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Locked Down (2021), la recensione: da uno script di Steven Knight, un dramma in tempo di pandemia

28/05/2021 17:00

Rossella Romano

Recensione Film, ben stiller, Anne Hathaway, Doug Liman, Steven Knight, Ben Kingsley, Chiwetel Ejiofor,

Locked Down (2021), la recensione: da uno script di Steven Knight, un dramma in tempo di pandemia

Locked Down è la storia di molti che la convivenza ha costretto a rimanere blindati all’interno delle mura domestiche

Il regista di The Bourne Identity e Mr. & Mrs. Smith, porta sullo schermo un film che parla di pandemia, in molti modi diversi. La sceneggiatura di Steven Knight (creatore di Peaky Blinders) concepisce dialoghi sapienti e serrati tra i protagonisti di questa “guerra” tutta domestica: Linda e Paxton, Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor.

 

Locked Down è la storia di molti: la convivenza che ha costretto a rimanere blindati all’interno delle mura domestiche persone che non hanno (e forse non avevano già da tanto) più nulla in comune ma che, a causa della pandemia, si trovano costretti a restare più uniti che mai. Linda e Paxton sono impossibilitati a separarsi come coppia e devono, invece, condividere gli spazi comuni nel periodo più claustrofobico e surreale della storia umana.

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Si tratta di uno dei primi film in mascherina e videoconferenza: incontriamo tutti gli elementi caratteristici di un periodo che vorremmo dimenticare ma che porterà con sé comportamenti e immagini che lo identificheranno in modo inequivocabile e distinguibile. Ci ritroviamo a parlare tramite zoom con abbigliamento per metà da ufficio e per metà casalingo, a fare la coda con distanziamento al supermercato e a immaginare di diventare abili nelle arti bianche pur di far trascorrere più velocemente quel tempo che non passa mai. 

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Linda e Paxton si sono allontanati tempo prima, quando c’era libertà di movimento e tutto era più facile (anche se non lo sapevamo) e ora, nel momento più duro, chiusi e costretti a incontrarsi (per quel poco che si parlano), si ritrovano in un punto di non ritorno ma che li obbliga ad ascoltarsi e non solo a sentirsi. 

In questa prima parte del film, la più credibile, è evidente la sua vera forza: non c’è la sensazione di claustrofobia ma di svolta e di vera rivolta, quella in cui si decide di sfruttare il momento peggiore per rendere tutto migliore. Ed è quello che succede ai due protagonisti che, senza saperlo e, inconsapevolmente, con dialoghi taglienti che pungono anche senza emettere suoni, avviano una trasformazione lenta ma necessaria, che attinge al passato del loro rapporto, logoro e stanco ma ancora acceso da quelle aspettative, forse, mai completamente disattese. 

 

E così capiamo che hanno in comune più di quello che loro stessi riconoscono. Il lavoro non li gratifica e oscura le loro vere ambizioni e le persone con cui entrano in contatto accentuano questa realtà: il capo di Linda, Ben Stiller, riconosce le sue qualità lavorative nell’affidarle l’ingrato compito di licenziare il comparto non più utile della multinazionale per cui lavora; Ben Kingsley, affida a Paxton il trasporto eccezionale dei gioielli di Harrods con un nome falso che nemmeno lui riconosce, Edgar Allan Poe.

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A tutto questo reagiscono in modi che anziché allontanarli, ricordano loro da dove partire per ritrovarsi. Lui urla poesie nelle strade vuote del quartiere londinese in cui vivono, a beneficio (pensa lui) del vicinato; lei, per non implodere dopo le estenuanti video-riunioni con il suo team, canta a squarciagola fuori da casa vestita con pantofole e pigiama. Tutto questo sarebbe (forse) bastato per capirsi ma, nella seconda parte del film, li vediamo fare squadra in una improbabile rapina che unisce i loro intenti e rende evidente la loro complicità. Questa parte del film rimane sospesa e, quasi, ingombrante ma rende avvincente anche se inavvertito il loro riavvicinamento. 

 

Locked Down è un film chiuso, che apre le porte alla rinascita. L’incipit iniziale si trasforma in una nuova opportunità, in una lettura propositiva di una condizione non scelta e di un momento di instabilità personale e universale. Un nuovo rapporto e un rinnovato impegno.


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Genere: commedia, sentimentale

Paese, Anno: Regno Unito, 2021

Regia: Doug Liman

Soggetto: storia di P.J. van Sandwijk, Michael Lesslie

Sceneggiatura: Steven Knight

Fotografia: Remi Adefarasin

Montaggio: Saar Klein

Musiche: John Powell

Interpreti: Anne Hathaway, Chiwetel Ejiofor, Ben Kingsley, Ben Stiller, Lucy Boynton, Jazmyn Simon, Mindy Kaling, Stephen Merchant, Dulé Hill, Mark Gatiss, Bobby Schofield

Produzione: Storyteller Productions

Distribuzione: Warner Bros.

Durata: 118'


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