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Le spie della porta accanto

2017-02-08 11:00

Maurizio Encari

Recensioni Film,

Le spie della porta accanto

Le spie della porta accanto, i vicini che non ti aspetti

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Manager delle risorse umane all'MBI lui, decoratrice di arredi da bagno lei, Jeff e Karen sono pronti a godersi un po' di pace dopo aver mandato i figli in campeggio. La partenza dei pargoli coincide con l'arrivo di due nuovi vicini, Tim e Natalie Jones, che sembrano l'essenza della coppia perfetta: belli, ricchi e impegnati nel sociale. La curiosità di Karen, che da sempre la porta a impicciarsi degli affari altrui, la spinge a pedinare Natalie scoprendo che la donna nasconde qualcosa, mentre Tim cerca di stringere un rapporto di (interessata) amicizia con Jeff. Questo perché in realtà i Jones sono delle spie, che stanno indagando su un giro di corruzione all'MBI, che potrebbe mettere a rischio la sicurezza nazionale.


Disastroso tonfo al botteghino statunitense, arriva nelle sale italiane Le spie della porta accanto, ultimo film del regista newyorkese Greg Mottola. Non è difficile comprendere l'insuccesso nei cinema d'Oltreoceano giacché l'operazione altro non è che la reiterazione di gag e atmosfere che ormai da troppo tempo infestano i lidi della commedia americana mainstream, con doppisensi e azione frenetica a cercare di variare il classico canovaccio. Ma anche le influenze da spy-movie poco possono se non sono poggiate su una sceneggiatura degna di tal nome. Qui la narrazione vive soltanto di uno stancante susseguirsi di siparietti e battute di bassa lega, capaci a tratti di strappare timide risate ma assolutamente inadeguati per reggere il peso dei cento minuti di visione. E la noia prende ben presto il sopravvento.


Una pellicola "divisa" consciamente in due, con la seconda parte assai più movimentata, che include anche una particolare scena di "stallo" nei passaggi finali, ma che è totalmente priva di istinto tensivo, con il tipico lieto fine a concludere la vicenda. Problema tipico di molti titoli epigoni, che instillano qui e là dosi di politically incorrect salvo poi virare su buonismi e smancerie romantiche di sorta, perdendo così quella carica irriverente solo apparentemente paventata. L'unico lato positivo rimane nelle riuscite interpretazioni del cast, con l'azzeccata contrapposizione tra i personaggi di Zach Galifianakis e Isla Fisher a quelli di Jon Hamm e Gal Gadot, prossima Wonder Woman qui protagonista di un sussulto di patinato erotismo con la simpatica collega.


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