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Wonder Woman

2017-06-01 10:00

Roberto Semprebene

Recensioni Film, dccomics, uomo acciaio, justice league,

Wonder Woman

La supereroina per eccellenza

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Apparsa per la prima volta nella sua nuova forma cinematografica in Batman V Superman: Dawn of Justice, Wonder Woman, interpretata dalla bellissima Gal Gadot, è ora protagonista di un film a lei totalmente dedicato, che prende le mosse da quella fotografia già vista nel film di Zack Snyder. Grazie a un lunghissimo flashback, che occupa in pratica l’intera durata del film, troviamo la giovanissima Diana sull’isola di Themyscira, un vero e proprio paradiso terrestre donato da Zeus alle Amazzoni e nascosto alla vista del resto del mondo. In questo idilliaco contesto, Diana è una principessa, figlia della regina Ippolita (Connie Nielsen), desiderosa di apprendere le arti della guerra dalla zia Antiope (Robin Wright). La giovane non conosce realtà diversa dalla sua, ma quando la spia americana Steve Trevor (Chris Pine) ammara nei pressi dell’isola, il mondo esterno e la Prima Guerra Mondiale che in esso imperversa irrompono prepotentemente nella sua vita, convincendola di dover intervenire. Le Amazzoni sono infatti messaggeri di pace, chiamate a contrastare gli effetti dell’azione del dio della guerra Marte, che Diana è convinta essere dietro i tragici eventi di un conflitto interminabile e sanguinoso.


L’educazione e il candore di Diana si scontreranno non solamente con la guerra e il suo dio, ma anche con una visione del mondo e una percezione della donna, quella di inizio ‘900, che cozza tremendamente con un personaggio che è la quint’essenza dell’emancipazione femminile: un equilibrato mix di forza e dolcezza, ingenuità e determinazione. In società abituate a relegare la donna in un ruolo secondario, Wonder Woman risalta come un fuoco acceso nella notte più buia, illuminando di fatto tutti quelli che con lei vengono in contatto. Affidato la regia a Patty Jenkins, Wonder Woman è un cinecomic evidentemente atipico, portatore di valori inevitabilmente legati al personaggio protagonista e per questo capace di distinguersi nettamente dagli altri esponenti del genere. Non è certo l’azione a venire meno, anzi: Wonder Woman è un film in cui si nota distintamente l’influenza di Zack Snyder nei combattimenti — che sfruttano i classici effetti di ralenti e le studiate coreografie del regista di 300 —, ma ad essa associano finalità e motivazioni diverse. Tengono conto dell’empatia verso chi soffre, insieme al più netto ripudio della violenza come forma di oppressione del prossimo e come soluzione ai problemi. L'aspetto interessante è che tali caratteristiche non sono proprie della sola Wonder Woman, ma sono trasmessi anche dai personaggi che l’accompagnano sullo schermo; e propongono soluzioni meno cruente per superare gli ostacoli anche laddove la stessa Diana sarebbe pronta all'uso della forza. È il riconoscimento dei limiti umani la base sulla quale si costruisce la filosofia del film: una fallibilità cui si contrappone la natura divina della protagonista, nel momento in cui essa diventa pienamente consapevole delle sue reali capacità e del suo destino, ma che in qualche modo viene accolta e accettata. In questo Wonder Woman è la supereroina per eccellenza, una versione femminile di Superman che non ha il limite di essere aliena, ma partecipa concretamente dei sentimenti e delle inclinazioni umane, evolvendo in modo credibile nel corso del film. In quest’evoluzione c’è anche quella di Gal Gadot come attrice, capace di risultare credibile e in parte anche in una produzione che non riesce in vero a manteenere sempre alto il livello della scrittura, incappando in occasionali scivoloni soprattutto relativi ad alcuni dialoghi. Wonder Woman è un film che ha palesemente aspirazioni di profondità maggiore rispetto ad altri esponenti del genere, aspirazioni che in buona parte riesce a trasmettere a dispetto della necessità di fornire anche forme più canoniche di intrattenimento, come gag e ironia, oltre alle già citate scene d’azione. Appoggiandosi al suo personaggio principale, il film riesce quindi a superare anche i limiti imposti dai passaggi più inverosimili e involuti, risultando nel complesso assolutamente godibile e ponendosi come buona base di partenza per le successive evoluzioni che l’universo DC vedrà negli anni a venire.


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