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Furiosa (2024), la recensione del film con Anya Taylor-Joy: il successo sta nella purezza di George Miller

25/05/2024 11:00

Marco Filipazzi

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Furiosa (2024), la recensione del film con Anya Taylor-Joy: il successo sta nella purezza di George Miller

Il prequel incentrato sulla co-protagonista di Fury Road, l’Imperatrice Furiosa, interpretata da Anya Taylor-Joy.

Non è necessario ricordare come Mad Max: Fury Road sia uno dei migliori film d’azione di Hollywood del nuovo millennio. Anzi, visto lo stato di salute e la media qualitativa dei blockbuster degli ultimi 20 anni, potremmo definirlo miracoloso: il pubblico ne fu (lo è tuttora) entusiasta, Tom Hardy si era rivelato un Max perfetto, l’Academy lo aveva glorificato con 6 statuette. Perciò era lecito aspettarsi un sequel facile, sfornato subito per cavalcare l’onda. 

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Invece sono passati 9 anni e ad arrivare in sala in realtà è un prequel incentrato sulla co-protagonista di Fury Road, l’Imperatrice Furiosa, là interpretata da Charlize Theron, qui da Anya Taylor-Joy

 

I prequel sono deboli per definizione: ci raccontano un antefatto che deve fare i salti mortali per far combaciare i pezzi di una narrazione nota, nel tentativo di rendere interessante un personaggio che già conosciamo, ma facendogli vivere un’avventura più piccola e di cui ci frega il giusto, il tutto sapendo già come andrà a finire la storia. I prequel sono inferiori di natura e non ce n’è uno che sia almeno al pari dell’originale, tranne forse Il Padrino – Parte II. 

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L’altra questione è: cosa puoi aggiungere a un personaggio di cui il pubblico sa già tutto? Per quanto fosse una comprimaria in Fury Road, Furiosa era perfettamente delineata da ogni punto di vista: chiarissimo da dove venisse, le sue motivazioni e soprattutto dove fosse diretta. Insomma, non c’era molto da dire, non con il rischio di risultare ridondante. Pensate a Solo. Cosa aggiungeva quel film al personaggio della trilogia di George Lucas? Nulla. Il rischio di Furiosa era proprio questo. 

 

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D’altra parte la storia la conosciamo già e, ridotta allo scheletro, non è altro che la spiegazione del come Furiosa finisca a guidare una blindocisterna al servizio del folle Immortan Joe. 

Ovviamente tornano personaggi e luoghi che già abbiamo visto in Fury Road, ma la loro funzione è di puro worldbuilding e non di fan service. Quello che stupisce infatti è il come questa storia ci viene raccontata. Sembra banale, ma la salvezza del film è proprio nel regista e nella sua voglia di raccontarci qualcosa di poco scontato e banale. 

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Per nostra fortuna George Miller non è uno che si sottomette alle logiche commerciali e alle facili citazioni, non lo ha mai fatto e probabilmente mai lo farà. Il mondo postatomico di Mad Max (5 film spalmati in un arco di 45 anni) è sempre stato variegato ma coeso: ogni capitolo aggiunge un tassello alla narrazione, eppure risulta essere perfettamente autonomo anche a chi non conosce la saga. Non è l’universo Marvel, né Star Wars o qualsiasi altra saga in cui bisogna far combaciare ogni dettaglio in maniera maniacale per sollazzare i fan. 

Perciò è vero che Furiosa è un prequel, ma prima di tutto è un racconto che si incastra in questo universo perché ha la voglia, e non l’obbligo, di espanderlo. 

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Dal punto di vista della regia tutto è meno frenetico rispetto a Fury Road (manca soprattutto l’effetto sorpresa che avevamo avuto nel 2015), ma il ritmo rimane sempre altissimo, il montaggio serrato e le scene d’azione semplicemente da manuale. 

 

A tratti Miller cerca di rievocare le atmosfere dei peplum e dei grandi western (specie quelli di John Ford; tantissimi sono i campi lunghi e le inquadrature che mostrano la vastità del deserto) su cui il cinema americano ha edificato il proprio impero, ovviamente rivisitate in chiave postatomica. 

Così al posto dei cavalli abbiamo eserciti di bikers e bighe trainate da motociclette, al posto dell’assedio di Troia abbiamo una sparatoria a suon di mitragliatori e anziché l’assalto alla diligenza c’è quello alla blindocisterna. 

 

Il risultato è una storia profondamente diversa da Fury Road (e meno male!), nata proprio dall’esigenza di raccontare qualcosa, non solo sollazzare gli spettatori per un paio d’ore con la solita minestra riscaldata, riciclando situazioni già viste nella speranza che il pubblico si ingolosisca e regali facili incassi. E quando arrivano i titoli di coda, una cosa è certa: ne vogliamo ancora! Segno che anche questa volta George Miller ha avuto ragione.


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Genere: action, fantascienza, thriller

Titolo originale: Furiosa: A Mad Max Saga

Paese, anno: Australia/USA, 2024

Regia: George Miller

Sceneggiatura: George Miller, Nick Lathouris

Fotografia: Simon Duggan

Montaggio: Margaret Sixel

Interpreti: Alyla Browne, Angus Sampson, Anya Taylor-Joy, Charlee Fraser, Charlize Theron, Chris Hemsworth, Daniel Webber, Elsa Pataky, Jacob Tomuri, John Howard, Josh Helman, Lachy Hulme, Nathan Jones, Quaden Bayles, Tom Burke

Colonna sonora: Tom Holkenborg

Produzione: Domain Entertainment, Kennedy Miller Mitchell, Village Roadshow Pictures

Distribuzione: Warner Bros.

Durata: 148'

Data di uscita: 23/05/2024

 

 



 

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