Una discesa nell’identità spezzata
Le identità si flettono, si spezzano e si fondono in Die My Love, ultimo film della cineasta britannica Lynne Ramsay e suo primo lungometraggio di produzione interamente statunitense. Al centro Jennifer Lawrence nei panni di Grace, giovane donna la cui vita cambia repentinamente in seguito al trasloco da New York alla campagna del Montana e, soprattutto, alla nascita di un figlio.
Isolata dal nuovo ruolo sociale e incapace di riconoscersi in esso, Grace cade in una spirale di depressione che la porta a spingersi nei meandri più oscuri e violenti della propria mente, alla ricerca dell’identità perduta nel cambiamento.
Rifiutare il ruolo sociale
La ricerca di Grace diventa il punto di partenza per una serie di riflessioni sul concetto di identità , a partire da quella di madre, sofferta e imposta non solo alla protagonista ma anche alle donne che la circondano, tra cui Pam (Sissy Spacek), madre del compagno – poi marito – Jackson (Robert Pattinson). Un coro di voci femminili che, se da un lato echeggia i sentimenti di Grace, dall’altro sembra giudicarla per non essere in grado di lasciare indietro il proprio io per cedere posto all’essere madre.
Il farsi domande sul proprio essere viene sviluppato ulteriormente in chiave postumana, come un’indagine sul confine tra umano, animale e natura. Ramsay dirige Lawrence in una performance che evidenzia i movimenti ferini dell’attrice, immergendola nel paesaggio rurale e rendendola parte integrante di esso, fino quasi a farla scomparire nello stesso.
Attori spogliati dell’aura hollywoodiana
Come già accaduto con Joaquin Phoenix in A Beautiful Day (You Were Never Really Here), Ramsay dimostra di saper scardinare la patina hollywoodiana che ricopre i suoi interpreti, lasciando emergere gli aspetti più primitivi e vulnerabili dei loro corpi. Lawrence e Pattinson, divi emblematici della Hollywood contemporanea, sono qui privati della loro aura di intoccabilità per incarnare due umanità spezzate da un amore tragico e malato. I loro corpi non vengono utilizzati come simboli di bellezza aspirazionale, ma come strumenti per portare sullo schermo i limiti della condizione umana. Attraverso uno sguardo ancora influenzato dal kitchen sink realism, Ramsay restituisce ai due attori una fisicità che l’industria spesso sottrae loro.
Finzione e realtà che si contaminano
Il mescolarsi delle identità esonda dal testo cinematografico per contaminare la realtà stessa, come evidente nel caso di Jennifer Lawrence, interprete di una donna alle prese con la depressione post-partum mentre, al tempo delle riprese, era incinta del secondo figlio. In alcune interviste l’attrice ha raccontato di aver sofferto anche lei di depressione dopo la nascita del primo figlio, stabilendo un legame diretto tra l’esperienza personale e quella del personaggio. Questo continuo sovrapporsi di finzione narrativa e vita reale rende Die My Love un film stimolante, capace di instaurare un dialogo tra realtà e narrazione, tra testo e metatesto.
Tra kitchen sink realism e miti americani
Dal punto di vista visivo, Ramsay attinge alla tradizione cinematografica britannica del kitchen sink realism, mantenendo uno sguardo empatico ma lucido sulla crudele realtà dei personaggi. A questa prospettiva affianca la rivisitazione dei miti americani, utilizzando l’iconografia del western e del southern gothic in chiave femminile. Grace è spesso inquadrata come un eroe fordiano: la sua silhouette si staglia contro il cielo notturno, incorniciata dalle travi della casa o in movimento su una strada solitaria. Nelle sue mani compaiono frequentemente armi – un coltello o un fucile – simbolo dei pericoli mentali e sociali che la minacciano. La casa, emblema gotico della domesticità , diventa antagonista della libertà della protagonista: inizialmente in rovina, si trasforma progressivamente in uno spazio borghese ordinato, specchio delle pressioni sociali che cercano di riportare Grace nei ranghi del decoro. Quando ciò non accade, si produce un cortocircuito che conduce la protagonista verso uno stato mentale alterato, reso da Ramsay attraverso un’estetica onirica fatta di effetto notte, sovraesposizioni e immagini distorte che restituiscono allo spettatore l’inaffidabilità del suo sguardo.

Scheda Film
Titolo originale: Die My Love
Genere: Dramma psicologico
Paese: Stati Uniti
Anno: 2025
Regia: Lynne Ramsay
Sceneggiatura: Lynne Ramsay, Enda Walsh, Alice Birch
Interpreti: Jennifer Lawrence, Robert Pattinson, LaKeith Stanfield, Nick Nolte, Sissy Spacek
Fotografia: Seamus McGarvey
Montaggio: Toni Froschhammer
Musica: George Vjestica, Raife Burchell, Lynne Ramsay
Produzione: Black Label Media, Excellent Cadaver, Sikelia Productions
Distribuzione: MUBI
Durata: 119 minuti
Data di uscita: 27 novembre 2025



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