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The Strangers - Prey at Night

2018-05-07 10:00

Marco Filipazzi

Film, horror, the strangers,

The Strangers - Prey at Night

Il sequel di The Strangers di Bryan Bertino

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Nel 2006 l’esordiente Bryan Bertino riuscì a vendere il suo copione di debutto, {a href='https://www.silenzioinsala.com/894/the-strangers/scheda-film'}The Strangers{/a}, alla Rogue Pictures strappando anche l’accordo di poterlo dirigere. La storia, tutt’altro che originale, è l’ennesima rivisitazione del tema “home-invasion” con protagionista una coppia in crisi a causa di una proposta di matrimonio conclusasi in modo non proprio idilliaco.Il primo colpo messo a segno da Bartino fu quello di aggiudicarsi come protagonisti i volti noti di Liv Tyler e Scott Speedman, da calare nel contesto più classico che ci sia per un thriller/horror: la casa isolata di notte. Il secondo colpo fu quello di far assediare l’abitazione a tre individui con il volto celato sotto maschere inquietanti – un sacco di iuta e due facce da bambole - riducendo all’osso i dialoghi e senza fornire mai una spiegazione razionale. Anche questa non è che sia chissà quale trovata, ma la mancanza di un movente è uno degli elementi più inquietanti che si possano trovare in un film del genere, avvicinandolo drasticamente a un’ipotetica situazione reale. Il terzo colpo fu la stessa regia di Bryan Bertino: considerando che si tratta del suo debutto, la messa in scena è solidissima, con una fotografia a base di neri e arancioni, sapienti composizioni d’inquadratura e soprattutto l’uso dei rumori. C’è tutto il campionario: vinili che s’inceppano, qualcuno che bussa alla porta nel cuore della notte, scricchiolii sinistri, sussurri, perfide risatine. Bertino gioca le sue carte in modo non banale, mantenendo sempre buoni livelli di tensione.


Il film incassa bene (82 milioni a fronte di un budget di 10) ottenendo anche discrete recensioni; era quindi logico aspettarsi un sequel, invece Bertino si dedica ad altro (prima il pessimo Mockingbird, poi il buon The Monster) e {a href='https://www.silenzioinsala.com/894/the-strangers/scheda-film'}The Strangers{/a} si perde nel mucchio dei tanti home-invasion degli anni 2000. Fino a oggi. {a href='https://www.silenzioinsala.com/4729/the-strangers-prey-at-night/scheda-film'}The Strangers - Prey at Night{/a} è un sequel che arriva fuori tempo massimo (10 anni) ma che può essere fruibile anche come film a sé stante. Il solo elemento in comune con il primo capitolo sono i tre assassini mascherati, ancora privi di un razionale motivo per compiere la loro strage.


Una famiglia che sta attraversando un periodo difficile (madre, padre e due figli adolescenti) decide di fare un viaggio per rinsaldare il loro legame. Giunti in un camping abbandonato (o meglio, chiuso per la stagione perché gestito da una loro zia e quindi a loro completa disposizione) la famiglia dovrà superare una difficile notte.


Nonostante la regia sia di Johannes Roberts, che l’anno scorso ci ha regalato il bellissimo e claustrofobico 47 metri, questa nuova prova non riesce a mantenere la tensione ai medesimi livelli. {a href='https://www.silenzioinsala.com/4729/the-strangers-prey-at-night/scheda-film'}The Strangers - Prey at Night{/a} è un discreto film senza infamia e senza lode, che però scorre velocemente (dura solo 85 minuti, il che ultimamente è merce rara persino per horror di questo tipo) lasciandosi guardare volentieri a patto che non si abbiano particolari pretese. Il sangue c’è, ma non è l’elemento predominante, così come non lo è il sadismo dei killer, che nel primo film erano molto più feroci. Anche il gioco del gatto e del topo che innescano con le vittime alla lunga risulta ridondante, come se faticasse a ingranare. Al netto di questo resta una bellissima sequenza ambientata nella piscina del campeggio e un finale (a tratti anche troppo tirato per le lunghe) che vorrebbe rievocare le chiusure di un paio di film di Rob Zombie (soprattutto La casa del Diavolo e 31) ma senza avere la medesima incisività. Le ultime inquadrature lasciano presagire che potenzialmente potrà esserci un terzo capitolo: speriamo solo non aspettino un’altra decade e che magari alla regia ritorni il creatore della “saga” Bryan Bertino.


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