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Rocketman

2019-05-23 10:00

Aurora Tamigio

Recensioni Film,

Rocketman

Rocketman è Elton John: un gigante colorato dal cuore tenerissimo

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Vi siete mai chiesti come sarebbe un film sulla storia della vostra vita? Sarebbe davvero vostro o vi limitereste a offrire materiale per il grande schermo? Elton John, che ha desiderato Rocketman al punto da diventarne produttore, non deve esserselo domandato troppo: Rocketman è Elton John. Un gigante colorato dal cuore tenerissimo.


Presentato nella sezione Queer del 72esimo Festival di Cannes, il film è diretto da Dexter Fletcher, il regista che come tutti - ma proprio tutti - sappiamo è succeduto a Bryan Singer alla guida di Bohemian Rhapsody. Ma pur avendo in comune il regista, l’argomento musicale, il genere biopic (nonchè alcuni tratti dei rispettivi protagonisti), le due opere sono profondamente distanti. Se Bohemian Rhapsody analizza il rapporto tra Freddy Mercury e i Queen, tra un grande performer e i migliori musicisti possibili, Rocketman è unicamente la storia di Elton John. Nel film, come sul palco, la popstar britannica non divide la scena con nessun altro. Viene dato spazio ai suoi conflitti – l’amore disperato per John Reid (l'affascinante Richard Madden); il rapporto fraterno con Bernie Taupin (Jamie Bell); la difficile relazione con la famiglia; le droghe e gli eccessi – ma, soprattutto, al talento di Elton e alla genesi del suo personaggio. Dove Bohemian Rhapsody rendeva Freddy un mito in carne e ossa, senza togliergli nemmeno un difetto (denti giganteschi inclusi), Rocketman preferisce celebrare la stella di Elton John attraverso momenti onirici e fantastici che ne raccontano speranze e ossessioni.


Anche perché – e sta qui la vera, sostanziale differenza tra i due film – Rocketman è un musical. Taron Egerton, a differenza di Rami Malek, lavora non tanto sul personaggio quanto sulla performance stessa: molto poco somigliante all’originale, Egerton non ci prova neanche a fare Elton; in compenso si dedica con grandi risultati a reinterpretare i suoi brani più famosi (da Your Song a I’m Still Standing), arrangiati e posizionati strategicamente nella narrazione. Meno convincenti sono i momenti in cui Rocketman tenta di raccontare i “veri” sentimenti del protagonista, in passaggi melensi e scontati: meglio i costumi spettacolari, soprattutto quando aiutano a rappresentare Elton come un malinconico pierrot.


Sir Elton John, all’età di 72 anni, ha dichiarato che nel 2021 porterà a conclusione l’ultimo tour della sua carriera: il film di Dexter Fletcher è l'omaggio a un artista che ha fatto della propria vita un palcoscenico. Come Elton, Rocketman è kitsch e sentimentale, vezzoso e eccentrico. Vestito di troppi glitter e scintillante di troppi lustrini. Ma, davvero, chi siamo noi per dire a Elton John cosa è troppo?


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