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Un divano a Tunisi: la commedia che racconta la psicoanalisi in Tunisia (recensione)

08/10/2020 14:37

Emanuela Di Matteo

Recensione Film, Commedia, cinema francese, Golshifteh Farahani,

Un divano a Tunisi: la commedia che racconta la psicoanalisi in Tunisia (recensione)

Un divano a Tunisi racconta, in modo elegante e divertente, barriere culturali e cambiamenti

Manele Ladibi Labbé è una regista francese di origini tunisine al suo primo lungometraggio: Un divano a Tunisi, un film che rappresenta in qualche modo un ritorno alle origini e un modo elegante e divertente di raccontare barriere culturali e cambiamenti in atto. Un divano a Tunisi infatti tesse un filo che unisce il passato al presente e lo fa con la leggerezza della commedia e col sorriso, attraverso contraddizioni e paradossi e dimostrando che questa unione è possibile e le barriere sono superabili.

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Selma (Golshifteh Farahani) è una psicanalista parigina giovane, bella, forte e indipendente che decide di aprire uno studio nella periferie di Tunisi, suo luogo di origine e di infanzia. Ma dopo la Primavera Araba, Tunisi è una città che si sta ancora ricostruendo, sta cambiando, tra lo sconcerto dei suoi stessi abitanti. Accettare l'arrivo di una psicanalista, per di più donna, non sarà semplice.

Può essere culturalmente concepibile che un uomo mostri le sue debolezze e si confessi proprio a una donna?  Selma si dovrà scontrare con la diffidenza dei cittadini e persino con un poliziotto che cerca di boicottare il suo lavoro. Trovare un'alternativa al parrucchiere e al bagno turco, luoghi di elezione per sfoghi e flussi di coscienza, sarà possibile?

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Le situazioni esilaranti si susseguono, insieme a momenti malinconici e riflessivi che pongono quesiti sul destino dell'individuo nella sua complessa contraddittorietà, ma anche su quello di un paese in corso di cambiamento, attaccato alle proprie origini ma già col lo sguardo rivolto al futuro. 

 

Selma ritroverà coerenza e  serenità, lontana dalle inquietudini che l'avevano tormentata, riannodando i legami col suo passato culturale. In Un divano a Tunisi a scomodarsi sarà perfino il fantasma di Sigmund Freud, che si aggira per la città, non meno sconcertato dei suoi abitanti. Dove iniziare a mettere la mani, da dove cominciare? Magari da un sorriso.


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Genere: commedia

Titolo originale: Un divan à Tunis

Paese/Anno: Francia, 2019

Regia: Manele Labidi

Sceneggiatura: Manele Labidi

Fotografia: Laurent Brunet

Montaggio: Yorgos Lamprinos

Interpreti: Golshifteh Farahani, Majd Mastoura, Hichem Yacoubi, Moncef Ajengui, Ramla Ayari, Amen Arbi, Feryel Chammari

Colonna sonora: Flemming Nordkrog

Produzione: Kazak Productions

Distribuzione: BIM Distribuzione

Durata: 88'

Data di uscita: 8 ottobre 2020

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