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The Post e gli altri: quando l'inchiesta arriva al cinema

2018-01-30 07:37

Andrea Desideri

Articoli, Approfondimento,

Orson Welles, Alan J. Pakula, Steven Spielberg: sono tanti gli autori che hanno raccontato il giornalismo, in film che sono diventati dei veri e propri manifest

bGiornalismo e cinema/b, due rette parallele che qualche volta si incontrano e danno vita a risultati sorprendenti. La sorpresa sta proprio nell'assunto, e quindi certezza, che il giornalismo teoricamente non si racconta: il giornalismo racconta, come un riflettore sotto cui passa la quotidianità con le sue meraviglie e banalità.


Nella ripetitività di chi compie i medesimi gesti ogni giorno, per garantire un ritratto fedele di ciò che accade nel mondo, spiccano vicende uniche di grandi protagonisti che con una macchina da scrivere, un video, un'intervista hanno cambiato il corso della storia. Proprio per questo, in più di un'occasione, il cinema ha sentito il bisogno di dare lustro ai narratori della realtà.


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Uno dei primi, e più difficili, volti della stampa ce lo ha mostrato proprio Orson Welles in Quarto Potere (1941): il ritratto ambizioso e controverso di un editore, asfissiato dalla solitudine e dalle proprie ossessioni.


Ma il giornalismo non solo smaschera i potenti. Informare vuol dire anche giocare col tempo: vedere il presente, scomodare il passato, influenzare il futuro. E chi ha l'ambizione di rimettere insieme i pezzi di un puzzle intricato sa benissimo quali potrebbero essere le conseguenze, proprio come bKatharine Graham/b (editrice del Washington Post) e il suo direttore bBen Bradlee/b che, negli anni Settanta, sapevano perfettamente cosa volesse dire mettersi contro bRichard Nixon/b.


Quella dei Pentagon Papers raccontati in The Post, ultimo film di Steven Spielberg, in uscita al cinema, è un'indagine giornalistica laboriosa: un'inchiesta estenuante, che appassionò moltissimi. Un po' come il bWatergate/b, che arrivò in sala nel 1976 con Tutti gli uomini del presidente di Alan J. Pakula: il regista newyorkese, che con questa pellicola vinse ben 4 Premi Oscar, ha raccontato che essere reporter può spesso voler dire combattere contro i mulini a vento.


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Dal romanzo di bBob Woodward/b e bCarl Bernstein/b è nato un film importantissimo sia per la storia del cinema sia per il giornalismo, un omaggio alla perseveranza di chi crede nei propri mezzi e nel potere della stampa. Lo stesso intento l'ha riposto Steven Spielberg nel suo The Post, che si propone di valorizzare l'importanza storica di questa inchiesta, dei suoi protagonisti e del loro approccio critico e analitico.


Per quello che riguarda i più recenti film sulla stampa, occorre procedere per analogie: partire dal seminale Tutti gli uomini del presidente per arrivare al contesto più recente. E per farlo bisogna farsi delle domande fondamentali: come è messa la stampa oggi? C'è libertà, e a quale prezzo? Corsi e ricorsi storici, utili se non altro per cercare risposte a domande lasciate in sospeso nel tempo. Il cinema serve anche a questo.


Se The Post si colloca sulla scia del Premio Oscar Il caso Spotlight e di Truth - Il prezzo della verità, una prospettiva interessante sul lavoro giornalistico ha avuto nel 2014 anche Lo Sciacallo - Nightcrawler: il film di Dan Gilroy affronta di petto le ambiguità del mestiere dimostrando quanto sia sottile il confine tra informare e manipolare. Ovviamente, la follia del personaggio di Jake Gyllenhaal (nei panni dell'antieroe della carta stampata) ha reso tutto più credibile.


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Parecchio prima invece, precisamente nel 2003, Billy Ray faceva luce sul concetto assai recente di fake news: L'inventore di favole racconta la vera storia del giornalista americano bStephen Glass/b che, negli anni Novanta, fu licenziato dalla New Repubblic per aver inventato i suoi scoop.


Ma non solo gli Stati Uniti hanno saputo raccontare importanti personalità dell'informazione: guardando in casa, l'Italia può sicuramente vantarsi del lavoro di Marco Risi Fortapasc (2009), che descrive il coraggio e la determinazione del cronista bGiancarlo Siani/b. Collega, per certi versi, di bIlaria Alpi/b, giornalista assassinata a Mogadiscio nel 1994: la sua inchiesta sul traffico di rifiuti e sul commercio illegale di armi in Somalia è rappresentata nell'opera di Ferdinando Vicentini Orgnani Ilaria Alpi - Il più crudele dei giorni (2003).


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Il giornalismo, specialmente negli ultimi tempi, appare scontato e alla portata di tutti: basta un blog, una diretta social… e chiunque diventa anchorman. La credibilità è altro, così come l'affidabilità. Steven Spielberg e colleghi ci ricordano la vera funzione della stampa e il ruolo dei suoi protagonisti nella storia. A rendere la passione del mestiere ci pensa il cinema, capace di valorizzare una professione che da ordinaria ci mette poco a diventare straordinaria.


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