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Cannes 69, mostri sacri e poca Italia

2016-10-10 19:51

Francesca Solazzo

Articoli, Festival,

Woody Allen, Xavier Dolan, Pedro Almodóvar. Una croisette d'autore.

La 69ª edizione del Festival di Cannes inizia oggi e prosegue, nel magnifico borgo sul mare, dall’11 al 22 maggio 2016. L’apertura, di consueto, è affidata a un nome noto: quest’anno protagonista è Woody Allen; la sua ultima opera, Café Society, racconta di una famiglia ebrea che negli anni Trenta vive a NY una vita serena, fino a quando un figlio scapestrato decide di tentare la fortuna nel cinema trasferendosi a Los Angeles, trovando amore, fortuna e un pizzico di follia nella pimpante atmosfera della Café Society. Ennesimo colpaccio per il regista newyorkese, che ha già aperto il Festival di Cannes due volte, nel 2002 con Hollywood Ending e nel 2011 con Midnight in Paris.


Dai pinguini a Mad Max: Fury Road, l’eclettico George Miller presenzierà la giuria principale. Nove film, in oltre quarant’anni di carriera, sono pochini; ma dopo l’exploit dell’anno scorso, con una pioggia di candidature “Fury-ose”, ha scelto di andare sul sicuro. I compagni di giuria sono, stranamente, tutti grandi nomi nel campo cinematografico, mettendo da parte scrittori e filosofi delle edizioni precedenti: Kirsten Dunst, Valeria Golino, Vanessa Paradis, Donald Sutherland, Laszlo Nemes, Katayoon Shahabi, Arnaud Desplechin.


Tanta carne al fuoco per il più chic tra i festival, tra ritorni, conferme, meteore e mostri sacri. C’è molta attesa per il rientro dell’enfant prodige canadese Xavier Dolan, con Juste la fin du monde. Dopo il meraviglioso Mommy, Dolan riadatta una pièce di Jean-Luc Lagarce portando in scena un dramma familiare, con grandi nomi a interpretarlo: Marion Cotillard, Léa Seydoux, Vincent Cassel. La malinconia madrilena ma colorata di Pedro Almodóvar ritorna anche nell’ultimo lavoro, Julieta, una storia al femminile tra madre, figlia e un intenso dolore comune. La Liberia, la guerra e la passione tra un medico e un direttore di un’organizzazione di aiuto internazionale: Senn Penn in The Last Face dirige Javier Bardem e la ex Charlize Theron. La dolcezza dei piccoli gesti di Adam Driver (Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile per Hungry Hearts di Saverio Costanzo) dà vita alla vicenda di un autista di pullman dalla vita ordinaria, che riscopre la poesia osservando ciò che lo circonda: è Paterson, scritto e diretto da Jim Jarmusch. Il regista inoltre presenterà fuori concorso il documentario Gimme Danger con protagonista Iggy Pop, narrando ascesa e declino dei The Stooges negli anni ‘60, tra mutazioni culturali e rivoluzioni musicali. Molto chiacchierato dopo la diffusione delle prime immagini, The Neon Demon è un horror thriller tutto al femminile, diretto da Nicolas Winding Refn. Ambientato nel patinato quanto torbido mondo della moda, la protagonista è una sexy lolita cresciuta, Elle Fanning.


Restando in ambiente modaiolo Kristen Stewart è la protagonista femminile di Personal Shopper del regista francese Olivier Assayas, già tra i favoriti. Un thriller psicologico con una punta di sovrannaturale, sembra convincere i francesi per puro spirito patriottico, piuttosto che per profondità compositiva. L’iraniano Asghar Farhadi è ormai sinonimo di garanzia da diversi anni. Dopo aver sbarcato il lunario e i cuori con lo straordinario Una separazione (Oscar 2012 per il Miglior Film Straniero), punta direttamente alla Palma d’Oro con Forushande, dove una coppia di Teheran entra in crisi durante una rappresentazione teatrale di Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller. La Fille Inconnue dei fratelli Dardenne prova a sfondare come buon crime: un giovane medico trova un cadavere sconosciuto dopo non aver aperto la porta la sera prima. Senso di colpa e necessità di aiutare la polizia le caratteristiche principali del film. Tutto questo solo limitandosi ai maggiori titoli in concorso.


Fuori competizione troviamo anche di meglio.


Neruda, il biopic sul Poeta, è uno dei titoli più attesi, inserito nella sezione inserito all’interno della Quinzaine des Réalisateurs. Pablo Larraín, regista cileno reduce del Gran premio della giuria a Berlino 2015 per Il Club, dirige Gael García Bernal che torna a lavorare con Larraín dopo No – I giorni dell’arcobaleno. Come anche gli ultimi film di Jodorowski e Schrader, con i rispettivi Poesía sin fin e Dog eat dog. Fuori concorso anche Steven Spielberg alle prese con la produzione Walt Disney de Il GGG – Il Grande Gigante Gentile, film d’animazione per tutta la famiglia, adattamento del romanzo del 1982 di Roald Dahl, già portato sul grande schermo con il cartoon del 1989 Il mio amico gigante. Jodie Foster dirige George Clooney e Julia Roberts nell’adrenalinico Money Monster e il sempreverde Shane Black porta a Cannes un buddy movie ambientato nei loschi anni 70, The nice guys. Tra corruzione e malvivenza, una strana coppia (Ryan Gosling e Russell Crowe) dovrà fare luce sulla scomparsa di una pornostar. Di Italia c'è ben poco, di contro ai tre titoli in concorso l'anno passato con l’onorevole tripletta Moretti/Garrone/Sorrentino.


Il Belpaese presenta nell'edizione 2016 Pericle il nero, un noir azzeccatissimo con Riccardo Scamarcio, per la regia di Stefano Mordini nella sezione Un Certain Regard; Fiore di Claudio Giovannesi; La Pazza Gioia di Paolo Virzì per la sezione Quinzaine des Réalisateurs. Programmato anche un omaggio a Marco Bellocchio con la proiezione speciale di Fai dei bei sogni. Tratto dall’omonimo romanzo di Massimo Gramellini, si preannuncia come un dramma appassionante, valorizzato dalle intepretazioni di Valerio Mastandrea e Fabrizio Gifuni. Il conto alla rovescia è già iniziato e la cerimonia di apertura e chiusura è affidata all’attore francese Laurent Lafitte, co-protagonista insieme a Isabelle Huppert, del film in concorso Elle di Paul Verhoeven.


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