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The Boys: la prima stagione su Prime Video (recensione)

17/09/2020 19:10

Marco Filipazzi

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The Boys: la prima stagione su Prime Video (recensione)

The Boys si pone la domanda delle domande: e se i supereroi fossero i cattivi? La recensione della prima stagione della serie tv di Amazon Prime Video

 

 

 

Per la prima volta nella storia dei cinecomic, The Boys si pone la domanda delle domande: e se i supereroi fossero i cattivi? La recensione della prima, eccezionale, stagione della serie tv di Amazon Prime Video

 

 

Ci hanno sempre insegnato che i supereroi combattono per la giusta causa. Possono essere burberi solitari come Batman, vendicatori violenti alla The Punisher, amichevoli Spiderman di quartiere o demoni risputati dall'Inferno come Spawn, ma se c'è una cosa che non viene mai messa in discussione: il loro senso di giustizia. I supereroi stanno sempre dalla parte dell'oppresso, del debole e, più in generale, dell'umanità. Geni del fumetto come Alan Moore o Mark Millar hanno reinterpretato in chiave umana e cinica i super, eppure nemmeno loro sono riusciti a scardinare questo caposaldo, né con Watchman, né con Wanted (il fumetto, lasciate perdere il dozzinale film di Timur Bekmambetov) o Superman: Red Son.

 

Ci voleva Garth Ennis per sovvertire tale presupposto, ponendosi (e ponendoci) la domanda: e se i Super fossero cattivi? O peggio, se fossero dei cinici e menefreghisti che guardano solo il proprio tornaconto personale? La risposta a questa domanda si chiama The Boys.

Chi è Garth Ennis, il creatore di The Boys

Violenza, black humor e volgarità assortite, sono questi i tratti distintivi delle opere di Garth Ennis. Nato nell'Irlanda del Nord nel 1970, durante il periodo di scontri tra protestanti e cattolici culminato con la strage del Bloody Sunday. Probabilmente quel clima teso ha influito molto sulla formazione del giovane Garth, data la ricorrenza nelle sue opere di temi come religione e manipolazione delle masse. La sua creatura più famosa è Preacher, storia di un predicatore texano, Jesse Custer, posseduto da un essere soprannaturale, figlio di un angelo e di un demone. Il fumetto è stato a lungo corteggiato da Hollywood - si parlava di Mark Steven Johnson, quello che ha diretto il terribile Daredevil con Ben Affleck e l'inguardabile Ghost Raider con Nicholas Cage... meno male che questo progetto non si è mai concretizzato! - ma solo nel 2016 viene adattato in una serie tv curata da Evan Goldberg e Seth Rogen. Prodotta da AMC, ha un buon riscontro di critica e pubblico, riuscendo a conservare lo spirito del fumetto, al punto che Ennis decide di affidare al duo Goldberg/Rogen anche un'altra sua opera cult: The Boys

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Di che cosa parla The Boys, serie tv di Prime Video

A produrre The Boys ci pensano gli Amazon Studios, alla disperata ricerca di una serie di punta mentre The man in the High Castle si apprestava a giungere al termine. Il 26 luglio 2019 sbarca sulla piattaforma streaming la prima stagione. Lo show parte a bomba e a metà del primo episodio abbiamo già assistito a una donna che esplode in un geyser di sangue e ossa, a una scena omosessuale, a un nudo integrale maschile (unito a un sottotesto voyeristico), a molestie sessuali e a uno stupro. 

 

The Boys riflette in modo spietato la nostra società, ma con una piccola variante: i supereroi esistono. Non sono però paladini della giustizia, ma viziati, con un ego smisurato e una morale ambigua.

Celebrità snob che si credono al di sopra di tutto e tutti. A curarne gli interessi e l'immacolata immagine pubblica (oltre che produrre tonnellate di merchandising, serie tv, film e chi più ne ha, più ne metta) vi è la Vought, una società multimiliardaria che li usa come merce di scambio (il sindaco di Baltimora vuole un Super che protegga la sua città? Il prezzo è 300 milioni l'anno) e caldeggia il loro ingresso nell'esercio. L'elite dei Super è rappresentata dai Sette, una sorta di rivisitazione della Justice League: c'è A-Train, l'uomo più veloce del mondo; Abisso, in grado di parlare con i pesci; l'uomo-invisibile Translucent; il silenzioso Black Noir; la novellina Starlight; l'amazzone Queen Maeve e il più potente dei supereroi: Patriota, con tanto di mantello a stelle e strisce. 

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La miccia della storia è la morte di Robin: una ragazza che, passeggiando mano nella mano con il suo fidanzato Hugie, viene accidentalmente travolta dal super-velocista A-Train. La Vought cerca di metterlo a tacere con un assegno di 45.000 dollari e un accordo di riservatezza, ma Hugie non ci sta. Vuole giustizia, ed è così che si imbatte in Billy Butcher, uno strano tizio deciso a mettersi contro la Vought e i Sette con qualsasi mezzo, possibilmente illecito.

 

Doping, molestie e scandali politici in The Boys

Utilizzando i Super come metafora, The Boys mette lo spettatore faccia a faccia con la realtà. Un esempio? Il doping che infesta il mondo sportivo, rappresentato dalla smania di A-Train di restare a tutti i costi l'uomo più veloce del mondo, iniettandosi composto V nelle vene. Oppure l'ossessione dei genitori di proiettare i propri sogni sui figli: la madre di Starlight è disposta a tutto per far sì che la ragazza non abbia una vita ordinaria e la pressione psicologica (gli allenamenti incessati, la dieta rigidissima) si mischia agli esperimenti sui neonati. Una follia che richiama i campi di concentramento nazisti, ma negli Stati Uniti di oggi. E proprio Starlight, novellina di belle speranze, che da un giorno all'altro si trova a far parte dei Sette, è il fulcro di una delle scene più ostiche da digerire, che ricorda gli scandali denunciati dal movimento #metoo

 

Nella puntata 1x05 viene toccato un altro tema tanto interessante quanto delicato: la divinizzazione dei Super. Molti infatti li vedono come emissari della volontà di Dio e c'è chi asserisce perfino che Cristo fosse il primo dei Super. Tra di essi vi è il predicatore Ezechiele: un incontro spirituale con lui costa 15.000 dollari per un'ora! Un po' come l'ascesa alla beatitudine brevettata da Ron Hubbard per la sua chiesa di Scientology, rigorosamente a pagamento.

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Infine c'è l'ipocrisia della Vought, all'apparenza immacolata, ma corrotta all'interno. Una potentissima multinazionale che detiene il controllo dei supereroi, li strumentalizza, genera milioni e sforna film e show tv per imbonire le masse. I discorsi preparati giorni prima di ogni evento, per assicurarsi che nessuno dica cose sbagliate; le accuse di molestie e di abuso di potere; lo sfruttamento dei dipendenti: le pressioni sui governi per il proprio tornaconto: dove lo abbiamo già sentito? 

 

La manipolazione del governo è uno dei temi di The Boys. La Vought cerca in ogni modo di far approvare una legge che consenta ai Super di entrare a far parte dell'esercito USA. 

 

La scena chiave per questa sottotrama è quella del "salvataggio" dell'aereo nella 1x04. Un aereo dirottato vola su acque internazionali, i Super arrivano e, se la missione andrà a buon fine, questa è la spinta mediatica che occorre a far approvare la legge in Senato. Qualcosa, però, va storto e l'aereo precipita senza lasciare superstiti. I media riportano la notizia che i terroristi hanno fatto schiantare l'aereo e che, se i Super fossero intervenuti, avrebbero potuto salvare i passeggeri. La spinta pubblicitaria arriva comunque. When fact is fiction and TV reality, cantava Bono in Sunday Bloody Sunday. Nessuno saprà mai la verità. La massa si beve l'ennesima bugia. La Vought vince.

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