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Top e Flop del 2017 secondo Silenzio in Sala: la classifica di Marcello

2018-01-28 23:01

Marcello Perucca

Articoli, Top & Flop,

Autori che, anche quest'anno, ci hanno incantato e film che ci hanno deluso: la parola ai nostri redattori

Il mio 2017 va in archivio portando con sé la visione di molti buoni film, cosa decisamente positiva considerata la proprietà taumaturgica che ha su di me la settima arte. Purtroppo non ho visto tutto, e il mio personale elenco dei 10 migliori (e peggiori) film dell’anno dovrà tenerne conto.


E quindi partiamo con la tanto agognata classifica, snocciolata rigorosamente dall’ultima alla prima posizione: giusto per creare quel minimo di suspense che, il grande Hitchcock insegna, non guasta mai.


bI migliori del 2017/b


10 - Manchester by the sea


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Ambientato in una cittadina del Massachusset, nella profonda provincia americana, il film di Kenneth Lonergan è un film sul dolore, sulla solitudine, sulla necessità di dover fare i conti con il proprio passato. Ottimamente interpretato da un ispirato Casey Affleck.


9 - Easy - Un viaggio facile facile


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Curioso e raro esempio di on the road italiano, sempre in bilico fra il registro grottesco e quello drammatico. Il viaggio di Easy, un ragazzone di oltre un quintale, affetto da una grave forma di depressione mentale è costellato di personaggi surreali ma, al tempo stesso carichi di umanità.


8 - Elle


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Presentato a Cannes 2016 ma uscito nelle sale italiane nel corso dell’anno appena trascorso, il film di Paul Verhoeven parla di potere, di sopraffazione e sottomissione. Uno spaccato di umanità, specchio del nostro tempo.


7 - Loving Vincent


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Che Van Gogh abbia trovato la morte a trentasette anni a Auvers-sur-Oise è certo. Cosa invece poco risaputa è che, ormai da tempo, i dubbi sulla sua morte suicida aumentino. Anche in virtù della grande voglia di dipingere e di vivere che il pittore olandese dimostrò nei suoi ultimi mesi vicino Parigi. Il film di Dorota Kobiela e Hugh Welchman racconta tutto ciò in maniera sorprendente e sensazionale: utilizzando attori in carne e ossa che, però, vengono “dipinti” sul grande schermo da 125 artisti.


6 - Sieranevada


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Film che, descrivendoci le dinamiche familiari di un gruppo di persone riunito in una casa per commemorare un defunto, ci parla soprattutto di un paese. In questo caso la Romania del regista Christi Puiu che realizza una commedia a impianto teatrale ricca di dialoghi, in un tourbillon di situazioni che anziché appesantire, impreziosiscono le quasi tre ore di film.


5 - Loveless


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Non si può vivere senza amore. È quanto afferma uno dei personaggi del bellissimo film di Andrey Zvyagintsev. Un’opera che, sin dal titolo, rende esplicita la sua principale tematica: la mancanza di affetto e di sentimenti. Film gelido, dove il freddo interiore dei personaggi rispecchia quello dell’inverno russo con la neve, i laghi ghiacciati, gli alberi spogli e grigi che si protendono verso un cielo altrettanto plumbeo.


4 - L'altro volto della speranza


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Pur non raggiungendo le vette del suo precedente film, anche l’ultima opera del regista finnico Aki Kaurismaki è una grande prova di cinema. Del suo cinema, fatto di personaggi grotteschi, quasi surreali. Ma dotati tutti di una grande forza: quella dell’amore e della solidarietà fra esseri umani.


3 - Il cliente


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Nuovo, importante lavoro del regista iraniano Asghar Farhadi già noto in Italia per almeno altri due ottimi film. Come sempre le sue pellicole, pur parlando di storie personali, sono metafore per parlare di una società, l’Iran attuale, pieno di contraddizioni, dove pare difficile, soprattutto per alcuni, lasciarsi alle spalle il proprio passato.


2 - Un altro me


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Claudio Casazza, cineasta emergente nel panorama italiano, realizza un documentario che affronta un tema assai delicato e scabroso. Quello dei condannati per reati a sfondo sessuale. Lo fa entrando nel carcere milanese di Bollate dove un gruppo di persone che stanno scontando la loro pena e che accettano di sottoporsi a un percorso di recupero psicologico. Casazza non giudica: osserva. E lo fa nella maniera più acuta e delicata possibile.


1 - Dunkirk


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Grandioso film di Christopher Nolan che affronta una delle pagine più buie della seconda guerra mondiale, quella dell’assedio di Dunkirk da parte dell’esercito tedesco e della drammatica ritirata dei soldati inglesi. Realizzato con grande spiegamento di mezzi e di comparse; mai ridondante, è un film che si muove su più piani temporali, senza dare nulla per scontato.


b...e i peggiori/b


3 - Gli asteroidi


Il ferrarese Germano Maccioni racconta un mondo alla deriva nel quale si muovono i giovani protagonisti, paragonati a degli asteroidi, corpi fatti della stessa materia dei pianeti intorno ai quali gravitano senza però trovare una propria collocazione e rischiando, spesso, collisioni fatali. Lo spunto del film, nella sua semplicità, avrebbe potuto essere interessante ma la recitazione disturba parecchio, contribuendo a dare al film un che di irrisolto.


2 - Renegades - Commando d'assalto


Il film di Steven Quale delude sotto tutti i punti di vista, tra situazioni al limite dell’improbabile e personaggi muscolosi (interpretati da attori senza particolari qualità recitative) che si scambiano battute scialbe. Un film d’azione che non lascia il segno.


1 - Parigi può attendere


Il primo – e speriamo ultimo - film dell’ottantenne Eleanor Coppola, moglie di Francis Ford Coppola, è una raccolta di banali luoghi comuni sulla Francia. Personaggi irritanti. E se per i due protagonisti Parigi può attendere, visto che il loro viaggio dalla Provenza alla capitale è accompagnato dai soliti cliché del profumo della lavanda in fiore e sul sapore dei formaggi e dei vini francesi, per lo spettatore, annichilito da tanta banalità, Parigi diventa un miraggio che sembra non arrivare mai.


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