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Il Pasto Nudo (1991), la recensione: il film di David Cronenberg è un vero trip mentale

01/02/2021 18:30

Samantha Ruboni

Recensione Film, Film Horror, Film Fantascienza, David Cronenberg, Film Giappone, Film Regno Unito, Film Canada, Peter Weller, William S. Burroughs,

Il Pasto Nudo (1991), la recensione: il film di David Cronenberg è un vero trip mentale

Il Pasto Nudo non è un film, ma è pura sperimentazione

Il Pasto Nudo non è un film, ma è pura sperimentazione.

 

Opera di David Cronenberg del 1991, è tratta dalla raccolta di racconti omonima di William S. Burroughs e dalle vicende biografiche dello scrittore. William (Peter Weller) è uno sterminatore di scarafaggi che vive in una New York noir in stile anni ‘50. Il jazz e le sue note accompagnano la vita di William, tormentato dalla polizia e da giganteschi scarafaggi, che lo ingaggiano per un caso nella Interzona.

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Quando William incontra un Mugwamp in un bar, questo gli darà il biglietto per viaggiare in un non-luogo, che ricorda molto da vicino la Tangeri del mondo reale.

Qui William dovrà capire chi è il capo dell’organizzazione che produce la droga chiamata carne nera, ottenuta da millepiedi giganti. Per farlo dovrà comprare una macchina da scrivere, ma non una qualunque, una Clark Nova, che nei deliri e nei trip di William dati dalla carne nera, si trasformerà in uno scarafaggio gigante che lo aiuterà nelle indagini.

Il film non ha una vera e propria trama, ma è piuttosto un trip sotto effetto di droghe. Bill si fa sia di polvere per scarafaggi, sia di carne nera sia dell’acido che secernono i Mugwamp: gigantesche forme aliene tenute incatenate per permettere, a chi ne volesse, di succhiare il loro liquido. I Mugwamp diventano allora il simbolo del maltrattamento di chi lavora per le organizzazioni malavitose e manifesto della visione che ha Burroughs della droga e della dipendenza.

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Il Pasto Nudo è dotato anche di una forte componente erotica. È lo stesso Cronenberg ad affermare che, dal momento che i suoi film parlano di corpi, non può fare a meno di parlare di sessualità. L’omosessualità di Burroughs viene trattata da Cronenberg con grande rispetto per le scelte prese in vita dallo scrittore: anche se sposato, infatti, scopre la sua omosessualità, in realtà pansessualità, proprio a Tangeri, in un quartiere chiamato International Zone, che diviene poi l’Interzona del film.

L'elemento biografico riferito a William S. Burroughs è molto sentito in tutto il film. Tra i compagni di viaggio del protagonista ritroviamo molti personaggi reali, tra cui gli scrittori Jack Keruack e Allen Ginsberg. Nel 1957, Burroughs, viene davvero ritrovato a Tangeri da Kerouac e Ginsberg, sotto effetto di droghe e sommerso da fogli di carta che lo scrittore non ricordava di avere scritto. Queste carte diventano il romanzo Pasto Nudo. Anche il nome del protagonista del film, William Lee, è in realtà lo pseudonimo usato da Burroughs per il suo primo romanzo, Junkie.

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David Cronenberg con questo film riesce nell’impossibile: dare corpo a una letterattura no-sense e per nulla lineare come quella di Burroughs, facendoci entrare nella sua mente e rendendoci partecipi dei suoi deliri e dei suoi trip.

 

Un’impresa che nessuno, prima, aveva mai tentato. Cronenberg porta con sé il suo amore per i b-movie e per i pupazzoni, che rendono l’esperienza visiva ancora più concreta, anche se non troppo credibile. Proprio come in un sogno a occhi aperti. Un film ancora non troppo conosciuto, anche se in realtà è una delle migliori opere di David Cronenberg.


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Genere: drammatico, fantascienza, noir

Titolo originale: Naked Lunch

Paese/Anno: Canada/Regno Unito/Giappone,1991

Regia: David Cronenberg

Sceneggiatura: David Cronenberg

Fotografia: Peter Suschitzky

Montaggio: Ronald Sanders

Interpreti: Howard Jerome, Ian Holm, Jim Yip, John Friesen, Joseph Scoren, Judy Davis, Julian Richings, Julian Sands, Kurt Reis, Louis Ferreira, Michael Caruana, Michael Zelniker, Monique Mercure, Nicholas Campbell, Peter Boretski, Peter Weller, Robert A. Silverman, Roy Scheider, Sean McCann, Yuval Daniel

Colonna sonora: Howard Shore, Ornette Coleman

Produzione: Film Trustees Ltd., Recorded Picture Company

Durata: 115'


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Weirdo è il podcast di Samantha Ruboni sui film strani. In ogni puntata racconta i titoli più weird e complessi del cinema recente, quei film che quando li finisci dici: cos'ho appena visto? Per ascoltarlo cliccate qui.


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