Un aldilà come paradosso sentimentale
Tra le varie possibilità che l’umanità ha ideato su ciò che ci aspetta dopo la morte, la vita eterna ultraterrena ha la caratteristica di immaginare una convivenza senza fine delle decine di miliardi di esseri umani nati e vissuti sulla terra. Lo spunto di Eternity, diretto da David Freyne (film di apertura del 34° Torino Film Festival), è una delle tante contraddizioni che potrebbero capitare in un sistema del genere: una donna ritrova nell’aldilà sia il primo marito morto ancora giovane, sia il secondo marito con cui ha convissuto per decenni. Ed ecco che un tema esistenziale come il post mortem diventa una commedia sentimentale.
Regole dell’eternità e scelta obbligata
Quando l’anziano Larry Cutler muore, si risveglia su un treno senza capire dove sia finito: arrivato a destinazione, apprende di essere morto e di trovarsi nel luogo dove vengono smistati tutti quelli nella sua stessa situazione. Ad aumentare la sua confusione, contribuisce il fatto di avere di nuovo l’aspetto di quando era giovane (in questa versione lo interpreta Miles Teller); questo perché, secondo quanto gli spiega la sua responsabile per l’aldilà Anna (Da'Vine Joy Randolph), lì si assume l’aspetto del momento della propria vita in cui si era stati più felici. L’altra regola da imparare è che esistono numerosi aldilà dove poter trascorrere l’eternità , ma bisogna sceglierne uno entro pochi giorni sapendo che non ci si potrà mai spostare. La zona di smistamento, quindi, è in parte come un resort dove vengono ospitate le persone appena morte, in parte una specie di fiera di promotori turistici, perché ogni aldilà (che può essere un luogo, come un deserto o una metropoli, oppure un’esperienza, come un mondo senza uomini rivolto alle donne) viene proposto ai neo defunti alla maniera delle agenzie di viaggio.
Il triangolo impossibile
Terza regola: chi non decide in quale aldilà andare, può restare nell’area di smistamento, ma si deve trovare un lavoro. Così, quando Larry ritrova la moglie Joan (Elizabeth Olsen) morta poco dopo di lui, pensa di poter scegliere assieme a lei in quale aldilà andare; ma proprio lì, per sessant’anni, era rimasto ad aspettarla Luke (Callum Turner), il suo primo marito, un soldato morto durante la Guerra di Corea. Tutti e tre hanno opportunamente un aspetto giovanile, e quindi si crea un triangolo impossibile: Joan trova i due uomini della sua vita, che durante la sua vita, però, non si erano mai incrociati.
Dalla speculazione alla commedia romantica
Tutta questa costruzione narrativa ed estetica dell’aldilà , abbastanza divertente anche se non del tutto coerente, serve per rendere particolarmente difficile una scelta che riguarda sia ragione sia sentimento: l’amore passionale e bruciante di gioventù, oppure l’amore che si costruisce nel tempo condividendo tempo ed esperienze. Quando si entra nel vivo del duello romantico, parte della vitalità iniziale del film si spegne perché si lascia la stimolante speculazione filosofica sul tempo infinito, visualizzato secondo gli schemi rassicuranti del nostro mondo occidentale, per entrare nel territorio della classica commedia romantica in cui una donna deve scegliere tra due modelli di amore (e anche tra mare e montagna, perché anche i due aldilà prediletti dai due contendenti sono antitetiche). Certo, in questo caso è una scelta impegnativa, perché sia Larry sia Luke pretendono che Joan passi l’eternità solo con uno dei due: ci dovrà essere una coppia che non si separerà mai più, e uno dei due uomini che perderà il suoi grande amore. Ma l’incertezza tra la passione che rischia di non superare la prova del tempo, e il rapporto che dura nel tempo sostituendo la passione con l’abitudine, non è certo una novità e si scioglie in un prevedibile sentimentalismo.
Le inquietudini dietro la patina romantica
Se però ci si distoglie dalla trama romantica per osservare bene questa eternità , non mancano gli aspetti inquietanti. Viene affermato che molti arrivano con le sembianze di bambini, perché in vita non erano mai stati tanto felici come nell’infanzia: ma una vita eterna nel corpo di un bambino, con l’esperienza di un adulto, può essere un’esperienza atroce, come già ci aveva insegnato il personaggio di Kirsten Dunst in Intervista col vampiro. Anche il divieto di cambiare aldilà è tutt’altro che rassicurante; una scelta sbagliata può diventare un rimpianto senza fine, e fa capolino anche qualche personaggio che lo ricorda in modo comico, anche se a ripensarci c’è ben poco da ridere. Si scopre, poi, che alcuni aldilà un tempo raggiungibili non sono selezionabili perché non più considerati opportuni: il che fa pensare che in alcuni casi non siano come una sorta di vacanza senza fine, ma la realizzazione di desideri oscuri. Forse non è una scelta consapevole, ma c’è già tutto il materiale per un horror angosciante e intellettualmente provocatorio, a guardare oltre la patina romantica della storia.

Scheda Film
Regia: David Freyne
Sceneggiatura: Pat Cunnane
Interpreti: Miles Teller, Elizabeth Olsen, Callum Turner, Da’Vine Joy Randolph
Fotografia: Adam Stone
Montaggio: Tony Cranstoun
Musica: Tim Williams
Produzione: Likely Story, Anonymous Content
Distribuzione italiana / piattaforma: I Wonder Pictures
Durata: 94 min



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