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Bisio e Siani vi danno il 'Benvenuto al Nord'

2016-10-04 11:50

Erika Pomella

Articoli, Cinema,

Resoconto della conferenza stampa del film di Luca Miniero

Si è tenuta il 13 Gennaio, al Visconti Palace Hotel, la conferenza stampa del nuovo film di span style="font-weight: bold;"Luca Miniero/span,span style="font-style: italic;" Benvenuti al Nord/span, a cui ha partecipato gran parte del cast della pellicola, capitanato dai due protagonisti span style="font-weight: bold;"Claudio Bisio /spane span style="font-weight: bold;"Alessandro Siani/span. Ad aprire le danze è stato l’amministratore delegato e vicepresidente della Medusa, span style="font-weight: bold;"Giampaolo Letta/span che, presentando il film, ha reso nota la data di uscita (18 Gennaio 2012), e il numero record di copie, che sfiorano quota 800, con cui la pellicola avrebbe attraversato il bel paese. br /br /Il clima da commedia che si respira in sala conferenze, e che ben rispecchia la natura di una pellicola come span style="font-style: italic;"Benvenuti al Nord/span, si palesa anche da alcune domande che vengono poste al regista partenopeo, che torna a dirigere Bisio e Siani, dopo lo strabiliante successo del prequel Benvenuti al Sud. La prima questione che viene posta, infatti, riguarda una valigia piena di alcuni beni di sostentamento che, nel film, sparisce di punto in bianco. span style="font-weight: bold;"Luca Miniero/span, con un sorriso, ha spiegato che: span style="font-style: italic;"«lo spettatore tende a divertirsi, e a non concentrarsi su dettagli di questo genere»/span, ricordando che anche nel primo film c’era stata una disattenzione simile, quando il giubbotto antiproiettile di Claudio Bisio cade nel dimenticatoio. Ma sono le risate e il divertimento il vero obiettivo che Miniero tende a raggiungere, coadiuvato dal suo numeroso cast. Claudio Bisio, storico mattatore del palcoscenico di Zelig, racconta con disinvoltura aneddoti e ricordi che hanno contribuito ad alleggerire l’aria sul set, facendo sì che il divertimento degli attori accompagnasse quello degli spettatori. span style="font-style: italic;"«Ho detto a Siani di andare a visitare l’isola (Noto quartiere di Milano, n.d.R.) e come pensate sia arrivato?»/span span style="font-style: italic;"«Con il costume e il pareo,»/span risponde immediatamente il comico napoletano. span style="font-style: italic;"«L’unico tuffo che ho fatto è stato quello nelle fermate della metro»/span. br /br /Alessandro Siani, tuttavia, ci tiene a specificare che la forza di Benvenuti al Nord non sta solo nella capacità di divertire lo spettatore sulle divergenze che si vengono a creare tra Nord e Sud, ma anche (e soprattutto) nella capacità di miscelare ad arte risate e sentimenti. «Noi portiamo al Nord o, viceversa, al Sud l’umanità dei personaggi, ed è una cosa senza limiti. È quello che ci interessava. Non volevo fare una commedia volgare; e Benvenuti al Nord permette di fare la fusione tra risate e sentimenti … E quando questo succede si crea qualcosa di meraviglioso». La risposta di Siani suscita, nei giornalisti presenti, una domanda quasi ovvia, ossia quanto c’è del maestro Massimo Troisi nella sua comicità; a questa domanda l’attore, prima di rispondere, si schermisce: span style="font-style: italic;"«Mattia – asserisce – è un personaggio molto vicino ai sentimenti e Troisi era un maestro dei sentimenti. Ma non solo per me, che sono napoletano, ma per tutta la mia generazione, soprattutto per chi ha scelto questa strada … Anche se lui è inimitabile». /spanDa grande appassionato di calcio in generale e del Napoli in particolare, Siani non si risparmia un paragone calcistico: span style="font-style: italic;"«Lui è Maradona, io al massimo sono Lavezzi»/span. Da un comico all’altro, dopo Troisi è il principe Totò a venire chiamato in causa, soprattutto per via della scena in cui la famiglia di Mattia arriva alla stazione di Milano, in una sequenza che sembra un po’ un omaggio al cult Totò, Peppino e la Malafemmina.span style="font-style: italic;" «Ogni volta che un meridionale va al nord /span– spiega Miniero – span style="font-style: italic;"si pensa sempre a Totò. Qui, ovviamente, si va a Milano con occhi diversi, ma c’è lo stesso senso di inadeguatezza. Però, una cosa di cui mi sono reso conto intervistando le persone del Sud che si spostano al Nord è che il loro caffè sia più buono di quello che fanno al Nord». /spanbr /br /A confermare le parole del regista èspan style="font-weight: bold;" Emma Marrone/span, ex concorrente di span style="font-style: italic;"Amici/span ormai lanciata nel mondo della discografia nostrana che, perspan style="font-style: italic;" Benvenuti al Nord/span, ha inciso un remake dell’intramontabilespan style="font-style: italic;" Volare/span. La giovane cantante ha spiegato la sua felicità nel far parte di un progetto simile: span style="font-style: italic;"«Non faccio niente di che, ma è stato bello stare insieme a loro. Mi sono sentita bene dentro»/span, ha detto dopo le frasi di rito, in cui ringraziava tutti per averle dato quell’occasione. Ha poi raccontato di essersi riconosciuta molto negli stereotipi del sud (nata a Firenze, è cresciuta però in un paese in provincia di Lecce), soprattutto nella sequenza in cui la madre di Mattia fa le valigie al figlio, riempiendola di cibi locali. Nunzia Schiano ha confermato, spiegando come: span style="font-style: italic;"«I grandi comici hanno grande umanità, grande capacità di osservare l’umanità intorno»/span. Nella costruzione della Signora Volpe span style="font-style: italic;"«c’è tanto del mio mondo,» ha spiegato «Ho guardato mia madre, mia nonna … Attingere a chi c’è stato prima di noi è senza dubbio una grande ispirazione. Non rivolgersi al passato sarebbe un errore gravissimo»./span


pSe Benvenuti al Sud derivava da una sceneggiatura già rodata, essendo il remake di Giù al Nord di Dany Boon, Benvenuti al Nord si presenta subito come prodotto filmico indipendente, scritto – oltre che dallo spesso regista – da Fabio Bonifacci (Lezioni di cioccolato, diverso da chi, oggi sposi). A detta di Tozzi, presidente della Cattleya, Dany Boon ha chiesto di vedere il film, soprattutto dopo essere rimasto piacevolmente colpito da Benvenuti al Sud, forse abbastanza da pensare di dirigere un sequel di Giù al Nord basandosi su questo secondo episodio. Idea che, naturalmente, non dispiace ai produttori della pellicola stessa./p


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