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I vampiri (1957): la recensione del film di Riccardo Freda, il primo horror italiano

30/10/2020 19:46

Marco Filipazzi

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I vampiri (1957): la recensione del film di Riccardo Freda, il primo horror italiano

Nel 1957 Freda dirige il primo film horror della storia del cinema italiano

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale, il cinema italiano trova il modo di confezionare film e fare ripartire l'industria grazie al neorealismo. Da Roma città aperta in poi, sullo schermo arrivano affreschi di vita reale, recitati da attori non professionisti, che a oggi preservano uno spaccato del nostro paese autentico come pochi altri. Registi storici per il nostro cinema come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Giuseppe De Santis ridanno nuova linfa al cinema nostrano, che arriva a realizzare oltre 100 pellicole all'anno nei primi '50. Con il passare del tempo e il desiderio di lasciarsi alle spalle lo spettro della guerra, nascono il neorealismo rosa e le commedie (Don Camillo è del 1952) e persino i primi film estivi, come Vacanze a Ischia di Mario Camerini del 1957.

Ma mentre il cinema d'autore ammaliava la critica, nel sottobosco popolare cresceva la richiesta di spettacoli d'intrattenimento, prodotti meno autoriali e più spensierati. I melodrammi, i peplum, i film musicali, gli erotici, i gialli o i film d'avventura. Tra gli "oppositori" al neorealismo vi è Riccardo Freda, la cui idea di cinema è ben lontana dai salotti della critica borghese. Per lui i film sono «azione, emozione, tensione, velocità» (ne è un esempio Aquila nera, suo film del '46 che narra le gesta di un bandito mascherato in cerca di vendetta) e ciò che gli interessa raccontare non è l'uomo comune, ma l'eroe.

 

Nel 1957 Riccardo Freda dirige I vampiri, considerato il primo film horror italiano.

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La storia si svolge a Parigi e ruota attorno a un giornalista, Pierre Valentin, che sta indagando sulla misteriosa morte di due giovani ragazze, ritrovate completamente dissanguate.

Questo suo morboso curiosare lo farà diffidare dalla polizia, che lo accusa di diffondere allarmismi inutili, mentre il capo-redattore gli affida un nuovo incarico: scrivere del ricevimento che si terrà nel castello Du Grand, abitato dalla anziana contessa insieme alla sua giovane nipote. Le due però non vengono mai viste insieme in pubblico. 

 

Dato che Riccardo Freda si vantava di poter realizzare un film in 12 giorni, i produttori Ermanno Donati e Luigi Carpentieri lo sfidarono, affidandogli la regia de I vampiri: una sorta di giallo investigativo che, da metà film in poi, si trasforma in un film gotico con una spruzzata di fantastico. Rivisto oggi forse I vampiri non può essere definito un horror a tutti gli effetti, eppure presenta diversi elementi che anticipano le caratteristiche principali di questo filone, consolidatosi con La Maschera del Demonio di Mario Bava, due anni più tardi. La seconda parte de I vampiri gronda atmosfere gotiche, le quali diverranno un pilastro dell'horror nostrano negli anni successivi, al punto che ancor oggi sono ben definiti i film del periodo che rientrano nella categoria "gotico italiano" come La vergine di Norimberga di Antonio Margheriti del '63, Il boia scarlatto di Massimo Pupillo (1965) e molti film di Bava stesso. Inoltre ne I vampiri vengono messi in scena anche due temi che torneranno ricorrenti nel gotico italiano. Il primo è la donna-mostro, bella e fatale, che prima ammalia e poi uccide: la sua perfetta incarnazione in quegli anni è Barbara Steele, la cui carriera fu incentrata su ruoli sempre simili a questo. Di conseguenza arriva anche il secondo tema: il doppio, il lato oscuro e nascosto delle persone che ne I vampiri sono la contessa e sua nipote.

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Ma non solo: Mario Bava all'epoca era collaboratore di Riccardo Freda e compare nei titoli di testa in veste di direttore della fotografia e curatore degli effetti speciali.

 

Ricordate la scommessa che il regista aveva fatto con i produttori? Quando si rese conto di non riuscire a vincerla, Freda abbandonò il set e lasciò che fosse proprio Bava a terminare il film in soli due giorni. A lui va il merito di aver realizzato la metamorfosi finale, un trucco visivo che ha dello stupefacente ancora oggi! In seguito, nel 1959 Mario Bava esordì alla regia con La Maschera del Demonio, codificando le intuizioni di Freda e cambiando la storia del cinema horror. Non solo italiano.


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Genere: horror

Titolo originale: I vampiri

Paese/Anno: Italia, 1957

Regia: Riccardo Freda, Mario Bava

Sceneggiatura: Ti West

Fotografia: Mario Bava

Montaggio: Roberto Cinquini

Interpreti: Gianna Maria Canale, Carlo D'Angelo, Dario Michaelis, Wandisa Guida

Colonna sonora: Roman Vlad, Franco Mannino

Produzione: Titanus

Durata: 78'

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