facebook
twitter
linkedin
youtube
pinterest
instagram
Piano9logobianco
Piano9logobianco

Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

Via Carlo Boncompagni 30
20139 Milano (MI)
+39 340 5337404
ufficiostampa@silenzioinsala.com

 

Sisnero

SilenzioinSala.com
un progetto di Piano9 Produzioni

CONTENUTI IN EVIDENZA

Diego Maradona (2019), la recensione del docufilm di Asif Kapadia: una storia che lega Maradona, l'Argentina e

14/12/2020 11:37

Rossella Romano

Recensione Film, Film Documentario, Diego Armando Maradona, Film Regno Unito, Nexo Digital, Asif Kapadia,

Diego Maradona (2019), la recensione del docufilm di Asif Kapadia: una storia che lega Maradona, l'Argentina e Napoli

Asif Kapadia ci porta, pallone dopo pallone, sulle tracce dell'uomo che spariva appena entrato in campo

Buenos Aires. Napoli. Napoli. Buenos Aires. Il docufilm di Asif Kapadia su Diego Armando Maradona è dipinto di azzurro: il colore che lega la nazionale Argentina e il Napoli. Kapadia (già regista di Amy - The girl behind the name, Premio Oscar 2015) inizia dall’epilogo per riportarci, passo dopo passo, pallone dopo pallone, a tracciare le orme di un giocatore e dell’uomo che “sparisce” una volta entrato in campo.

Maradona è in campo anche durante il film: la sua voce, in sottofondo ma quasi reale, commenta e spiega le immagini che si susseguono e gli eventi che lo travolgono.

diegomaradona-381703784-large-1607941444.jpg

Tutto il film, ma per estensione, tutta la sua vita, segue il leitmotiv con cui risponde Pelé a un giornalista: «Maradona è bravo ma non è ancora pronto dal punto di vista psicologico». Che sia questa la chiave per spiegare il fiume che travolge letteralmente il Maradona fuoriclasse e quindi Diego in persona?

Non lo sappiamo, ma di certo è interessante riflettere sul ruolo giocato in campo da Maradona e anche (alla fine, soprattutto) quello sociale, all'interno in una città: Napoli. È proprio qui che si inserisce il vero mandato di Diego Maradona: rappresenta una rivincita, sociale ed economica; se non reale, per lo meno mentale e ideologica. Una volta in campo, sa come portare quella città e quella gente lontana dalla sua realtà; distante, anche se solo per 90 minuti, dai suoi effettivi problemi. Con lo sguardo del regista attraversiamo Napoli: il vetro anteriore dell'automobile su cui ci troviamo, con lui, filtra tutto; ma, allo stesso tempo, rende evidenti tutte le contraddizioni. Se, inizialmente, Maradona rimane basito e smarrito di fronte a domande scomode che puntano i riflettori sulle mancanze della città, poco dopo sembra farsi risucchiare.

 

Per tutto il film, veniamo coinvolti da sentimenti contrastanti: desiderio di riscatto ma anche rimpianti, perdite e paura. Fuori e dentro il campo. Dal vetro di quell’auto vediamo scorrere la vita e il declino di Maradona: Diego fugge da Villa Fiorito, la favela in cui è cresciuto, per riscattarsi e per riscattare una città che aveva bisogno di un motivo per tornare a gioire e per prendersi una pausa da se stessa. Questa rivincita, almeno in campo, arriva

Partita dopo partita. Vittoria dopo vittoria. Ma più vince, più Diego perde parti di sé, fino a smarrirsi completamente.

 

Qui il suo ruolo di giocatore lascia spazio a quello di ‘salvatore’ di una parte d’Italia: e senza, forse, neanche accorgersene, diventa lui il sacrificio perfetto. Così, per i napoletani, (ma un po’ per tutti) la domenica diventa un  giorno religioso; non per eventuali funzioni, ma per poter vedere in campo realizzata una speranza tanto alimentata negli anni. La domenica, in quel campo, c’era solo Maradona, che non poteva essere debole. E poi c'era Diego, l'insicuro, che invece, rimaneva fuori in una panchina lontana. Il campo l'ha salvato, ma l’ha anche inghiottito.

maradona-1607941686.jpg

«Essere famosi è un bel peso», ricorda la sorella Maria. Perché se è vero che quando sei in campo la vita sparisce, va anche ammesso che non si resta in campo per sempre e che la vita ti aspetta e non ti perdona tutti i gol mancati fuori da quel campo. Forse il peso su Maradona è stato eccessivo, forse ingombrante, sicuramente impegnativo. Ma non poteva non corrispondere così tanto declino a così tanta magnificenza.

 

E allora va bene tutto quello che si è vissuto se non si poteva fare diversamente (non si poteva veramente?), se non si poteva essere grandi a metà e sconfitti così tanto. Forse, non fosse andata così, non saremmo potuti passare attraverso la citta e guardarla da quel vetro. Per affermare, poi, come quell’Ultrà, davanti al cimitero: «che vi siete persi!».


schermata2020-12-14alle11-19-01-1607941827.png

Genere: documentario

Titolo originale: Diego Maradona

Paese/Anno: Regno Unito, 2019

Regia: Asif Kapadia

Montaggio: Chris King

Colonna sonora: Antonio Pinto

Produzione: On the Corner Films

Distribuzione: Nexo Digital

Durata: 130'

Data di uscita: 23/09/2019

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTERTER


facebook
twitter
linkedin
youtube
pinterest
instagram

facebook
twitter
linkedin
youtube
pinterest
instagram

www.silenzioinsala.com @ All Right Reserved 2020 | Sito web realizzato da Flazio Experience  | P.IVA 10731440961

www.silenzioinsala.com @ All Right Reserved 2020 | Sito web realizzato da Flazio Experience  | P.IVA 10731440961

zhifei-zhou-XO4A1pWBEbE-unsplash

Supporta SilenzioinSala.com

Il sito nasce dalla nostra passione smisurata per il cinema e dal lavoro duro della nostra redazione, di chi scrive, di chi edita gli articoli, di chi segue la parte tecnica, il canale YouTube, i social e tutti i contenuti che Silenzioinsala.com produce (da anni e anni e anni).

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder