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Fabio Volo parla del suo film 'Il giorno in più'

2016-10-04 11:50

Martina Calcabrini

Articoli, Cinema,

Presentato alla stampa il nuovo film di Massimo Venier, ispirato all'omonimo romanzo di Fabio Volo

Si è tenuta stamattina presso la Sala 4 del Cinema Adriano di Roma, la conferenza stampa de span style="font-style: italic;"Il giorno in più/span, il nuovo film di span style="font-weight: bold;"Massimo Venier/span ispirato all’omonimo romanzo di span style="font-weight: bold;"Fabio Volo/span. Il regista, insieme a Volo, span style="font-weight: bold;"Isabella Aragonese, Camilla Filippi /spane span style="font-weight: bold;"Pietro Ragusa /spanhanno incontrato i giornalisti per presentare il film e rispondere alle loro domande.


p span style="font-weight: bold;"Fabio, due curiosità: il tuo personaggio è diverso da quello del libro, com'è stato relazionarsi con due personaggi tanto diversi? Il caffè di New York dove ti recavi per scrivere il libro, è diventato una sorta di Mecca. C'è stata grande euforia?/spanbr /Si. Quando è uscito il libro, il bar è stato invaso dai turisti italiani ma i proprietari non sono stati felicissimi all'inizio, poi la cosa è andata un po’ scemando e sono riusciti ad accettare la cosa. Addirittura mi hanno confidato che vorrebbero aprirne un altro a Roma ed è una cosa bella perché non si tratta del solito bar turistico. Per il resto, i miei lettori pensano sempre che il protagonista del libro sia io, ma io non sono Giacomo. Sinceramente penso che il ruolo del film assomigli molto a quello del romanzo. Ero così euforico di girare un film a New York che mi sono sentito Joe Pesci per quasi un mese! (ride)


Io vorrei chiedere agli attori come hanno lavorato con i personaggi, tutti diversi tra loro, ma con la sfortuna di avere a che fare con Giacomo./p


p span style="font-weight: bold;"Isabella:/span Io avevo un po’ di paura perché essendo tratto da un libro molto amato, il personaggio di Michela è stato idealizzato da tutti. Io ho cercato di renderlo al meglio costruendolo da capo senza troppe paure. In realtà ho chiesto a Fabio come aveva immaginato lui Michela e poi ho seguito i consigli di Massimo. Francamente credo che in Michela ci sia qualcosa di Fabio, nel suo modo di vivere la vita. La mia più grande ispirazione, però, sono state le ragazze di oggi, amiche e persone che sono molto intraprendenti nel lavoro ma poi quando si parla di amore si bloccano… L’idea che una storia d'amore sia troppo impegnativa, ormai, va di moda… /p


p span style="font-weight: bold;"Camilla:/span Io credo che Massimo mi abbia scelto solo perché sono bresciana! (ride). Io sono arrivata sul set dopo appena due mesi dal parto e quindi diciamo che ho approfittato della stanchezza di essere una madre che va a lavorare. Insomma, ho fatto meno di quanto faccio di solito. E poi, diciamo la verità, il ruolo dell'amica sfigata mi rappresenta tantissimo! (ride)/p


p span style="font-weight: bold;"Pietro:/span Io spero che non mi abbiano scelto perché somiglio a Dante! (ride). E poi questo ruolo mi ha fatto vedere in mutande e canottiera… Spero che non succeda mai più! (ride)./p


p span style="font-weight: bold;"È un film molto romantico e forse destinato ad un pubblico internazionale. È questa la vostra intenzione? E poi volevo sapere se avete mai visto "500 giorni insieme"…/spanbr /span style="font-weight: bold;"Venier:/span Vuoi dire che abbiamo copiato? (ride). Si, abbiamo fatto il film per un pubblico vario perché questo genere cinematografico, secondo me, va fatto proprio così. 500 giorni insieme l'ho viso ed è sicuramente un modo per fare commedia sentimentale leggera…/p


p span style="font-weight: bold;"Nel primo appuntamento c'è uno scambio di battute cine-televisive. Il giorno in più può essere considerato un film doppio: per la prima metà è vicino al cinema italiano degli anni '60 mentre la parte americana è più italo-americana, soprattutto formalmente. Il film è stato pensato così?/spanbr /Venier: Si, il film è stato formalmente diviso in due, ma non così come lo descrivi tu. Volevamo distinguere i due momenti della narrazione per dare alla storia due sapori diversi e narrare i due diversi Giacomo, per questo abbiamo giocato sulle luci...br /br /span style="font-weight: bold;"Isabella, un attore spesso evita di ripetersi affrontando ruoli che ha già attraversato. Pensi che Dieci Inverni sia l'apice della commedia romantica degli ultimi tempi?/spanbr /Sicuramente quando ho letto la sceneggiatura de Il giorno in più, ho pensato all'atmosfera di Dieci Inverni ma non mi sono più preoccupata della cosa perché ho sempre fatto cose molto diverse e anche questi due ruoli lo sono. Quel film, poi, era più romantico che commedia, era un film che lavorava sul fattore tempo mentre questo è una commedia romantica pura.br /br /span style="font-weight: bold;"Fabio, come è nato il passaggio dal romanzo al film?/spanbr /In un primo momento, avevo sempre il libro sul tavolo anche quando mi vedevo con Massimo. In realtà, però, a me non piaceva quello che stavamo scrivendo, e nemmeno a lui. Allora abbiamo ripreso da zero cercando di scrivere qualcosa tutti insieme e abbiamo deciso che il libro sarebbe stato funzionale al libro, e che lo avremmo usato solo quando non sapevamo cosa fare. Io sono stato molto disponibile ai cambiamenti e anche loro sono stati molto malleabili... /p


p span style="font-weight: bold;"Due domande per Isabella e Camilla. Come siete riuscite ad essere delle brave attrici in un film così maschio centrico? E come fanno due donne così belle a trovare qualcosa in Fabio Volo?/spanbr /span style="font-weight: bold;"Camilla: /spanBeh, ci hanno obbligate a farci piacere Fabio! (ride) E per il resto direi che l'umanità che il personaggio di Fabio non ha, mi ha permesso di giocare sul mio ruolo facendomi tirar fuori un affetto cieco.../p


p span style="font-weight: bold;"Isabella:/span Credo che nelle commedie le donne facciano sempre la loro figura perché sono donne molto belle. In questo film, però, ho notato che ci sono personaggi femminili molto ben descritti, anche se sono costantemente in relazione a Fabio. I personaggi femminili non sono piatti e a me ha fatto piacere fare la parodia della donna italiana ideale! La cosa assurda è che il cinema è finzione mentre nella realtà noi siamo invidiate per essere idealmente le donne di Fabio. La realtà supera la fantasia, insomma.br /br /span style="font-weight: bold;"Fabio, il tema del film è la sindrome di Peter Pan che credo sia abusato e logoro. Il film, però, si riscatta nella sua vena romantica. Sei d'accordo?/spanbr /Io non sono mai stato d'accordo sulla definizione della sindrome di Peter Pan perché non credo che i trentenni di oggi siano tutti immaturi. C'è stato il crollo dei ruoli, forse inconsapevolmente, già da svariate generazioni. La nostra generazione, però, è più complessa delle altre perché oggi una donna può andare dove vuole. I miei personaggi non hanno la sindrome di Peter Pan ma decidono di mettere se stessi al centro della loro vita e dare sfogo ai desideri reali non a quelli indotti dalla società. Il film è meno romantico del libro perché Massimo ha trovato la vena giusta per limare la sdolcinatezza dosando la città come se non fosse soltanto una cartolina. Ha trovato gli equilibri giusti sull'amore, sulla città e sui rapporti. I due personaggi sono molto diversi tra loro ma il desiderio di stare insieme era più forte delle loro diversità e, così, hanno inventato un terzo modo che riguardasse entrambi a New York, la città di tutti per eccellenza./p


p span style="font-weight: bold;"Premesso che le citazioni sono stucchevoli, ho trovato molti riferimenti diretti alle commedie anglosassoni degli anni '80 come Harry ti presento Sally o About a boy. È stata una scelta?/spanbr /span style="font-weight: bold;"Venier:/span Non c'è un gioco di citazioni nel film ma è ovvio che ci siano riferimenti estetici ad un cinema vasto….


Volo. Io, essendo ignorante, non sapevo che ci fossero citazioni… (ride). /p


p span style="font-weight: bold;"Massimo, ci sono commedie romantiche tossiche e altre no. Quali sono gli elementi di tossicità nel vostro film?/spanbr /Io ho cercato di evitare le cose che a me danno fastidio pur rimanendo nel genere del cinema sentimentale. Il gioco d'amore, insomma, è bello ma non tossico./p


p span style="font-weight: bold;"Volo:/span Intanto c'ero io, quindi era impossibile essere tossici.. E poi dico, come si fa a girare un film a New York senza pensare ad Harry ti presento Sally? A parte Dogville, comunque, ultimamente non penso di aver visto qualcosa cui ispirarmi... Mi dicono sempre che i miei film assomigliano ad altri film. Secondo me questo è un film normale, non è stato pensato per proporlo a Cannes, ma poi cosa volete dal cinema?!? Non mi guardate così, non ho capito la domanda quindi dico cose a caso... (ride).br /br /span style="font-weight: bold;"Fabio, oggi c'è una crisi dei sentimenti ma, soprattutto, manca il coraggio. Secondo te è lo specchio della società di oggi?/spanbr /Credo che il film sia legato al crollo dei ruoli più che alla crisi dei sentimenti. Negli ultimi anni possiamo dire che un ruolo è un vestito e nel vestito c'è quello che fai. Ognuno, quindi, deve costruirsi il proprio ruolo. La parte intellettuale della società doveva fare educazione al sentimento, aiutata dalla televisione, che ora è entrata in un processo politico, e dai genitori, che hanno risposto al tessuto sociale. La mancanza di educazione al sentimento, insomma, che non è stata affrontata. br /br /span style="font-weight: bold;"Vorrei sapere se c’è intenzione di trasporre almeno un altro libro di Fabio…/spanbr /Io sono il suo agente quindi giochiamo in casa. Ci stiamo riflettendo ma è un'ipotesi remota. Per questo film ci abbiamo messo 3 anni, quindi non possiamo certamente dire che sia una cosa facile… Ne approfitto per ringraziare il regista perché era difficile affrontare la riduzione di un romanzo che aveva avuto quel successo pubblico. La community accetta con fatica la profanazione del libro che ama... Era una sfida difficile e Venier non è un regista molto malleabile così come Volo è una persona sensibile ma complicata... /p


p span style="font-weight: bold;"Ultima domanda. Fabio, pensi di fare il regista in futuro?/spanbr /Credo che fare il regista sia il lavoro più difficile del cinema, quindi per ora penso solo a fare film diretti da altri…br /br /Il regista, i produttori e i protagonisti de Il giorno in più salutano la stampa e si dirigono a prendere l’aereo che li condurrà a Torino per una nuova presentazione del film…./p


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