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Last life in universe: cinema Muay Thai, tra crisi economica e identità di genere

2018-02-20 01:07

Alfredo De Vincenzo

Articoli, Approfondimento,

Il nostro appuntamento settimanale con il cinema orientale è dedicato oggi alla Thailandia, in particolare al cinema muay thai e alle sue implicazioni gender

Nel 1997 la Thailandia si è ritrovata a fronteggiare un debito estero insostenibile. Se dal 1982 fino a quel momento gli Stati Uniti si erano rivelati un prezioso alleato, successivamente alla grave crisi economica la Thailandia ricerca la propria identità nazionale attraverso il recupero delle tradizioni.


bPen-Ek Ratanaruang/b, giovane regista, nei suoi Fun Bar Karaoke (1997), Ruang Talok 69 (1999) e Monrak Transitor (2001) riverserà lo stato d'animo thailandese di caos, frustrazione e disagio. Ma la crisi porta anche altre conseguenze nella vita sociale ed economica del paese, ristabilendo le strutture tradizionali tra uomini e donne e creando diverse tensioni di genere.


Non sono pochi gli uomini convinti che l'eccessiva "femminizzazione" della Thailandia agli occhi della comunità occidentale fosse tra le cause della crisi: ecco allora il tentativo di farsi riconoscere all'estero anche come una nazione forte e "maschile". La Thailandia da sempre è un paese all'avanguardia per quanto riguarda l'emancipazione delle donne: basti pensare che già nel 1932 le donne hanno ottenuto il diritto al voto, ben tredici anni prima rispetto all'Italia. Ma durante e dopo la guerra nel Vietnam le cose cambiano radicalmente e la Thailandia diviene luogo "di svago" per i soldati americani, che contribuiscono alla crescita della prostituzione e del turismo sessuale.


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In questo contesto gli uomini cercano di riaffermare la propria identità, coscienti ed emotivamente desiderosi di assumersi le responsabilità dei fallimenti economici e culturali scaturiti dalla globalizzazione. Da questo punto di vista un'arte antica come il bMuay Thai/b diventa strumento di recupero della tradizione e dei valori maschili.


Il cinema, come spesso accade, si fa portavoce di un sentimento generale ed in questo caso cerca l'esaltazione dell'uomo thailandese. Nel 2003 esce nelle sale Muay Thai - Nai Khanom Tom di bPaitoon Ratanon/b, un film storico (nang yo yuk) che racconta la leggenda di bKhanom Tom/b. Questo guerriero thailandese, durante l'invasione della Birmania che pose fine al regno di Ayutthaya il 7 Aprile 1767, combatté contro dieci tra i migliori guerrieri birmani ottenendo la grazia. Anche il metodo di combattimento, a livello simbolico, ha la sua importanza: infatti viene mostrata la vecchia scuola Muay Thai, ossia il bMuay Boran/b, distante da quella commercializzata in seguito alla globalizzazione.


Questa storia e questo film hanno come principale obiettivo quello di recuperare la tradizione, in quanto il Muay Thai veniva utilizzato esclusivamente dagli uomini come tecnica militare di difesa dei villaggi. È infatti solo nel 1921 che, durante il regno di Re Rama VI, diventa uno sport con l'introduzione di guantoni e regole affini alla boxe occidentale, diventata popolare sull'onda del colonialismo. Fu persino costruito uno stadio nel Suan Kulab College dal generale Praia Nontisen Surentara Pahdi e furono istituite le prime competizioni da svolgersi ogni sabato.


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La volontà di glorificare la mascolinità come simbolo di eroismo a difesa della propria cultura e delle proprie origini (come accade con le statue di Buddha nel film Ong Bak e con gli elefanti nel film The protector) si contestualizza nelle tensioni di genere e nell'analisi dell'identità nazionale.


A creare un forte dibattito riguardo la lotta di genere è stato il caso del kathoey (un uomo che diventa donna) Nong Tum, all'anagrafe Parinya Charoephol, lottatrice professionista di Muay Thai. La sua storia, raccontata dal film Beautiful Boxer di bEkachai Uekrongtham/b, abbatte quel pregiudizio che emargina categoricamente le donne da questo sport mettendo a nudo, più di qualsiasi altra pellicola, la struttura rigida della cultura maschile thailandese.


Infatti, pur trattandosi di una società piuttosto liberale verso l'omosessualità e la transessualità, solo nel 2005 viene permesso l'ingresso nell'esercito; ottenere l'accettazione in un mondo pieno di machismo come quello del Muay Thai era pressochè inimmaginabile.


Questa tensione di genere viene messa in mostra sin da subito, alternando immagini di abiti da donna, calze, rossetti con Kruang Ruang (bracciale intrecciato di stoffa il cui significato si ritrova nel legame tra maestro e allievo), muscoli e pantaloncini.


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Il Muay Thai e il successo del cinema thailandese in occidente hanno permesso di esportare questa tradizione nel mondo riaffermando la virilità thailandese senza però dimenticare la parte, fondamentale, di questa nazione: le donne. E forse non è un caso se dal 2011 al 2014 il primo ministro thailandese è stata bYingluck Shinawatra/b; poi deposta dopo un colpo di stato... ma questa è tutta un'altra storia.


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