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Il Festival di Roma ritorna alle origini?

2016-10-04 11:50

Davide Stanzione

Articoli, Manifestazioni,

In parte. Vediamo perché.

div align="justify"Il Festival di Roma ritorna alle origini? In parte. Perché “festa” sarà, una volta che anche il direttore artistico ha sciolto ogni resistenza accogliendo senza mezzi termini la dimensione più popolare della manifestazione, ma è pur sempre un festival targato bMarco Müller/b, con tutte le conseguenze del caso. E dunque, per citare la sua stessa espressione sciorinata più volte durante la conferenza stampa di presentazione, si tratterà di una rassegna in cui si guarderà a ciò che è “popolare ma singolare”, mirando a un pubblico più ampio ma mantenendo vigile il senso per la ricerca, per l’insolito, per un minimo, per quanto sindacale e striminzito, di barricate cinefile. Magari spostando l’asticella della curiosità verso aree cinematografiche e paesi poco approfonditi, in particolar modo quell’Asia e quell’America Latina così tanto snobbate dall’ultima Mostra di Venezia.br /br /


/div


p align="justify"La sfida che Müller si propone non riesce però a non sembrare la versione imbellettata ad arte, sebbene a tratti meritevole e ambiziosamente cosciente dei propri limiti e delle proprie qualità, di un compromesso tra le ragioni del direttore e le esigenze di una politica che nell’apparato e nell’organigramma istituzionale e organizzativo di un festival come quello romano è da sempre influente quando non invadente. Questa nuova Roma muelleriana appare come un cantiere aperto in cui sembrano voler andare a braccetto l’imprevedibilità della possibile scoperta - si guardi alla sezione “Cinema d’Oggi”, rinnovata denominazione del Concorso principale, in cui compaiono un novero di nomi quasi del tutto sconosciuti – e la rassicurazione verso il pubblico. Ovviamente parliamo ancora a bocce ferme, come si conviene per tutti i discorsi pre-festival, ma sarà interessante valutare fino a che punto l’obiettivo di Müller potrà dirsi portato a casa. Se l’evoluzione sarà davvero rivoluzione e a dominare saranno la passione e la capacità di spiazzare di un festival che intende voler stare nel mondo, abbattere lentezze e steccati (la giuria di addetti ai lavori) a vantaggio di un protagonismo diretto dello spettatore che suona tanto contemporaneo (i premi assegnati dal pubblico, sostanziale novità di quest’edizione). /p


p align="justify"Sondare la pancia di un corpus di spettatori il più esteso possibile può essere infatti un esercizio (anche critico, perché no, a proposito del ruolo della critica in un festival di questo tipo) interessante e rilevante, un sismografo che vada l’oltre le sentenze estetiche per abbracciare la totalità dei rapporti che i film intrattengono col mondo e il loro modo di dialogare con le strutture sociali e politiche insite nel vivere associati e nel relazionarsi alla realtà. Ragion per cui l’apertura di cui si fa foriero il Festival di Roma, se andasse davvero in questa direzione piuttosto che limitarsi a compiacere le ansie conformiste dettate dalla politica, potrebbe di sicuro raggiungere esiti non indifferenti. Il professor Müller, come lo si apostrofa durante i saluti istituzionali della conferenza, dal canto suo si limita a sguazzare nelle seduzioni dovute all’aria da “festa” e tenta di dare alla sua creatura un’identità che sia davvero svecchiata, tanto da non somigliare ad altri festival già esistenti ma accogliendo dentro di sé elementi eterogenei, mutuati soprattutto dai principali festival americani, che nella percezione internazionale (tocca rassegnarsi) suonano ormai più dinamici e attuali dei corrispettivi europei: un po’ Toronto, per via dell’importanza crescente data al mercato e per l’assenza di competizione, un po’ Sundance con le diverse sezioni dotate di un corrispondente premio del pubblico, perfino la strizzatina d’occhio a Cannes nel nome del premio all’opera prima (la Taodue Camera d’Oro). La Roma che sarà, le cui sorti erano incerte fino a Giugno, si muoverà, stando al suo direttore artistico, su “cinque linee distinte”, compresa anche la sezione priva di steccati di genere e denominata, per l’appunto, “Mondo genere”. C’è il rischio che il magma indistinto e troppo oscillante da un polo all’altro prenda il sopravvento, ma non è da escludere che tutta questa diversità comporti freschezza e ossigeno, garantendo sane contraddizioni e aperture insperate al cinema del presente e, perché no, a quello del futuro. /p


p align="justify"Nella sezione “Cinema d’oggi” ci saranno tre film italiani, Biagio di bPasquale Scimeca/b, definito da Müller il primo grande film rosselliniano dei nostri tempi, La foresta di ghiaccio di bClaudio Noce/b, I milionari di bAlessandro Piva/b. Tra i registi presenti bKevin Smith/b, bJia Zhang-ke/b, bPark Chan-Wook/b, bStephen Daldry/b, bMia Hansen Løve/b e bDavid Fincher/b con l’attesissimo Gone Girl, molti dei quali raccolti nella luccicante sezione “Gala”. Presente anche bClive Owen/b che presenterà l’incredibile nuova serie di bSteven Soderbergh/b The Knick. E, last but not least, un bJoe Dante/b sempre sugli scudi che presenterà i film di bMario Bava/b e altri classici restaurati, vero fiore all’occhiello dell’edizione di quest’anno, che incontrerà anche il pubblico. /p


pEcco l’elenco completo dei titoli in programma sezione per sezione. /p


p ubCINEMA D’OGGI/b/u /p


p• ANGELY REVOLUCII / ANGELS OF REVOLUTION / ANGELI DELLA RIVOLUZIONE di Aleksej Fedorčenkobr /• BIAGIO di Pasquale Scimecabr /• DÓLARES DE ARENA / SAND DOLLARS di Laura Amelia Guzman Conde, Israel Cardenasbr /• LA FORESTA DI GHIACCIO di Claudio Noce - Prima europeabr /• ITAR EL-LAYL / THE NARROW FRAME OF MIDNIGHT di Tala Hadidbr /• LUCIFER di Gust Van den Berghebr /• DIE LÜGEN DER SIEGER / THE LIES OF THE VICTORS di Christoph Hochhäusler


• LULU di Luis Ortegabr /• OS MAIAS – (ALGUNS) EPISÓDIOS DA VIDA ROMÂNTICA / THE MAIAS - STORY OF A PORTUGUESE FAMILY / I MAIA - SCENE DI VITA ROMANTICA di João Botelho - Prima internazionalebr /• MAURO di Hernán Rossellibr /• I MILIONARI di Alessandro Pivabr /• NN di Héctor Gálvezbr /• OBRA di Gregorio Graziosibr /• SHIER GONGMIN / 12 CITIZENS di Xu Angbr /• TIME OUT OF MIND di Oren Movermanbr /• WIR SIND JUNG. WIR SIND STARK. / WE ARE YOUNG. WE ARE STRONG. di Burhan Qurbani/p


p ubFUORI CONCORSO/b/u br /br /• JÁ VISTO JAMAIS VISTO di Andrea Tonaccibr /Prima mondiale - In collaborazione con WIRED NEXT CINEMA powered by Mazda


• RAGAZZI di Raul Perronebr /• ATO, ATALHO E VENTO / WAY ACT AND THE WIND di Marcelo Masagão/p


p buGALA/u/b /p


p• ANDIAMO A QUEL PAESE di Salvatore Ficarra e Valentino Piconebr /• BLACK AND WHITE di Mike Binderbr /• BUONI A NULLA di Gianni Di Gregoriobr /• EDEN di Mia Hansen-Løvebr /• ESCOBAR: PARADISE LOST di Andrea Di Stefanobr /• GIULIO CESARE – COMPAGNI DI SCUOLA di Antonello Sarnobr /• GONE GIRL di David Fincherbr /• KAMISAMA NO IUTOORI / AS THE GODS WILL di Takashi Miikebr /• KAHLIL GIBRAN'S THE PROPHET di Roger Allers, Gaëtan & Paul Brizzi, Tomm Moore, Nina Paley, Bill Plympton, Joann Sfar, Michal Socha, Joan C. Gratz & Mohammed Saeed Haribbr /• THE KNICK di Steven Soderbergh, Stati Uniti, 2014, 10 episodi da 60’br /• LOVE, ROSIE / #SCRIVIMIANCORA di Christian Ditterbr /• PHOENIX di Christian Petzoldbr /• SOUL BOYS OF THE WESTERN WORLD / SPANDAU BALLET: IL FILM (SOUL BOYS OF THE WESTERN WORLD) di George Henckenbr /• SOAP OPERA di Alessandro Genovesibr /• STILL ALICE di Richard Glatzerbr /• TRASH di Stephen Daldrybr /• TRE TOCCHI di Marco Risibr / /p


p ubMONDO GENERE/b/u /p


p• A GIRL WALKS HOME ALONE AT NIGHT di Ana Lily Amirpourbr /• HAIDER di Vishal Bhardwajbr /• NIGHTCRAWLER di Dan Gilroybr /• QUANDO EU ERA VIVO / WHEN I WAS ALIVEbr /• LA PROCHAINE FOIS JE VISERAI LE COEUR / NEXT TIME I'LL AIM FOR THE HEART di Cédric Angerbr /• STONEHEARST ASYLUM di Brad Andersonbr /• TUSK di Kevin Smith/p


p ubPROSPETTIVE ITALIA/b/u /p


p• FINO A QUI TUTTO BENE di Roan Johnsonbr /• INDEX ZERO di Lorenzo Sportiellobr /• LAST SUMMER di Leonardo Guerra Seràgnolibr /• DUE VOLTE DELTA di Elisabetta Sgarbibr /• LARGO BARACCHE di Gaetano Di Vaiobr /• LOOKING FOR KADIJA di Francesco G. Raganatobr /• MENO MALE È LUNEDÌ di Filippo Vendemmiatibr /• ROMA TERMINI di Bartolomeo Pampaloni/p


p ubEVENTI/b/u /p


p• JIA ZHANGKE, UN GARS DE FENYANG / JIA ZHANGKE, UN RAGAZZO DI FENYANG di Walter Sallesbr /• CHEN JIALING di Tian Ye, Gu Yugaobr /• 27 APRILE 2014 – RACCONTO DI UN EVENTO di Luca Viottobr /• IL MIO AMICO NANUK / MIDNIGHT SUN di Brando Quilici, Roger Spottiswoodebr /• A MOST WANTED MAN / LA SPIA – A MOST WANTED MAN di Anton Corbijnbr /• MY ITALIAN SECRET / THE FORGOTTEN HEROES di Oren Jacobybr /• NE HO FATTE DI TUTTI I COLORI di Marco Spagnolibr /• ORE 12 di Toni D'Angelobr /• L'OROLOGIO DI MONACO di Mauro Caputobr /• A ROSE REBORN di Park Chan-Wookbr /• VIAGGIO NELL'ANIMO DEI FIGLI DELLA SHOA di Beppe Tufarulo/p


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