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Noi, Zagor

02/10/2013 10:00

Marco D'Amato

Recensione Film,

Noi, Zagor

Per tutti gli appassionati italiani di fumetti non c’è alcun dubbio che la Bonelli Editore rappresenti una sorta di stella polare...

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Per tutti gli appassionati italiani di fumetti non c’è alcun dubbio che la Bonelli Editore rappresenti una sorta di stella polare. Basterebbe solo nominare Tex per capire quanta fortuna e quanto seguito abbiano avuto i comics della casa editrice milanese nel corso di più di settanta anni di storia e storie. Ma nominare solo il ranger ideato da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galeppini sarebbe davvero ingeneroso per rappresentare l’intero universo degli eroi bonelliani, multiforme come l’ingegno di Ulisse e ben presente nell’immaginario collettivo anche per chi non è mai stato un fan del fumetto. Dylan Dog, Mister No, Martin Mystere, Nathan Never, Nick Raider: tutti personaggi che non hanno davvero bisogno di presentazioni. Ma ce n’è uno che rappresenta davvero “un piccolo miracolo editoriale”, citando le parole del direttore della Sergio Bonelli Editore, Mauro Marcheselli, un eroe che da un paio d’anni ha festeggiato i 50 anni di vita continuando a raccogliere consensi tra i fan di tutto il mondo e mantenendo elevatissimi dati di vendita: Zagor.


Non è un caso che sia proprio lo Spirito con la Scure l’unico personaggio bonelliano ad aver mantenuto stabili - o ad aver addirittura incrementato - i dati di vendita in edicola: nessuno come Zagor Tenay rappresenta l’assoluta libertà e lo sconfinato potere della fantasia. Re di Darkwood, un’enorme e immaginaria foresta del Nord America nella prima metà del 1800, assieme al suo fedele scudiero Cico intraprende avventure che non conoscono praticamente limiti spazio-temporali. Combatte con i nemici del suo mondo, indiani ribelli, contrabbandieri di armi e whisky e pirati, ma si trova davanti anche maghi, stregoni, illusionisti, alieni, zombi, vampiri e mostri di ogni genere. La sterminata passione per la letteratura e il cinema dei suoi creatori hanno consegnato a Zagor un numero di avversari pressoché infinito. Nato nel 1961, dalla fantasia di Sergio Bonelli (sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta) e reso su carta dalla matita di Gallieno Ferri, Zagor ha attraversato più di 50 anni di avventure rimanendo un punto di riferimento per il fumetto mondiale e questo Noi, Zagor ne attraversa la storia dagli albori fino ai giorni nostri.


Il regista Riccardo Jacopino ripercorre queste tappe intervistando proprio il disegnatore Gallieno Ferri e tutti coloro che a Zagor lavorano, dal curatore Moreno Burattini a Marcheselli, dagli sceneggiatori ai disegnatori, filosofi, sociologi, per finire alla pletora di irriducibili fan dell’eroe con la scure. La telecamera ci porta dietro le quinte del lavoro di tutti i giorni, mostrandoci il lunghissimo processo alla base della produzione e distribuzione di ogni singolo albo. A rimanere impressi sono il racconto di Ferri sulla nascita del personaggio e l’amore che gli tributano i fan durante le serate a tema che coinvolgono tantissime persone dalle età più disparate. Da non perdere anche le scene di repertorio girate all’estero, in particolare in Turchia con Levent Cakir che negli anni ’70 ha interpretato Zagor in due pellicole, e in Croazia dove Ferri e company vengono addirittura omaggiati dal Presidente della Repubblica croata in persona. Un omaggio imperdibile per qualsiasi fan del fumetto che si rispetti fatto con il cuore da chi di Zagor è un innamorato da sempre. L'autore della bella colonna sonora, il musicista Graziano Romani, allo Spirito con la Scure ha dedicato un intero album.


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