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Ride Night, l’evento a Milano: lunga vita al cinema italiano di genere

2018-09-17 08:00

Marco Filipazzi

Articoli, Interviste,

Ride conferma il successo del cinema italiano di genere: ecco cosa è successo all’incontro al cinema Arcadia con gli autori Fabio&Fabio e Jacopo Rondinelli

Martedì sera abbiamo partecipato alla bRide Night/b, al cinema Arcadia di Melzo. Il piatto forte? La visione di Ride sull’immane schermo della Sala Energia. Una pellicola di genere italiana proiettata nella migliore sala d’Europa: da quanto tempo non succedeva, anni o decenni? Magari non è mai accaduto prima.


I due Fabio - Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, produttori del film e presenti in sala - hanno espresso la loro emozione: «Vedere il proprio film qui è stupefacente a livello emotivo e affettivo. Da anni veniamo noi stessi da fan a vedere i vari Star Wars, film Marvel e Jurassic Park, è stato un impatto emotivo molto forte per noi».


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E in effetti si tratta di un segnale importante per il periodo che il nostro cinema sta attraversando, il risveglio da una catalessi in cui è sprofondato per più vent’anni: ora ci sono giovani registi, giovani autori e soprattutto giovani produttori che hanno la volontà e il coraggio di osare e investire su qualcosa che in Italia non si fa più da troppo tempo. Perciò bravi tutti per aver realizzato un prodotto in grado di competere a livello internazionale: Ride è un buon film in generale ma, nello specifico, un ottimo film di genere.


bIn principio è stato un piede su una mina/b


Nel 2016 Fabio&Fabio esordiscono al cinema con Mine, curandone regia, sceneggiatura e montaggio: uniscono produzione americana (alle spalle c’è Peter Safran, quello di Buried - Sepolto e L'evocazione - The Conjuring), attori anglofoni, troupe e location iberiche e post-produzione italiana.


Il protagonista è Armie Hammer (The Social Network, The Lone Ranger) nei panni di un marine d’istanza in Afghanistan che, di ritorno da una missione mette accidentalmente il piede su una mina e lì resta per l’intera durata del film.


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Mine ha un buon riscontro di pubblico e critica: nel nostro Paese va benissimo e, dal momento che è girato in inglese, viene facilmente venduto anche su altri mercati. bFabio&Fabio/b approfittano perciò del successo e mettono in cantiere altri progetti con la stessa matrice: pellicole dal budget ridotto, girate in inglese, che puntano fortissimo su giovani e volenterose maestranze.


Così nasce Ride: i due autori scrivono, producono e curano molti degli aspetti tecnici del film (dal complessissimo montaggio alle musiche) ma la regia viene affidata a Jacopo Rondinelli, amico di vecchia data del duo, con il quale hanno già collaborato per diversi videoclip.


Rondinelli stesso ha raccontato alla Ride Night la genesi del progetto: «L’idea iniziale era: facciamo un film con delle persone sulle bici riprendendo tutto con delle GoPro. Però non volevamo fare una cosa scontata, una sorta di Fast & Furious nel bosco, allora abbiamo iniziato a mischiare elementi contrastanti, l’antico e il moderno, finché non ne siamo rimasti soddisfatti».


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Il film è stato realizzato con un budget esiguo - «Meno della metà di un cine-panettone a basso budget» ha dichiarato Rondinelli, senza sbilanciarsi sull’effettiva numerica dei costi - e girato quasi interamente in location all’aperto, i boschi e le montagne del Trentino, utilizzando esclusivamente telecamere bGoPro/b. Ogni attore ne portava addosso quattro, più quelle montate sulle biciclette e quelle disseminate lungo il percorso; a esse vanno sommati i droni che riprendevano tutto dall’alto.


Per ogni ciak venivano impiegate una media di 20 telecamere contemporaneamente - «Il record è stato di 24 per alcune scene» ricorda Fabio Resinaro - le quali hanno portato in sala di montaggio un minutaggio incalcolabile da sbobinare. Il rapporto era di 120:1, ovvero per ogni minuto di film c’erano circa 2 ore di girato.


«Il montaggio e la post-produzione degli effetti speciali hanno richiesto un anno di lavoro» ha raccontato rassegnato Fabio Guaglione «Non abbiamo contato le inquadrature effettive che sono finite nel film, ma potrebbero tranquillamente essere 6.000 o anche di più».


bNon solo cinema/b


Il film è arrivato nelle sale italiane lo scorso 6 settembre, accompagnato da una campagna marketing cross-mediale in pieno stile hollywoodiano: in contemporanea infatti sono stati lanciati anche un fumetto e un romanzo, entrambi supervisionati dai due Fabio.


Il fumetto, uscito in edicola il medesimo giorno del film, allegato alla Gazzetta dello Sport, si focalizza sul personaggio di Clara (nella pellicola interpretata da Simone Labarga) raccontando la sua vita prima dell’incontro con i due protagonisti. Il romanzo invece (intitolato Ride – Il gioco del custode) ha anticipato il film di un paio di giorni, arrivando nelle librerie il 4 settembre, edito da Mondadori.


Alla Ride Night era presente l’autore, bAdriano Barone/b, per una chiacchierata con il pubblico: «La storia del libro nasce da un’idea che Guaglione e Resinaro hanno avuto mentre scrivevano il film. Mettendo al centro della vicenda un personaggio che in Ride è solo una comparsa (il custode appunto) il libro approfondisce il mondo oscuro che circonda l’intera vicenda, piantando numerosi semi che in un futuro, chissà, magari verranno sviscerati meglio in altri racconti, film o fumetti. Ci sono un sacco di possibili storie parallele a quella del film, che possono essere raccontate».


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Anche Ride, come Mine, è stato girato in inglese per essere più facilmente venduto sui mercati esteri. Fabio&Fabio hanno dichiarato che il film è già stato acquistato da uno dei più grossi distributori cinesi.


Ha confessato Guaglione: «Siamo molto curiosi di vedere la locandina cinese del film. Inoltre viviamo in questa era in cui ci sono così tante piattaforme streaming, perciò il film potrebbe uscire in alcuni paesi al cinema, mentre su altri mercati potrebbe arrivare direttamente su Netflix».


In merito ai nuovi progetti in cantiere, nessuno si è sbilanciato, ma per noi i presupposti per bissare (e perché no, magari surclassare) il successo di Mine ci sono tutti. Non ci resta che attendere… e lunga vita al cinema italiano di genere


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