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Mordimi

09/19/2010 10:00

Marco Papaleo

Recensione Film,

Mordimi

La parodia, nel mondo dello spettacolo, ha sempre funzionato...

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La parodia, nel mondo dello spettacolo, ha sempre funzionato. Prima a teatro, poi in tv e infine al cinema. Una volta era Mel Brooks il maestro del genere, per la sua abilità nel cogliere gli aspetti più bizzarri dei fenomeni di costume, ridicolizzandoli successivamente ma sempre con grande “affetto”. Ecco dunque nascere Frankenstein Junior, Balle spaziali, Robin Hood – un uomo in calzamaglia. Da dieci anni a questa parte, tuttavia, gli spoof movie americani vantano nuovi demiurghi: trattasi di Jason Friedberg e Aaron Seltzer, che con Scary Movie, nel 2000, hanno rilanciato il genere, proponendo le versioni comiche dei più famosi film del terrore. Negli anni, Friedberg e Seltzer hanno cominciato anche a dirigere, oltre che a sceneggiare, i loro lavori, prendendo simpaticamente in giro le commedie romantiche in Hot Movie, i filmoni d'azione in Epic Movie, e i blockbuster con Disaster Movie, fino ad arrivare al massimo della demenzialità con 3ciento – Chi l'ha duro la vince. Film assolutamente sopra le righe, spesso esagerati e sconfinanti, a volte, nel cattivo gusto pur di ricercare ad ogni costo la grassa risata del pubblico. L'attuale “vampire frenzy” che sembra aver coinvolto tutto il mondo civilizzato non poteva certo passare inosservata ai due registi, che hanno osservato, sviscerato e studiato il fenomeno dei vari Twilight, True Blood & co., e ne hanno tirato fuori un film dall'eccezionale titolo dal doppio significato Vampire Sucks, giunto da noi col titolo Mordimi.


La cittadina di Sporks, Washington, sembrerebbe uguale a mille altre, se non fosse per un piccolo particolare: brulica di vampiri e licantropi, nonostante la popolazione sembri totalmente ottusa e ignara di ciò. Becca (Jane Proske), un'adolescente irrequieta e insoddisfatta, si trasferisce a Sporks in casa del padre sceriffo, vivendo di lì a poco un'incredibile triangolo amoroso con il bello e misterioso Edward (Matt Lanter) - che scoprirà essere componente di una bizzarra famiglia di vampiri - e il passionale e cuccioloso Jacob (Christopher N. Riggi), pellerossa licantropo con l'irrefrenabile istinto di correre appresso ai gattini. Tra pulsioni sessuali e vampiri cattivi che attentano alla sua vita, Becca si ritrova al centro di mille, assurde, buffissime situazioni...


Non si può negare che dietro Mordimi si nasconda un attento studio del materiale di ispirazione originale: dal cast alle location, tutto è semplicemente assimilabile con quanto visto nei film della saga di Twilight. Il potersi concentrare principalmente su un solo bersaglio permette inoltre all'accoppiata Freidberg-Seltzer di curare i dettagli e rendere il tutto credibile. La storia, difatti, non è una semplice accozzaglia di situazioni assurde ma si sviluppa come una vera storia d'amore, per quanto resa volutamente ridicola. Gli attori, in special modo i protagonisti - che potrebbero sostituire la Stewart e Pattinson senza problemi - hanno studiato sia i personaggi originali che i loro interpreti, replicandone cliché e modi di fare, esasperandoli come solo i bravi caratteristi sanno fare. Le scene che replicano i loro patemi d'animo accentuandoli comicamente sono difatti eccellenti. Tecnicamente il film replica in pieno fotografia e stile di Twilight e New Moon, con effetti visivi in alcuni casi anche migliori (e se i salti tramite cavi sono così accentuati è per consapevole gusto di esagerazione). Il problema della pellicola, purtroppo, è che non sempre riesce nell'intento di far ridere, per via di una comicità grossolana e demenziale che chiunque abbia visto uno dei film citati nell'introduzione già ben conosce. La parodia funziona a scatti, ed è un peccato che un prodotto forse ancor più valido tecnicamente della fonte di ispirazione si affidi ad una comicità di così bassa lega.


Nota sulla versione italiana: in originale sono presenti numerosi riferimenti alla cultura americana, adattati ottimamente in italiano, seppur perdendo inevitabilmente parte del divertimento. Quello che stupisce è tuttavia il taglio di un paio di brevi sequenze e il cambio di alcuni brani della colonna sonora, che nella versione USA andavano a ricalcare esattamente quelli dei film “ufficiali” della Twilight Saga e che qui sono stati invece sostituiti.


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