di Gary

Sophia Loren, all’età di 86 anni e dopo circa un decennio lontana dal set, torna al cinema recitando sotto la direzione del figlio Edoardo Ponti

Sophia Loren, all’età di 86 anni e dopo circa un decennio lontana dal set, torna al cinema. Lo fa recitando sotto la direzione del figlio Edoardo Ponti con La vita davanti a sé, film drammatico tratto dal romanzo dello scrittore francese Romain Gary e già portato sullo schermo nel 1977 dall’israeliano Moshé Mizhrai (con una straordinaria interpretazione di Simone Signoret). La vicenda del film, distribuito da Netflix, ricalca, anche se non proprio fedelmente, quella narrata nel romanzo. L’azione, però, si sposta dal quartiere multietnico parigino di Belleville al rione Murat di Bari. Qui, tra la ferrovia e il mare, vive Momò (interpretato dal bravissimo Ibrahima Gueye): dodicenne, orfano, di origine senegalese, è dedito a piccoli furti e allo spaccio.

Dapprima affidato al dottor Cohen (Renato Carpentieri), un vecchio medico ormai non più in grado di contenerne le turbolenze, dietro insistenza di questi, Momò andrà a vivere con Madame Rosa (Sophia Loren), una ex prostituta ebrea, sopravvissuta ad Auschwitz, che accoglie nella sua casa bambini figli di altre prostitute.

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Fra Momò e Madame Rosa, severa e autoritaria, si instaura un rapporto inizialmente conflittuale, ma che ben presto virerà in na inaspettata comprensione e accettazione l’uno dell’altra. Verso un rapporto affettivo che si rinsalderà con lo scorrere del tempo.

Ma le condizioni della donna sono critiche: Madame Rosa soffre di momenti di vuoto, che si fanno sempre più frequenti; sino a quando il dottor Cohen deciderà di trasferirla in un ospedale. A Momò verrà così a mancare un ormai stabile punto di riferimento.

 

Con La vita davanti a sé, l’intento dello sceneggiatore Ugo Chiti è quello di narrare una storia vista attraverso lo sguardo di Momò. Il ragazzo intraprende un percorso di crescita che lo porterà a diventare grande grazie al rapporto profondo che si viene a instaurare con l’anziana signora. Soprattutto gli consentirà di intraprendere un percorso di accettazione del prossimo con una lenta ma costante acquisizione del senso di tolleranza verso gli altri. In Momò e in Madame Rosa crescerà un sentimento di amore reciproco, filiale e materno, destinato a durare per sempre.

Questo è il senso del film, che restituisce al pubblico una grande diva del passato. Nei panni dell’anziana prostituta, Sophia Loren ha l’occasione per ritornare sulle scene con un'interpretazione che ricalca, in qualche modo, i personaggi che ne hanno caratterizzato la lunghissima carriera.

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La sceneggiatura di Chiti e la fotografia di Angus Hudson offrono un ritratto senza tempo e senza precise coordinate geografiche (sappiamo che è Bari, ma potrebbe trattarsi benissimo di una qualsiasi altra città mediterranea).

 

La vita davanti a sè non possiede la carica dirompente del romanzo di Gary e, alla fine, offre una visione di un mondo un po’ stereotipato dove a trionfare sono i buoni sentimenti.

 

Tuttavia la pellicola di Ponti è nobilitata dalla presenza carismatica della Loren e dalla strepitosa interpretazione del giovane Guye, vera rivelazione del film, qui al suo debutto come attore. Inoltre nel cast, oltre agli artisti già citati, troviamo anche l’attrice trans Abril Zamora nella parte di Lola, amica di Madame Rosa e l’attore iraniano Babak Karimi (che abbiamo spesso visto nei film di Asghar Farhadi) in quella di un negoziante, musulmano come Momò, che proverà a fargli da guida insegnandogli il valore del rispetto reciproco e contribuendo così al percorso di riscatto del giovane.


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Genere: drammatico

Titolo originale: The Life Ahead

Paese, Anno: Italia, 2020

Regia: Edoardo Ponti

Sceneggiatura: Ugo Chiti, Edoardo Ponti

Fotografia: Angus Hudson

Interpreti: Sophia Loren, Renato Carpentieri, Massimiliano Rossi, Abril Zamora, Babak Karim

Colonna sonora: Gabriel Yared

Produzione: Palomar

Distribuzione: Netflix
Durata: 94'

Data di uscita: 13/11/2020

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