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Troll vs J.K. Rowling: a chi appartiene Harry Potter?

2019-09-23 10:28

Marco Filipazzi

Articoli,

Siete fan di Troll e di Harry Potter? Divertitevi a scoprire le numerose analogie tra la saga di Hogwarts e il cult del 1986

Se vi è capitato di vedere Troll per la prima volta negli ultimi dieci anni, magari approcciandovi al film sapendo poco o nulla della sua trama, sicuramente sarete rimasti sorpresi dalla scena in cui la famiglia protagonista, appena arrivata nel nuovo condominio, si presenta ai vicini di casa. «Buongiorno, mi chiamo Harry Potter. Ci siamo appena trasferiti!» Alzi la mano chi non ha avuto un sussulto o non è riuscito a trattenere una risata divertita?


L’omonimia con il maghetto più famoso del mondo potrebbe essere un caso o una coincidenza, come spesso accade nell’ambito della fiction. Per esempio, il protagonista di Desperation di Stephen King si chiama Peter Jackson, come il regista de Il Signore degli Anelli: un nome come un altro. D’altra parte bJ.K. Rowling/b ha sempre detto che l’ispirazione per il cognome del protagonista della sua saga deriva da un amico d’infanzia, senza considerare il fatto che Harry Potter in Inghilterra equivale a un nostro Mario Rossi: una combinazione di nomi decisamente diffusa. E forse è davvero così, ma negli anni questa coincidenza ha dato adito a diverse speculazioni, sfiorando addirittura una causa legale.


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Perché, al di là della curiosa omonimia, se si esamina più attentamente la trama di Troll, emergono numerose altre analogie con la saga di Hogwarts, che si spingono al di là della mera coincidenza. Soprattutto per il fatto che Troll è in circolazione dal 1986 mentre Harry Potter è arrivato sugli scaffali delle librerie solamente nel 1997, a ben 11 anni di distanza.


bTrame parallele: Harry Potter a confronto/b


La storia di Troll è quella di una famiglia che si trasferisce in un condominio di San Francisco. Nella cantina del palazzo vive uno stregone chiamato Torok, che grazie al suo anello magico è in grado di mutare le persone in creature mitologiche e vuole trasformare gli appartamenti in un bosco magico. Un altro modo di raccontare la trama è questo: dopo che la piccola Wendy viene rapita da un Troll che ne assume le sembianze, il fratello undicenne, Harry Potter jr., è il solo che intuisce che qualcosa non va. Aiutato da un’elegante donna che si scoprirà essere una strega (e diverrà la sua mentore), Harry entrerà in contatto con un mondo celato agli occhi dei comuni mortali, popolato da bizzarre creature, signori oscuri e magie. Il viaggio per salvare la sorella lo porterà a scontrarsi con Torok, un potente stregone che si è lasciato corrompere dalle arti oscure al punto da mutare la propria fisicità in quella di un essere grottesco.


Stiamo sempre parlando dello stesso film, ma se la storia viene narrata in questa maniera il senso di deja’vù si fa decisamente più forte. Tante, tantissime sono le analogie con la creatura di J.K. Rowling, al punto che è impossibile pensare che, al di là dell’omonimia, non ci sia una qualche vaga ispirazione.


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Andiamo nel dettaglio. Harry Potter jr entra in contatto con il mondo magico all’età di 11 anni, la medesima che ha il suo omonimo quando Hagrid gli consegna la lettera per Hogwarts. La figura della strega Eunice ricorda molto quella di Minerva McGranitt: è enigmatica, prende Harry sotto la sua ala e, proprio come la professoressa di Grifondoro, all’inizio sa molto di più di quanto faccia intendere al ragazzo. Il suo appartamento è stracolmo di oggetti bizzarri e creature fantastiche, proprio come lo studio di Hogwarts. Il fatto che, nel corso del film, diventi mentore di Harry la accomuna a più riprese anche con la figura di Albus Silente, al punto che lei arriva a sacrificarsi per permettere al ragazzo di proseguire nella sua missione, proprio come il Preside della Scuola di Magia e Stregoneria.


Inoltre Torok in origine era un umano, ma la sua ossessione per la magia e le arti oscure lo portano a mutare il proprio aspetto diventando un orribile creatura. Infatti, proprio come Voldemort, anche Torok ha imbrigliato parte del suo potere in alcuni Horcrux (l’anello di smeraldo che porta al dito, grazie al quale può mutare forma) che lo rendono immortale. Ai suoi ordini vi è un esercito di creature (non Mangiamorte, ma altri esseri fantastici) che lui è in grado di evocare e comandare a proprio piacimento. Insomma, un po’ troppe coincidenze tutte insieme.


bLa causa legale: a chi appartiene Harry Potter/b


Nel luglio 2015 è circolata la notizia che il regista John Carl Buechler, insieme al produttore Peter Davy stessero cercando di sviluppare un sequel animato di Troll. Venne dichiarato inoltre che nel film erano coinvolti Patricia Arquette e parte del cast originale del 1986, compreso Noah Hathaway. Il titolo annunciato era The Rise of Harry Potter Jr., probabilmente per sfruttare l’altisonanza del nome che, nel frattempo, era diventato un fenomeno mondiale. I due assunsero anche un avvocato, Tom Girardi, non tanto per mettersi contro la Rowling o la Warner Bros, quanto per anticipare qualsiasi mossa legale i due colossi avrebbero potuto fare. In pratica giocavano in difensa.


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Ai tempi Buechler dichiarò: «Non intendiamo citare in giudizio l’attuale franchise di Harry Potter per violazione di copyright. Quello l’avrei fatto anni fa, quando uscirono i libri, ma ai tempi avevo problemi familiari ben più gravi da risolvere e non ne ebbi il tempo né le risorse!». L’avvocato Girardi rafforzò la buona fede dicendo: «Anche se il nome Harry Potter ha oggi un valore inestimabile, ciò non toglie che appartenga a noi!».


Di tutta risposta un portavoce della Warner Bros definì le rivendicazioni come “ridicole”, dichiarando che avrebbero difeso la loro proprità intellettuale sfidando ogni tentativo illegittimo di capitalizzare sul franchise di Harry Potter. A oggi comunque sembra che nessuna causa sia stata intentata e del progetto The Rise of Harry Potter Jr. non si ha più avuto alcuna notizia.


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