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La Belva (2020), la recensione: il film Netflix con Fabrizio Gifuni è un esperimento riuscito

01/12/2020 16:00

Marco Filipazzi

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La Belva (2020), la recensione: il film Netflix con Fabrizio Gifuni è un esperimento riuscito

Fabrizio Gifuni spacca: in tutti i sensi, visto la quantità di botte che dà e che si piglia

Non sempre si riesce a essere razionali parlando di un film. Spesso è l’entusiasmo (o la delusione) ne distorce il vero valore artistico: chi scrive, per esempio, tende a essere più lusinghiero del dovuto di fronte a film italiani di genere. Ancora di più quando si parla di film italiani, di genere... moderni! Prodotti che, siano lodati gli Déi dei B-Movie, non sono più un’utopia. Sempre più spesso capita di vedere film italiani che non ci saremmo mai nemmeno immaginati fino a una manciata di anni fa: thriller, noir, horror folkloristici, cinecomics, action! Se oggi questo sottobosco sta crescendo, un grazie speciale va sicuramente ai canali streaming (Netflix e Prime Video su tutti) che, alla costante ricerca di prodotti variegati provenienti da qualsiasi parte del mondo, incoraggiano e distribuiscono per rimpinzare il loro palinsesto. 

Un secondo grazie, ancor più grande, va alle persone che questi progetti li concepiscono, dimostrando che anche l’Italia può fare film che non siano drammoni, commedie o denunce sociali. E tra i tanti i nomi da ringraziare, uno su tutti è quello di Matteo Rovere. Regista di Veloce come il vento e Il primo re, produttore della trilogia di Smetto quando vogliogià da questi film capiamo quando Rovere si sia staccato dalla monotonia del cinema italiano. Così quando nei titoli di testa di La Belva compare il suo nome (il film è prodotto da Groenlandia, la società di produzione fondata insieme a Sydney Sibilla) sappiamo che possiamo metterci comodi sul divano e goderci lo spettacolo.

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La storia è scheletrica. Leonida Riva è un ex-militare (con un nome così non poteva fare altro nella vita) ormai in congedo, che soffre di disturbo da stress post-traumatico. È perseguitato da incubi di guerra e si imbottisce di psicofarmaci per cercare di scacciarli. Leonida Riva ha anche una moglie, da cui è separato, e due figli. Una notte la bambina scompare e l’uomo decide di lanciarsi all’inseguimento del rapitore, senza darsi pace finché non avrà riportato la figlia a casa.

È una trama già sentita? Una cosa che pare un copia/incolla di Taken? Si forse, ma d’altra parte l’imitazione è sempre stata alla base dei prodotti di genere, quelli banalmente etichettabili come b-movie. Ci sono interi sottogeneri che replicano una trama sempre uguale (il rape&revenge per esempio), eppure ciò non ne diminuisce né il potenziale, né la possibilità di effettuare variazioni sul tema.

 

Perciò è vero: La Belva non aggiunge nulla di nuovo al discorso, ma quello che dice, lo dice benissimo. Il ritmo è ottimo, la tensione crescente, la fotografia credibile: tutto è girato di notte, illuminato da neon e alogene.

E poi gli attori sono convincenti. Ok, forse non tutti, ma di sicuro Fabrizio Gifuni è in parte. Stiamo parlando di un attore che in 30 anni di carriera ha fatto praticamente solo ruoli drammatici: sfogliando il suo curriculum e la lista di registi con cui ha lavorato, l’ultima cosa che ti viene da pensare è che possa fare il protagonista di un action a tema vendetta! Gianni Amelio, Marco Tullio Giordana, Sergio Rubini, Paolo Virzì: non è l'esperienza con questi registi, non proprio “fisici”, che deve averlo aiutato a prepararsi al ruolo. Eppure Gifuni spacca. In tutti i sensi, data la quantità di botte che dà e si piglia.

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La Belva è un film italiano - vale la pena di sottolinearlo, evidenziando anche il fatto che non ci sono precedenti per questo tipo di film prodotto nel nostro paese - dove c’è un inseguimento pazzesco prima in auto, poi a piedi (in un cantiere navale) che si chiude con una trovata eccezionale. Dove una scazzottata viene ripresa in un pianosequenza di 2 minuti e mezzo minuti: si parte dal primo piano di una lussuosa villa, si scende lungo una scalinata e si finisce in un delirio onirico e allucinogeno.

Dove l’interpretazione di Gifuni è talmente realistica e oscura che alla fine quasi sembra impossibile che ci possa essere un happy ending. Perciò: forse La Belva sarà derivato e imperfetto, ma ricordiamoci anche che nessuno aveva mai provato a fare una cosa del genere nel nostro paese. Il fatto che sia un esperimento così riuscito non può fare altro che renderci orgogliosi.


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Genere: azione

Titolo originale: La Belva

Paese, anno: Italia, 2020

Regia: Ludovico Di Martino

Sceneggiatura: Claudia De Angelis, Ludovico Di Martino, Nicola Ravera

Fotografia: Luca Esposito 

Montaggio: Francesco Loffredo

Interpreti: Fabrizio Gifuni, Andrei Nova, Matteo Berardinelli, Lino Musella, Monica Piseddu, Emanuele Linfatti, Andrea Pennacchi, Giada Gagliardi

Produzione: Warner Bros. Entertainment Italia, Groenlandia

Distribuzione:Warner Bros. Pictures Italia, Netflix

Durata: 97'

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