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«La stampa libera è guardiana della democrazia»: Steven Spielberg, Maryl Streep e Tom Hanks a Milano per Th

2018-01-19 15:41

Marco Filipazzi

Articoli, Interviste,

I tre Premi Oscar presentano in conferenza stampa The Post, in uscita il 1 febbraio: la vera storia dei Pentagon Papers

Milano, lunedì 15 gennaio. Un cielo color del piombo schiaccia la città. Le vie del Quadrilatero della Moda, in pieno Centro, sono pressoché deserte; solo qualche turista che fotografa le vetrine e piccoli gruppi di persone eleganti in cerca di un posto chic per un pranzo di lavoro. Davanti all’ingresso dell'hotel Four Season di via Gesù un nugulo di giornalisti è in attesa di entrare.


Ho una strizza paragonabile a quando da bambino dovevo andare dal dentista mentre mi avvicino all’addetta stampa e dò i miei riferimenti: «Può entrare» mi dice con un sorriso, dopo aver trovato il mio nome sulla lista, e io varco l’ingresso inebetito.


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Mi muovo in una specie di trance, sino a raggiungere la sala conferenze. Con lo sguardo ammiro il lungo tavolo al quale, tra non molto, si siederanno gli ospiti e fisso i nomi scritti sulle targhette: Tom Hanks, Meryl Streep e, soprattutto, Steven Spielberg. Se amo il cinema e ora sono qui a scrivere è solo ed esclusivamente merito suo, che con Jurassic Park mi ha fatto innamorare della Settima Arte.


Quando la sala è ormai stracolma di persone, finalmente entrano: prima Tom Hanks, poi Meryl Streep e infine Steven Spielberg. Si accomodano al tavolo e, per un attimo, quando vedo quei tre mostri sacri del cinema seduti a pochi metri da me, mi pare di star vivendo in un sogno.


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The Post è la storia vera di alcuni documenti top-secret sulla guerra del Vietnam che vengono portati alla ribalta dal New York Times. La Corte Suprema però blocca il giornale impedendogli di pubblicare ulteriori notizie, così il Washington Post risale alla fonte e ingaggia una guerra contro il Governo degli Stati Uniti.


Il film ha il pregio di portare all’attenzione del grande pubblico tematiche sensibili e scomode, soprattutto se rapportate al periodo storico che stiamo vivendo. «bLa stampa libera è guardiana della democrazia»/b dichiara Steven Spielberg, rispondendo alla prima domanda della conferenza. «È ciò che mi è stato insegnato ed è qualcosa in cui credo fermamente».


Il regista continua: «Se ripensiamo al 1971, a quando Nixon cercò di fermare la stampa libera impedendo la pubblicazione dei bPentagon Papers/b, vi furono tribunali che decisero di stare dalla sua parte, fermando il New York Times per alcuni giorni. Era la prima volta che accadeva dai tempi della Guerra Civile. Penso che la stampa libera sia in pericolo anche adesso, la storia che raccontiamo dimostra che forse oggi siamo ancora più in pericolo».


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Un altro tema portato alla ribalta dal film è bil difficile ruolo della donna/b all’interno della società moderna, specialmente quando è in una posizione di potere. Una questione attuale oggi e a dir poco scottante nel 1971, anno in cui il film si svolge. Ancora Steven Spielberg dichiara che il suo film «riguarda non solo bKatharine Graham/b ma anche il complesso rapporto umano e lavorativo tra lei e bBen Bradlee/b. Si tratta di qualcosa di inedito per i miei film».


Interviene Meryl Streep: «Il fatto che sia stata una donna a prendere la decisione nel 1971 rende tutto ancor più incisivo. Nel 1971 le donne che lavoravano in un ufficio facevano le segretarie. Kay Graham fu la donna che decise di sconfiggere Nixon. Paradossalmente non percepiva la sua autorità, anzi temeva di non essere in grado di poter ricoprire un ruolo di leadership. Ma alla fine ha conquistato questo ruolo e ha persino vinto un pulitzer con la propria autobiografia».


L'attrice conclude con un pensiero al presente: «bPenso che il coraggio possa essere imparato, ma che noi non lo insegniamo abbastanza alle nostre ragazze/b. Tra gli uomini e le donne c’è una battaglia di potere. Nella Storia ci sono stati momenti importanti per le donne, in cui hanno dimostrato che possono valere quanto e più degli uomini. Il vero problema, in realtà, lo hanno proprio gli uomini: devono imparare a controllarsi, a comportarsi correttamente e ad accettare un no come risposta. Posso solo dire che il nostro film rappresenta un piccolo passo nella giusta direzione per aiutare le donne che non sanno come fare a dire agli uomini "Andate a quel paese, dirò cosa penso!"»


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