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No Time to Die (2021), la recensione del film con Daniel Craig: per 007 è la fine di un'era

03/10/2021 11:51

Marco Filipazzi

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No Time to Die (2021), la recensione del film con Daniel Craig: per 007 è la fine di un'era

Il sentimento è il cuore pulsante di No time to die: un film crepuscolare, che chiude un'era cinematografica di 007

Una saga lunga 60 anni e 25 film non è facile da affrontare. Un personaggio come quello di James Bond è entrato ormai nell’immaginario comune in varie declinazioni: ammettetelo, leggendo il suo nome vi siete immaginati un volto specifico. Era quello di Sean Connery, Pierce Brosnan o Roger Moore?

 

Ci sono svariati James Bond, diverse declinazioni del medesimo protagonista. E questo rende perfettamente idea della portata del personaggio dell'agente segreto inglese, che si è sempre aggiornato, evolvendosi negli anni, passando dalle pagine di Ian Flaming (che lo ha creato nel 1953) per essere portato avanti dalle penne di altri scrittori, sino a trovare incarnazioni disparate sul grande schermo. E questo ci porta al James Bond di Daniel Craig.

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I film che vedono protagonista questo specifico 007, per la prima volta nella storia della saga, non sono semplici missioni da portare a termine, ma raccontano un’unica grande storia con archi narrativi che si sviluppano lungo il corso dei cinque film. In questo senso la prima apparizione del Bond di Craig in Casinò Royale non è altro che l’inizio di una saga-nella-saga di cui i successivi Quantum of Solace, Skyfall e Spectre sono tasselli di un percorso in crescendo.

Quello di Craig è un Bond lontano anni luce dallo stereotipo ormai cristallizzato nel nostro immaginario da Sean Connery, a partire dalla fisicità.

 

Craig è un gorilla, massiccio, pesante, che si getta nella mischia (anzi, non vede l’ora di gettarsi nella mischia) ed è pronto a tutto per portare a termine la sua missione: anche se le prime cose che deve sacrificare sono classe ed eleganza.

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È anche il primo Bond post-11 settembre, un agente segreto che si trova a dover fare i conti con una realtà profondamente diversa da quello dei suoi predecessori; dove un personaggio come il Dr. No ormai non ha più senso di esistere e il mondo è tenuto in scacco da minacce impalpabili come terrorismo e violazioni dei dati. Infine questo Bond, sul grande schermo, deve rivaleggiare con le altre grandi saghe action, da Mission Impossible a Fast & Furious, dove acrobazie spericolate ed evoluzioni impossibili sono al centro della scena, più importanti della trama stessa.

Tutto ciò ci porta a No Time to Die, film numero 25 e chiusura della pentalogia di Daniel Craig, necessario a tirare le somme di tutte le sottotrame rimaste aperte. Cary Fukunaga, primo regista americano a dirigere un film della saga, si prende la bellezza di 163 minuti per raccontare al pubblico questa chiusura.

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Introduce un James Bond ormai in congedo, riprendendo la storia da dove l’avevamo lasciata. E getta l'agente segreto nel mezzo di una lunghissima sequenza d’azione che, sotto molti punti di vista, è anche l’apice action del film.

Bond dovrà rimettersi lo smoking e tornare in missione accanto a un nuovo 007 (anzi, una nuova 007: una donna. Nera. Sacrilegio. Ovviamente stiamo facendo del sottile british humor) che l’ha sostituito dopo il congedo. Ritrova vecchi amici ma anche vecchi nemici, deve fare necessariamente i conti con il tempo trascorso e un passato taciuto. In tutto questo, mentre le linee narrative si riannodano, c’è anche spazio per una riflessione sulla nostra epoca: una delle minacce principali di No Time to Die, film rimandato di un anno e mezzo a causa di una pandemia globale, è un virus letale sfuggito da un laboratorio.

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Ma è soprattutto il sentimento il cuore pulsante di No Time to Die. Su tutto infatti aleggia una luce crepuscolare, che sin dalle prime scene getta addosso allo spettatore una sensazione di epitaffio, come se il film fosse un lungo congedo narrato con cuore e passione.

 

Le stesse sensazioni che brama anche il protagonista, un uomo consumato, che si è arreso. Che altro non desidera che essere amato per ciò che è, perdonato per quello che ha fatto in passato. Un uomo che, a dispetto di quanto si pensava all’inizio, Daniel Craig è bravissimo a interpretare, restituendo sullo schermo una fragilità che era difficile da immaginare. Tanto per l’attore, quanto per il personaggio.

Il Bond di Daniel Craig è stato fortemente osteggiato al momento del suo annuncio, ma tutte le malelingue sono state messe a tacere dopo l’uscita di Casinò Royale. Era il 2006 e sono passati 15 anni, che fanno di questa incarnazione di 007 la più longeva. Un Bond che rimarrà impresso a lungo nell’immaginario e nel cuore dei fan.


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Genere: azione, avventura, thriller

Paese, anno USA/Regno Unito, 2021

Regia: Cary Fukunaga

Sceneggiatura: Neal Purvis, Robert Wade, Scott Z. Burns, Cary Fukunaga, Phoebe Waller-Bridge

Fotografia: Linus Sandgren

Montaggio: Tom Cross, Elliot Graham

Attori: Daniel Craig, Ralph Fiennes, Rami Malek, Léa Seydoux, Naomie Harris, Ben Whishaw, Rory Kinnear, Jeffrey Wright, Dali Benssalah, Ana de Armas, Billy Magnussen, David Dencik, Lashana Lynch

Musiche: Hans Zimmer

Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), Eon Productions, Danjaq

Distribuzione:Universal Pictures

Durata:163'

Data di uscita: 30 settembre 2021


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