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un progetto di Piano9 Produzioni

Hell Fest

2018-10-30 11:00

Emanuela Di Matteo

Film,

Hell Fest

Halloween a Hell Fest

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Ad Halloween Nathalie (Amy Forsyth), Brooke (Reign Edwards) e alcuni amici sono riusciti a procurarsi i biglietti per l'Hell Fest, un Festival dell'orrore itinerante che si svolge in un grande parco a tema, con attori mascherati per spaventare i visitatori e labirinti agghiaccianti da percorrere fino alla fine. I ragazzi sono belli, spigliati, simpatici e innamorati, ragion per cui c'è da credere che stia per accadere qualcosa di davvero orribile, come sempre accade ai gruppi di amici spensierati che decidono di andare a divertirsi da qualche parte. D'altro canto le prime sequenze di Hell Fest non lasciano dubbi circa le prospettive di vita dei nostri eroi. La premessa è quella di una ragazza seguita ossessivamente da un tipo sinistro, che indossa una maschera che gli deforma il volto, fino a che non riesce a raggiungerla e a trucidarla con ripetute coltellate. Ecco, sappiamo anche qualcosa in più dell'assassino: gli piace uccidere, senza molti preliminari, ma come M - Il mostro di Düsseldorf (che però fischiettava) canticchia, poco prima di gettarsi sulla preda. Inoltre, per quanto sia una figura volutamente anonima, con tanto di jeans e felpa col cappuccio, indossa stivali marroni un po' sbucciati, pesanti come il ferro, unico segno di riconoscimento.


Il regista Gregory Plotkin, ottimo mestierante, ci dice quasi tutto fin dall'inizio, eppure questo non ci rovina minimamente la festa. D'altra parte è Halloween, no? Siamo qui per spaventarci a morte e divertirci. Ed il punto di forza del film sono i continui colpi di scena, che lasciano lo spettatore senza fiato e lievemente asmatico. L'assassino protagonista, del quale per fortuna non vedremo il volto, segue le orme dei rodati Michael Myers e Ghostface. Tuttavia sembra che questo horror dall'impostazione classica e convincente si avvicini molto al leggendario Clow house (1989) del regista Victor Salva, nel quale degli psicopatici si mescolavano al pubblico di un circo, fingendosi clown e facendo di tutto per uccidere tre malcapitati fratellini colpevoli solo di essere andati lì a divertirsi. Hell Fest gioca su continui rimandi tra la realtà e la finzione, confondendo lo spettatore che si immedesima totalmente con gli spaesati protagonisti, che non sanno se quello a cui stanno assistendo è reale o meno. Il finale pecca forse di un montaggio sbagliato, che gli toglie potenza e sorpresa, ma è comunque foriero di un sequel tutto sommato meritato, anche grazie alla bella fotografia di José David Montero e ai curatissimi effetti speciali.


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