Proviamo a immaginare un mondo distopico in cui le conseguenze psicologiche della pandemia sui rapporti umani e sull'intimità siano state catastrofiche e durature: un mondo in cui il divieto di baciarsi è assoluto, pena addirittura la morte, e per non cadere in tentazione le persone non si lavano più i denti e ingeriscono grandi quantità di aglio, in modo da rendere sgradevole il loro alito. Aggiungiamo che questa realtà, già abbastanza punitiva, abbia assimilato nel suo funzionamento una certa quantità di violenza sociale, imponendo un bizzarro sistema di pagamento di beni e servizi per cui si devono ricevere tanti più schiaffi quanto maggiore è il valore di ciò che si acquista. Concludiamo specificando che, di questa civiltà alternativa, vediamo soprattutto i benestanti che sembrano accettarla e governarla, ma la paura di cedere alle tentazioni appartiene a tutti; le brutali punizioni per chi sgarra vengono attuate pubblicamente, affinché tutti le vedano. Questa è la società mostrata in Deux personnes échangeant de la salive, diretto dalla coppia formata dall'artista visivo franco-indiano Alexandre Singh e dalla storica dell'arte rumeno-americana Natalie Musteata, che si è aggiudicato uno dei due premi Oscar al miglior cortometraggio di finzione in uno dei momenti più concitati della premiazione, quando Kumail Nanjiani ha dovuto giurare che non stava scherzando nell'annunciare un raro caso di ex aequo (l'altro Oscar è stato vinto da The Singers).
Un film con tante suggestioni e poche spiegazioni
Che si possano immaginare, magari sbagliando, riferimenti alla paura dei contagi, alla violenza sistemica delle società contemporanee, alle diseguaglianze economiche tra classi sociali accentuate dal consumismo sfrenato di chi se lo può permettere, fa parte del gioco di provare a indovinare le motivazioni che hanno scaturito leggi così strane: tuttavia il minutaggio contenuto di un corto non viene sprecato per fornire premesse e così ci si immerge direttamente in questa dimensione parallela attraverso gli occhi innocenti e curiosi di Malaise (Luàna Bajrami), neoassunta in un lussuoso grande magazzino dove ha l'obbligo di interagire con clienti assai facoltosi e tendenzialmente arroganti, senza che ciò riduca la sua spontaneità. Poiché tutto si paga venendo schiaffeggiati, il principale tratto distintivo della ricchezza è un livido sullo zigomo; ne ha uno ben visibile anche l'altera Angine (Zar Amir Ebrahimi), donna abituata ad avere atteggiamenti distaccati e per questo disorientata dal calore umano emanato dall'eccentrica Malaise. Così tanto disorientata, che persino essere presa a schiaffi dalla giovane commessa per pagare un costoso vestito le procura un'emozione intensa, quasi erotica, probabilmente mai provata prima, che definisce da subito il rapporto tra due donne completamente diverse per come intendono la vita: una delle due è ricca materialmente ma infelice, l'altra è ricca spiritualmente, come pochi altri attorno a lei.
Chi ha deciso che baciarsi è un crimine?
Non solo l'azione, ma persino la parola “bacio” è bandita. Sicuramente non è stato sempre così in questa distopia, perché le immagini delle opere d'arte che rappresentano l'atto del baciarsi circolano ancora, sebbene clandestinamente; per chi le custodisce, sono un ricordo del passato e un invito per il futuro. Quando è stato deciso che baciarsi fosse un crimine, ma soprattutto chi può averlo deciso? Uno dei pochi personaggi maschili, il marito di Angine, progetta delle casse dentro cui chiudere chi viola la legge; non a caso, nel corso del film, vediamo soltanto donne a essere perseguite. C'è un'evidente forza sovversiva al femminile, nel risveglio del desiderio di un contatto reciproco che intende i corpi come propagatori di sentimenti, e non solo come beni di consumo; certamente l'attrazione alimenta il desiderio ma anche la paura, e favorisce la gelosia, ben impersonata da ciò che prova la responsabile del negozio nei confronti della sua nuova dipendente. Ogni sentimento è meglio della remissività imposta (e autoimposta), se osserviamo come cambia Angine, nel bene e nel male, quando la relazione con Malaise diventa complicità; però il contrappasso, che lascia una sensazione malinconica allo spettatore, è che quando si capisce davvero il valore di ciò a cui si era rinunciato, si apre una via maestra verso i grandi rimpianti.

Scheda Film
Titolo originale: Deux personnes échangeant de la salive
Titolo originale alternativo: Two People Exchanging Saliva
Regia: Natalie Musteata, Alexandre Singh
Sceneggiatura: Natalie Musteata, Alexandre Singh
Interpreti: Zar Amir Ebrahimi, Luàna Bajrami, Aurélie Boquien, Vicky Krieps
Fotografia: Alexandra de Saint Blanquat
Montaggio: Hanna Park
Musica: Bobak Lotfipour
Produzione: Misia Films, Preromanbritain, Galeries Lafayette
Durata: 36 minuti



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