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La città dei fantasmi (2017), la recensione del documentario che racconta la storia di Raqqa is Being Slaught

07/04/2020 17:02

Lorenzo Bagnoli

Recensione Film, Amazon Original, Film Documentario, Film Guerra, Film USA, Matthew Heineman,

La città dei fantasmi (2017), la recensione del documentario che racconta la storia di Raqqa is Being Slaughtered Silently

La storia del gruppo di ragazzi che ha fondato Raqqa is Being Slaughtered Silently

City of Ghosts è la storia del gruppo di ragazzi che ha fondato Raqqa is Being Slaughtered Silently - Rbss (Raqqa è stata massacrata in silenzio), il sito di giornalismo civico che ha permesso al mondo intero di conoscere cosa stesse succedendo nei territori controllati dall'Isis. Raqqa è la città della Siria settentrionale che fino al dicembre del 2017, il momento in cui è stata liberata, faceva da capitale allo Stato islamico. Crocifissioni, esecuzioni, torture in piazza: le immagini raccolte dal gruppo di citizen journalist - i ragazzi non avevano nulla a che fare con il giornalismo, ma sentivano il dovere di fare qualcosa di diverso da imbracciare le armi – sono un rosario di atrocità e barbarie. L'immaginario dello Stato islamico ce l'hanno costruito anche loro, raccogliendo testimonianze che a molti sono costate la vita. 

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Questi filmati hanno una potenza iconica che li rende un'incancellabile traccia nella storia contemporanea. Raccoglierli attraverso una rete di corrispondenti locali e diffonderle mediante una redazione virtuale, sparpagliata in mezzo mondo, sono due atti di guerriglia che sono costati al gruppo la controffensiva di Isis. Se, però, a un certo punto la comunità internazionale è intervenuta a Raqqa è stato anche perché qualcuno aveva mostrato al mondo cosa stesse succedendo.
 

Tutto questo definisce l'importanza intrinseca di City of Ghosts. Prodotto e diretto da Matthew Heineman, disponibile su Amazon Prime Video. Il film si apre e si chiude con uno dei tanti momenti in cui Rbss è stato ufficializzato come prodotto dall'altissimo valore civile: la premiazione come media che si è distinto per la difesa della libertà di stampa, riconoscimento ogni anno viene consegnato a New York dal Comitato per la protezione dei giornalisti; “la Croce rossa dei giornalisti”, come l'ha definita l'American Journalism Review. Matthew Heineman ha avuto, per il documentario, pieno accesso alle vite di Aziz, Mohammed, Hamoud, Hassan e degli altri componenti della rete. Le loro non sono interviste, ma confessioni. E non c'è consolazione nel fare la cosa giusta, nel riconoscimento del valore delle proprie imprese. La testimonianza più dura è quella di Hamoud e Hassan, due fratelli il cui padre è stato assassinato dai macellai dell'Isis proprio per persuadere i figli a deporre le armi (nel loro caso le telecamere). Il video dell'esecuzione circola come video di propaganda, come monito verso chi osa sfidare la narrazione del grande Stato islamico. 

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È opprimente come la paura della morte possa arrivare ovunque, da Raqqa fino a Berlino. Eppure ci sono momenti di vita, come la nascita del figlio di Hamoud o la vita di coppia di Mohamed, in cui sembra possibile pensare che si possa aprire un capitolo dopo la guerra, lontano da dove si è nati e dove si è, in fondo, anche morti. La forza delle immagini di vita quotidiana dei ragazzi di Rbss, però, non è sufficiente a costruire un arco narrativo. Il difetto principale del documentario è che, alla fine, risulta solo una giustapposizione di episodi estrapolati dalla storia complessiva del gruppo senza una vera e propria chiave di lettura. Anche la resa delle storie dei protagonisti non è sempre ben riuscita.

 

Il caso di Aziz, il portavoce, è il più emblematico: il ragazzo, volto pubblico di Rbss, risulta alla fine una maschera del dolore universale della guerra, una figura ridotta a sola sofferenza.

L'epilogo, con la telecamera che non gli lascia tregua nemmeno quando è colto dagli spasmi mentre cerca di fumare una sigaretta, risulta un po' stucchevole. Si sarebbe potuto cercare, invece, nelle tracce di vita che si colgono nel film i momenti di riscatto di chi ha rinunciato tutto ma alla fine è morto solo simbolicamente a Raqqa. Invece, il racconto di guerra abbatte ogni possibile complessità umana.


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Genere: documentario

Titolo originale: City of Ghosts

Paese/Anno: USA, 2017

Regia: Matthew Heineman

Sceneggiatura: Matthew Heineman

Fotografia: Matthew Heineman

Montaggio: Matthew Heineman

Colonna sonora: Jackson Greenberg, H. Scott Salinas

Produzione: Our Time Projects

Distribuzione: Amazon Prime Video

Durata: 93'

Data di uscita: 21/01/2017


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