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Zootropolis, la parola agli autori

2017-03-01 13:21

Martina Calcabrini

Articoli, Interviste,

L'ultimo film di animazione targato Disney approda a Roma, in conferenza all'Hotel De Russie.

Si è tenuta questa mattina presso, l’elegantissima Sala Torlonia dell’Hotel De Russie della Capitale, la conferenza stampa di Zootropolis, l’ultimo film d’animazione targato Walt Disney. A rispondere alle domande della stampa i due registi Byron Howard e Rich Moore e il produttore Clark Spencer; ma anche le voci italiane del film Diego Abatantuono, Frank Matano, Paolo Ruffini, Massimo Lopez e Teresa Mannino.


Buongiorno. Come è nata l’idea di un film completamente animalesco? Svelateci qualche segreto.


Byron Howard: Tutti i nostri film iniziano con la ricerca. Noi pensiamo che si può fare un film solo se si conosce perfettamente l'argomento che si affronta. Così abbiamo studiato questo mondo di prede e predatori e abbiamo poi cercato di adattarlo al mondo umano per dare vita alla nostra storia.


Clark Spencer: Non partiamo mai da un tema, ma da un mondo, rispettando le richieste di John Lasseter. Zootropolis nasce così, dalla immaginazione di un mondo sin nei minimi dettagli fino alla sua creazione. Poi, una volta che questo mondo ha preso vita, si sviluppano i temi.


Byron Howard: Da quando c’è Lassater, nei nostri studios tutti collaborano e si sostengono a vicenda, ma c’è stato un tempo in cui i registi non si fidavano l'uno dell'altro e tutti lavoravano per se stessi. Quello è stato forse il periodo più buio per la Disney. Oggi invece tutti remiamo dalla stessa parte ed è per questo che i risultati sono ottimi. Tutti gli addetti ai lavori partecipano alla realizzazione del film affinché sia reso nel miglior modo possibile, creando più che una squadra, una vera e propria famiglia Disney. In fondo Zootropolis, se ci riflettete, è un po' anche la storia dei nostri studios...


Rich Moore: Quando creiamo le nostre storie, partiamo sempre da un'emozione. Il bello di utilizzare animali come personaggi è la possibilità di vedere il mondo degli esseri umani attraverso di loro. Quello che ci piace molto di questo film è il sentimento di positività verso il prossimo e la totale apertura verso chi ci sta accanto, senza pensare alle differenze.


Si tratta quindi di una sorta di favola con annessa morale?


Byron Howard: La perfetta analogia tra il mondo di Zootropolis e il nostro mondo, ha permesso di creare le situazioni più divertenti, come nel caso dei bradipi che sono impiegati alla motorizzazione civile, famosa negli Stati Uniti per la lentezza burocratica. E poi si sa, i film con animali parlanti, ormai quasi per convenzione, sono un riflesso della realtà. Quindi direi assolutamente di si.


Doppiatori italiani, com'è andata questa esperienza?


Diego Abatantuono: È stata la mia prima volta da doppiatore anche se mi era già capitato di doppiare solo me stesso, ma questo è stato diverso. Questa volta ho doppiato un topo e mi sembra che sia venuto un buon lavoro, davvero divertente. Penso di parlare a nome di tutti ma credo che la vera difficoltà è stata forse quella di dover cercare di dare il tono giusto alla nostra voce per adattarla al personaggio, senza però perdere le nostre caratteristiche. Infatti ci era stato richiesto di essere riconoscibili dal pubblico…


Massimo Lopez: Quando ero piccolo amavo Il libro della jungla. Ancora oggi quando sono solo a casa, ne canticchio le canzoni. I film della Disney sono davvero straordinari per i dettagli sull'interpretazione che i personaggi ci regalano ogni volta. Questo film me lo ricorda, mi ha davvero emozionato!


Frank Matano: Che dire… È stata un'esperienza fighissima, anche perché io amo la Disney. E ovviamente spero in futuro di poter ripetere un'esperienza del genere.


Paolo Ruffini: Sono stato felicissimo di aver partecipato a questa esperienza anche se per poche battute!


E lei, Teresa? Interpreta la protagonista.


Teresa Mannino: Non è stato facile perché ho un carattere molto diverso dal mio personaggio e, per questo, non credevo di essere nelle corde dell'interpretazione. Con il tempo e il lavoro, però, ho imparato che nel doppiaggio quello che conta è, sopra ogni altra cosa, il tono della voce e la mia, effettivamente, si adatta alla topina che mi hanno assegnato. Il bello della Disney è che porta nei suoi film dei valori assolutamente fondamentali per l'esistenza di tutti noi. In questo caso la libertà è al centro della storia e cosa c'è di più importante della libertà?


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