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Percy Jackson, l'intervista a Chris Columbus

2016-10-22 22:47

Marco Papaleo

Articoli, Interviste,

A Roma, in occasione del lancio del suo prossimo film

span style="font-weight: bold;"Chris Columbus/span: un nome, una garanzia. Almeno due generazioni sono cresciute anche sui suoi film. Sua la sceneggiatura di un classico intramontabile del genere, span style="font-style: italic;"I Goonies/span. E sua anche la regia di film come span style="font-style: italic;"Mamma ho perso l'aereo/span e span style="font-style: italic;"Mrs. Doubtfire/span, per non parlare dell'apporto a dir poco fondamentale che ha avuto nel lanciare il fenomeno span style="font-style: italic;"Harry Potter /spanal grande pubblico.


Noi di span style="font-weight: bold;"SilenzioInSala.com/span l'abbiamo incontrato in occasione della presentazione stampa (in anteprima di circa un mese rispetto all'uscita italiana, prevista in quasi 700 sale il 12 marzo) della sua ultima fatica, span style="font-style: italic;"Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini/span. br /br /


Prima di lasciarvi al resoconto dell'interessante botta e risposta, desideriamo ringraziarlo per l'estrema simpatia e disponibilità dimostrataci.


p span style="font-weight: bold;"Signor Columbus, la accogliamo con molto piacere a Roma, che è una delle culle della mitologia classica. Qual è il suo rapporto con le leggende elleniche e i miti in generale? La sua fascinazione da cosa deriva? Dopotutto lei non è nuovo al mestiere di raccontare miti, come sceneggiatore, e soprattutto dopo aver fatto da apripista al genere con i primi Harry Potter.../span/p


p span style="font-weight: bold;"C.C.: /spanHo sempre trovato interessante la cultura greca, e la possibilità di inserirla in un contesto moderno mi è parso estremamente interessante. Ho sempre voluto fare qualcosa di simile, e in effetti con Herry Potter ci sono andato vicino. Ora c'è la possibilità, possiamo presentare la grande mitologia classica ai ragazzi in modo avvincente e spettacolare. Questa fascinazione deriva dal fatto che sono storie che ci portiamo dietro da sempre, e le belle storie affascinano in eterno. Oltretutto sono profonde, possono essere vissute su più livelli: c'è l'avventura e l'intrattenimento, ma c'è anche un livello più alto, rivolto agli adulti; scene come quella della Medusa, coi suoi riferimenti alle leggende originali, ma riportati con un linguaggio moderno, servono proprio a questo. /p


p span style="font-weight: bold;"E' molto interessante la ricollocazione dei punti nevralgici della mitologia greca, come l'ingresso agli Inferi o all'Olimpo, sul territorio statunitense: si vuole forse marcare sul fatto che le “moderne mitologie” di origine anglosassone sono un po' l'evoluzione di quelle classiche?/span/p


p span style="font-weight: bold;"C.C.:/span Sì, potremmo anche dirlo. Dopotutto i protagonisti dell'antica mitologia viaggiavano molto, e anche la loro influenza e i loro miti hanno viaggiato con loro, nel tempo e nello spazio, dalla Grecia all'Italia fino agli Stati Uniti. Ed è altrettanto vero che gli eroi spesso sono persone con problemi oltre che poteri, coraggio e responsabilità: Percy soffre di dislessia e di sindrome da deficit di attenzione, ad esempio. In queste debolezze, da cui imparano a trarre forza, gli eroi di tutti i tempi sono simili, da quelli dei miti greci a Harry Potter a Spider-Man a Frodo fino a Percy.


/p


p span style="font-weight: bold;"Come ha fatto ha creare un equilibrio, un'impostazione così coesa nel film? E' difficile realizzare non un singolo film, ma l'avvio di un franchise di successo. Se Harry Potter ce l'ha fatta, è anche merito suo che ha dato l'impostazione dei primi capitoli./span/p


p span style="font-weight: bold;"C.C.:/span Innanzitutto sono partito dai personaggi, il protagonista per primo. C'era bisogno dell'attore giusto attorno a cui far ruotare l'attenzione. Mi hanno suggerito Logan. In effetti in L'ultimo treno per Yuma l'ho trovato eccezionale. Farà molta strada, e non solo come star adolescenziale ma come un vero attore. Dopo i primi screening l'ho trovato perfetto per la parte, era molto credibile, e anche piacevole. E' stato come un'ancora attorno a cui abbiamo lavorato e scelto il resto del cast.


Poi ci sono gli effetti visivi, molto importanti nel genere, che vanno rappresentati nella maniera più accurata possibile, quasi da essere tangibili per il pubblico.


E anche l'interpretazione doveva essere ben calata in questi. Quando si gira in green screen, gli attori sono sempre un po' spaesati, quindi abbiamo cercato di ovviare dando loro quanti più riferimenti possibili, e una gran varietà di set. Ho imparato un po' di trucchi grazie ad Harry Potter. Riguardandolo ora, La Pietra Filosofale non mi convince molto da quel punto di vista per colpa della mia poca esperienza dell'epoca, ma poi ci siamo migliorati a poco a poco, e ora siamo in grado di dare il meglio che si può fare nel genere. /p


p span style="font-weight: bold;"Nella trasposizione da romanzo bisogna sempre effettuare delle scelte di condensazione e trasposizione. Cosa si è perso nel processo? Cosa è diverso? /span/p


p span style="font-weight: bold;"C.C.:/span E' un tasto dolente: all'epoca del primo Harry Potter, mi sentivo come imbrigliato perché era già un piccolo fenomeno di massa, e sia nella scelta degli attori che nella sceneggiatura avevamo gli occhi di tutti puntati addosso. Non solo quelli della Rowling, ma soprattutto dei lettori e fan della serie, attentissimi ai dettagli e carichi di aspettative, e poco propensi all'idea di una “riduzione” di un tale immaginario. Ero come intrappolato in una scatola. Fortunatamente già col secondo e soprattutto col terzo abbiamo avuto più libertà di manovra. Con Percy, posti dei paletti di aderenza al libro e soprattutto degli elementi importanti che vengono poi ripresi nei successivi quattro libri, non abbiamo cercato di essere pedissequi ma di realizzare la miglior esperienza cinematografica possibile. Alcune scene del libro mancano, ma vengono integrate da altre inventate da noi ma funzionali, come ad esempio quella dell'hydra./p


p span style="font-weight: bold;"Ha già progetti per i sequel?/spanbr /span style="font-weight: bold;"C.C.: /spanNon voglio essere presuntuoso e parlarne già da adesso. Ma se avrà il successo che merita, sarà un estremo piacere continuare su questa strada, sia per il mio amore per queste tematiche che per il grande e ottimo cast che abbiamo messo insieme./p


p span style="font-weight: bold;"Percy può essere visto un po' come lo specchio del popolo americano? Mille difficoltà, ma si rialza sempre./span/p


p span style="font-weight: bold;"C.C.:/span Mi auguro davvero che gli USA possano rialzarsi e vincere come Percy, ma la strada purtroppo è ancora lunga... dopotutto il viaggio di Percy è più breve! Ad ogni modo sì, anche se non è solo l'America ad affrontare un brutto momento: e l'intento di film come questo sono, oltre che didascalici, anche d'intrattenimento, di dar respiro alla gente anche solo per due ore. Dopotutto il successo di film come Avatar segnala questa necessità nella gente comune./p


p span style="font-weight: bold;"C'è un famoso romanzo di Neil Gaiman, American Gods, dove anche lì gli dei sono inseriti in un contesto moderno. Ha tratto in qualche modo ispirazione anche da questo?/span/p


p span style="font-weight: bold;"C.C.:/span Conosco Gaiman perché produrrò un film, diretto da Neil Jordan (il regista di Intervista col vampiro, N.d.R.), tratto da un libro di questo fantastico autore: The graveyard book. American Gods, in verità, non lo conoscevo. Ma ora che me lo avete suggerito, non mancherò di leggerlo./p


p span style="font-weight: bold;"E' curioso il parallelo tra gli Inferi e Hollywood: una sua entrata si trova sotto la celebre scritta “Hollywood”, Ade nelle sue spoglie mortali sembra una rockstar. E gli dei dell'Olimpo, in fondo, sono celebrità. E' un paragone voluto?/span/p


p span style="font-weight: bold;"C.C.:/span Vi assicuro che se un film non va bene, per chi l'ha fatto Hollywood può davvero diventare un inferno. Io non ci vivo per scelta: non mi piace e non mi sembra un posto sano dove far crescere dei figli. Io infatti vivo a San Francisco, e vado a L.A. solo se costretto per motivi di lavoro./p


p span style="font-weight: bold;"Ha citato Avatar. Cosa ne pensa della nuova frontiera del 3D? Non ha pensato di realizzare Percy Jackson con le nuove tecniche a disposizione?/span/p


p span style="font-weight: bold;"C.C.:/span In verità ne abbiamo parlato molto con la produzione. Ma a volte bisogna far fronte anche a necessità di mercato: la mitologia sembra tornare di moda e infatti ora uscirà anche Scontro di Titani. Volevo arrivare nelle sale con Percy prima di loro, e quindi abbiamo accantonato l'idea perché avrebbe richiesto mesi aggiuntivi di lavoro. Pur facendo tutto per bene, abbiamo cercato di stringere il più possibile i tempi. Per farvi capire, la pellicola che avete visionato stamane è stata completata solo ieri! Ma, come dimostrato dagli ultimi film in 3D come Up, Avatar e Coraline, il 3D non è solo un tecnicismo, ma qualcosa che può davvero farti entrare nella storia. E lo avrei utilizzato volentieri in Percy. Mi piacerebbe vederlo utilizzato anche in altri generi, come il musical o i film drammatici. Sicuramente lo farò, ma dedicandogli tutta l'attenzione che posso./p


p style="font-weight: bold;"Nel film c'è una battuta che suggerisce che c'è un semidio alla Casa Bianca. Obama di quale divinità potrebbe esser figlio?/p


pspan style="font-weight: bold;"C.C.:/span Direi Zeus! La battuta originale era più lunga, e Grover alla fine aggiunge di essere scappato dal campo dei semidei per andare a votare! /p


pspan style="font-weight: bold;"In Harry Potter lei ha lanciato tre attori che hanno avuto poi un grande successo...anche qui abbiamo un terzetto. In particolare, ci dice qualcosa sulla Daddario?/span/p


pspan style="font-weight: bold;"C.C.:/span In realtà sono quattro i giovani protagonisti della pellicola:non dimenticate Jake Able, Luke nel film. Anche lui è destinato a fare strada. Able, Jackson e la Daddario sono stati scelti proprio per la loro alchimia con Percy e con il suo interprete. Alexandra è arrivata solo dopo una lunga serie di provini: il suo personaggio è uno spirito guerriero, e tutte le ragazze provinate a Los Angeles, invece, altro che spade e scudi, sembrava non potessero sollevare neanche un cucchiano per quanto erano pelle e ossa. Ma danno da mangiare alle attrici da quelle parti? Sono dovuto andare a New York dove l'ho incontrata. L'ho subito inquadrata nella parte, e oltretutto è straordinariamente fotogenica. Un'ottima controparte per il nostro Percy. /p


pspan style="font-weight: bold;"Quali sono state le storie che hanno nutrito la sua fantasia nell'infanzia?/span/p


pspan style="font-weight: bold;"C.C.:/span Sono tantissime! I miei genitori lavoravano in fabbrica, e all'epoca abitavamo in uno sperduto paesino dell'Ohio. Quindi capirete che non avevo molte altre possibilità che calarmi in questi mondi fantastici. Libri, fumetti, film, serial tv... Leggevo tonnellate di fumetti Marvel e DC, e mi sono fatto una cultura di film horror. La mia vita è cambiata e mi sono votato al cinema quando, nell'arco di una settimana, ho visto al cinema la riedizione de Il padrino e Mezzogiorno e mezzo di fuoco di Mel Brooks. Due film diversissimi fra loro ma che mi hanno influenzato tantissimo. E quando faccio brutti film è perché voglio combinare elementi dei due insieme! (ride)


La fame di cultura e di storie che si ha da ragazzi è sempre un'ottima cosa, ad ogni modo, e non dovrebbe mai spegnersi ma anzi va alimentata, sia di buone storie che, a volte, di pessime. /p


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