Andrés Roca Rey è uno dei migliori toreri al mondo, se non il migliore, eppure, ogni volta che si avvicina in auto all’arena dove si esibirà suda, trema, va in uno stato quasi di estraniazione da ciò che lo circonda, parla poco e fa il segno della croce baciando due volte la mano alla fine del gesto.
Andrés Roca Rey è una leggenda, e come per ogni leggenda si tende a giustificare ogni sbaglio o errore, ogni comportamento controverso, si tendono anche a capire le sue motivazioni, ma lo sguardo della macchina da presa sull’occhio del toro che sta perdendo la vita ricoperto di sangue e infilzato da più lame, sporco della sabbia che si attacca al muso con la lingua che tocca terra e quasi viene staccata dai propri morsi, così selvaggio ma così poetico perché necessario, porta lo spettatore a una riflessione diversa da quella dell’elogio. David Foster Wallace in Considera l’aragosta si domandava se fosse giusto far soffrire una creatura viva e senziente solo per il piacere transitorio e momentaneo dell’essere umano, la risposta, nel caso della toreada, risulta difficile da trovare: se fosse una questione solamente etica tutto dovrebbe essere cessato immediatamente, ma nell’atto c’è anche l’importanza estetica per cui perfino guardare la vita lentamente scappare dagli occhi del toro diventa affascinante.
Chi è Andrés Roca Rey, protagonista di Pomeriggi di solitudine
Andrés Roca Rey è circondato di persone, i suoi picadores e il suo pubblico, eppure è solo: durante la sua battaglia non parla con nessuno se non con il toro, quando il toro deve incornare qualcuno, lui sarà il solo ad essere colpito, sarà il solo a sanguinare e sarà il solo ad andare in ospedale. Forse il suo unico vero compagno è proprio il toro, quel compagno, che alla fine di tutto è parte di sé, che inevitabilmente dovrà uccidere in conclusione. La lotta diventa dunque fratricida perché i due si conoscono ormai troppo bene e non possono vivere entrambi consapevoli delle debolezze dell’altro. A questo proposito è interessante analizzare gli sguardi del torero: gli occhi diventano spiritati, la bocca è sempre aperta in una smorfia che quasi lo porta ad assomigliare al suo nemico, solo diventando l’altro lo si potrà davvero conoscere. Ed ecco che vengono superate la paura e la pressione artistica, che forse è la preoccupazione principale.
Andrés Roca Rey sembra esistere solo in funzione dei tori, in Tardes de soledad non viene mostrato altro che il prima e il dopo delle sue esibizioni, non è dato sapere nulla della sua vita privata, nulla sulle sue opinioni dell’arte della corrida, nulla sulle sue sensazioni, forse perché nessuno potrà mai capirlo. E come per tutti gli altri che arrivano al vertice, la solitudine diventa la sola compagna.
Genere:Â documentario
Titolo originale:Â Tardes de soledad
Paese, anno:Â Francia/Portogallo/Spagna, 2024
Regia:Â Albert Serra
Sceneggiatura:Â Albert Serra
Fotografia:Â Artur Tort
Montaggio: Albert Serra, Artur Tort
Interpreti: Andrés Roca Rey
Produzione: Idéale Audiences, Lacima Producciones, Rosa Filmes, Tardes de soledad
Distribuzione:Â Movies Inspired
Durata:Â 125'
Data di uscita:Â 08/09/2025



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