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Sotto il sole di Riccione: la recensione del teen-movie mancato di Netflix

07/21/2020 00:00

Marco Filipazzi

Recensione Film, Netflix Original, Romantico, Commedia, cinema italiano,

Sotto il sole di Riccione: la recensione del teen-movie mancato di Netflix

L'ennesima occasione mancata per una produzione italiana Netflix: una storia piatta e patinata, tutt'altro che teen

Un titolo come Sotto il sole di Riccione che cosa vi fa venire in mente? Mare, spiaggia, estate, divertimento, amici. Non so voi, ma chi scrive ha fatto sette estati a Riccione con gli amici (compreso il viaggio della Maturità), in un continuo tentativo di trasformare la vacanza che stavamo vivendo nel più idiota e assurdo teen-movie.

 

Perciò che cosa aspettarsi da questa produzione Netflix se non un film un po' sboccato, in salsa rigorosamente romagnola, con un pugno di ragazzi, situazioni equivoche, bei corpi abbronzati (maschili e femminili) e un pugno di risate? Al massimo, una sorta di rivisitazione contemporanea di quei cult vacanzieri degli anni '80 come Sapore di mare, Abbronzatissimi, Rimini Rimini, Montecarlo Gran Casinò, che basavano tutto su un cast formato da attori caratteristi in grado di rendere memorabile un personaggio a suon di battutacce e tormentoni, compensando così una sceneggiatura spesso zoppicante. Ecco, Sotto il sole di Riccione non è nulla di tutto ciò. Prende le distanze da entrambi questi filoni e costruisce una storia piatta, patinata e insipida, ma soprattutto (e forse questa è la cosa più grave) del tutto scollegata dalla realtà giovanile contemporanea. L'odore di bruciato lo si fiuta immediatamente, da quando, appena dopo la N di Neflix, giganteggia sullo schermo il logo Mediaset. Poi, tra i titoli di testa, fa capolino svariate volte (come soggettista, sceneggiatore e produttore) il nome di Enrico Vanzina. Ora, con tutti gli innegabili meriti che gli si possono attribuire (a lui e suo fratello Carlo) nell'ambito della commedia italiana, però forse a 71 anni non è la persona più adatta per raccontare l'estate dei millennials. 

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La storia gira attorno a un gruppo di ragazzi in vacanza: c'è lo sfigato, l'innamorato perso, il fidanzato a distanza, il fattone, il cieco; più una piccola squadra di adulti che conta il vecchio bagnino, la mamma apprensiva, il buttafuori burbero ma dolce.

Personaggi/stereotipi tagliati con l'accetta, il che non è necessariamente un male se a interpretarli fossero bravi caratteristi. Ma se ciò accade con gli adulti - Andrea Roncato, Luca Ward e Isabella Ferrari (quest’ultima esordì nel 1983 proprio in Sapore di mare dei Vanzina) - lo stesso non si può dire per i giovani, le cui performance sprofondano (quasi) tutte nell'anonimato di una narrazione piatta e priva di qualsiasi guizzo. La sceneggiatura ha come colonna portante l'idea che tutti loro (la maggior parte almeno) sono in cerca di una sola cosa in vacanza a Riccione: l'amore. Ci sono alcune cose che non cambiano mai nel tempo, oggi come 50 anni fa, e una di queste è l’impossibilità di far passare l'idea che un gruppo di ragazzi appena maggiorenni, in piena tempesta ormonale, d'estate, al mare, sia in cerca dell'amore! Semplicemente non è credibile.

 

La “castità” caratterizza non solo i protagonisti, ma molti altri aspetti del film, andando a stroncare anche quei pochi spunti divertenti che si intravedono qua e là. Un esempio: la scena della videochiamata. In sé l'idea è carina, i due fidanzati al telefono mentre una "terza incomoda" fa uno striptease davanti a lui, eppure alla messa in scena manca il coraggio di andare fino in fondo e di "osare" per essere divertente e un po' sboccata.

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Tutto è velato, lasciato al sottointeso. Non c'è mai passione tra i personaggi, non ci sono impeti di follia, svolte impreviste; sembrano tutti bravi soldatini che non bevono, non fumano e non frequentano cattive compagnie. Un altro aspetto annichilente sono le location. Da sempre la riviera romagnola è sinonimo di divertimento: ristoranti, discoteche, bar sulla spiaggia, go-kart, Acquafan, bagni di mezzanotte, calcio saponato. Qui tutto si limita a un paio di camere d'albergo e la solita spiaggia, oltre al fatto che la "mega festa più cool dell'estate" si rivela essere un concerto dei Thegiornalisti. Mah.

Insomma, un film per giovani ma scritto da vecchi.

L'ennesima occasione mancata per una produzione italiana Netflix, una delusione paragonabile a quando vai al bar della spiaggia convinto di rinfrescarti con una bella birra ghiacciata e scopri che non hanno la licenza per vendere alcolici.


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Genere: commedia, romantico

Titolo originale: Sotto il sole di Riccione

Paese/Anno: Italia, 2020

Regia: YouNuts

Sceneggiatura: Enrico Vanzina, Caterina Salvadori, Ciro Zecca

Fotografia: Davide Manca

Montaggio: Francesco Galli

Interpreti: Cristiano Caccamo, Isabella Ferrari, Saul Nanni, Andrea Roncato, Luca Ward, Ludovica Martino

Colonna sonora: Tommaso Paradiso, Matteo Cantaluppi

Produzione: Lucky Red

Distribuzione: Netflix

Durata: 100'

Data di uscita: 1/07/20

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