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Tutto quello che vuoi

2017-05-04 10:00

Aurora Tamigio

Recensioni Film,

Tutto quello che vuoi

Francesco Bruni torna a parlare di giovinezza e di vecchiaia, di occasioni e di incontri

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Alessandro (Andrea Carpenzano) ha ventidue anni, non studia, non lavora e rischia di finire nei guai. Giorgio (Giuliano Montaldo) di anni ne ha ottantacinque, è un poeta ed è anche molto malato. Pur vivendo entrambi a Trastevere, non si sono mai incontrati. Finché Alessandro accetta un lavoro apparentemente semplice: deve tenere compagnia a Giorgio, passeggiare con lui e fare conversazione. Quello che non sa è che la sua vita sta per cambiare e che dietro quel signore colto e stravagante ci sono tanti misteri da scoprire.


«Lei ha mai scritto poesie? Le poesie si scrivono quando non si sa dove mettere l'amore». Questa frase, tratta da uno dei dialoghi più belli di Tutto quello che vuoi ricorda certi insegnamenti del Neruda di Philippe Noiret al postino di Massimo Troisi nel famosissimo Il postino. In effetti entrambi i film sono la storia dell'incontro tra un giovane uomo confuso (il personaggio interpretato da Andrea Carpenzano è meno poetico di quello di Trosi ma altrettanto candido) e un elegante signore che, anche se per ragioni diverse, vive sotto mentite spoglie. Francesco Bruni, dopo Scialla! (Stai sereno), torna a parlare di giovinezza e di vecchiaia, di occasioni e di incontri con un film decisamente più maturo dei precedenti. Di nuovo nella doppia veste di regista e sceneggiatore, Bruni costruisce un film dalla struttura semplice e dai dialoghi qualche volta pungenti altre volte romantici.


Come a voler recuperare l'insegnamento dell'ormai famosissimo Quasi amici, la malattia è utilizzata in Tutto quello che vuoi come espediente per costruire le gag ma anche come fondamento della struttura della trama. L'Alzheimer è rappresentato perfettamente nel camminare lento di Giorgio, per le strade di Roma ma anche lontano dalla propria memoria. E se all'anziano Giorgio sfugge il passato, al giovane Alessandro il futuro sembra fumoso. Ecco quindi che, solo nel presente, l'incontro tra i due può diventare un'avventura. Quello di Francesco Bruni è un film un po' sentimentale, un po' comico, un po' avventuroso: ma quando sembra aver detto già tanto (anche troppo, in termini di minutaggio)... Tutto quello che vuoi si trasforma in un improbabile road movie e ogni personaggio diventa qualcosa di diverso. Di incontri fra anziani e giovani il cinema è pieno, ma l'alchimia della coppia di protagonisti è travolgente: una nota di merito in questo va - non ce ne vorrà l'immenso Giuliano Montaldo - al più giovane dei due attori, Andrea Carpenzano, che accanto a un mostro del cinema sembra perfettamente a suo agio.


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