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Master Gardener (2022), la recensione: ma non è che Paul Schrader fa sempre lo stesso film?

06/09/2022 19:09

Samantha Ruboni

Recensione Film, Festival, Festival di Venezia, Film Drammatico, Film USA, Paul Schrader, Sigourney Weaver, Venezia79, Joel Edgerton ,

Master Gardener (2022), la recensione: ma non è che Paul Schrader fa sempre lo stesso film?

Master Gardener parla di un uomo solo che cerca disciplina nel giardinaggio per scappare dal suo oscuro passato.

Freschissimo di Leone d’oro alla carriera, Paul Schrader presenta a Venezia 79 la sua ultima fatica: Master Gardener. Ultimo capitolo della trilogia bressoniana del maschio solo, di cui fanno parte First Reformed e Il Collezionista di Carte,  Master Gardener  ha per protagonista un uomo che cerca disciplina nella sua vita quotidiana per scappare dal suo oscuro passato. Disciplina che trova nel giardinaggio.

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Narvel (Joel Edgerton) è il giardiniere capo dei Gracewood Gardens, giardini della tenuta della ricca vedova Harverhill (Sigourney Weaver).

Narvel dedica la sua vita ai giardini e, ogni sera prima di addormentarsi, nel buio della camera, illuminato solo da una lampada da tavolo, compila il suo diario del giardino, dove descrive fiori e tipi di fioriture. La sua vita fatta di routine viene stravolta dall’arrivo della problematica pronipote della signora Harverhill, Maya (Quintessa Swindell): Maya farà da assistente a Narvel, che intanto dovrà fare i conti il suo misterioso passato.

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Come nei film precedenti, anche in Master Gardener troviamo un protagonista maschio bianco in cerca di equilibrio. Nelle pellicole precedenti della "trilogia" la disciplina veniva trovata nella chiesa e nel poker, mentre qui nell’architettura del paesaggio.

 

Narvel mette tutto sé stesso nel suo giardino, che tratta come se fosse un prolungamento del suo corpo; man mano che il film avanza, capiamo che le fioriture che Narvel scrive sul diario non sono altro che la metafora di ciò che prova e vive nella sua giornata.

Come nei due film precedenti, anche qui la disciplina è una maschera che serve a nascondere un passato doloroso; passato risvegliato dall’arrivo di Maya, un vero e proprio ciclone che stravolgerà la vita del giardiniere. Maya, pronipote della vedova Harverhill, è una ragazza che ha sempre preso cattive strade nella vita. E, grazie all'aiuto di Narvel, la signora spera che la ragazza riesca a migliorarsi e ad avere un futuro migliore.

Scopriamo che Maya fa uso di droghe e viene picchiata dal suo ragazzo. Narvel percepisce da subito l’urgenza di proteggere la ragazza e decide di aiutarla a cambiare vita. Una decisione presa anche per dirimersi dal suo oscuro passato che ancora lo perseguita.

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Facciamola facile: Master Gardener è un insieme di stereotipi che non riusciamo più a sopportare. Ovviamente la ragazza di colore deve essere drogata e deve avere un fidanzato violento; ovviamente il maschio bianco etero cis la deve salvare.

Per non parlare poi dei dialoghi e della recitazione: nonostante un cast ottimo - Joel Edgerton e Sigourney Weaver, tra tutti - sembrano essere appena usciti da una soap opera sudamericana. Un vero peccato perché la regia di Schrader è sempre impeccabile, ma la scrittura e la storie narrate hanno davvero bisogno di essere svecchiate e riportate nella nostra epoca. Insomma, mettiamoci l'anima in pace: Paul Schrader fa da anni sempre lo stesso film.


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Genere: drammatico

Titolo originale: Master Gardener

Paese/Anno: USA | 2022

Regia: Paul Schrader

Sceneggiatura: Paul Schrader

Fotografia: Alexander Dynan

Montaggio: Benjamin Rodriguez Jr.

Interpreti: Amy Le, Eduardo Losan, Esai Morales, Joel Edgerton, Quintessa Swindell, Rick Cosnett, Sigourney Weaver, Victoria Hill

Colonna sonora: Devonté Hynes

Produzione: Kojo Studios

Distribuzione: Movies Inspired

Durata: 107'

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