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Poveri ma ricchi

2016-12-13 11:00

Andrea Desideri

Recensioni Film, Commedia, poveri ma ricchi,

Poveri ma ricchi

Il decimo film da regista di Fausto Brizzi, il primo dichiaratamente comico

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A Torresecca, un piccolo paese del Lazio, vivono i Tucci, famiglia numerosa che passa le giornate con semplicità. La loro condizione economica rasenta la povertà, tuttavia riescono a permettersi qualche lusso: giocare al Lotto una volta alla settimana. Loredana (Lucia Ocone), casalinga meticolosa e moglie di Danilo (Christian De Sica), gioca sempre gli stessi numeri che combaciano con le date di nascita del suo idolo Al Bano e di Papa Bergoglio. Sei numeri – apparentemente banali – cambieranno la vita di questa famiglia che si ritroverà improvvisamente ricca: ben cento milioni di euro arriveranno nelle casse dei Tucci. Riuscirà la loro genuinità a integrarsi con gli standard e gli eccessi dell’alta società?


Poveri ma ricchi è il decimo film da regista di Fausto Brizzi, il primo dichiaratamente comico del suo repertorio. Si ride e per farlo il regista si affida alla coppia Ocone-De Sica, entrambi sue vecchie conoscenze di set. Dopo aver infatti confezionato per De Sica decine di cinepanettoni, in qualità di sceneggiatore, Brizzi punta sulla verve dell'attore romano affiancandogli la vis comica di Lucia Ocone, per la prima volta in un ruolo da protagonista. La combinazione funziona: mentre lei cattura l’attenzione del pubblico, e quindi le risate, De Sica svolge stavolta il ruolo di protagonista non troppo invadente. Quasi una spalla. Questa scelta giova a tutto il film: la trama non somiglia per niente a un prodotto natalizio ma restituisce un intreccio e un racconto credibile che non annoia il pubblico, anzi lo coinvolge.


Siamo, infatti, distanti da quei personaggi borghesi e kitsch che facevano trasparire volgarità ed esagerazioni in cerca della battuta facile. In questo film ci sono rimandi a Ricky e Barabba, Dove vai in vacanza?, Il ragazzo di campagna. Un tocco di italianità necessario, anche se - ancora una volta - si sceglie l’usato sicuro senza troppi rischi: Poveri ma ricchi è il remake del francese Les Tuche, grande successo d'oltralpe; ma mentre lì gli arricchiti divengono divi televisivi, nel film di Brizzi i vincitori sono “nascosti” per evitare ritorsioni. Poveri ma ricchi è un ritratto di famiglia, gioioso e ridicolo, che però non presta mai il fianco al cattivo gusto. Le battute sono presentate in modo giusto e anche la scelta linguistica, tra il romano e il ciociaro, ricorda i personaggi comici più celebri della Ocone (Feliciana, Veronika). Christian De Sica è un misto fra Trump e Rudi Voeller – come ribadito da Brizzi in conferenza stampa – senza mai scadere nella messinscena. Dedicati al grande pubblico i camei di Al Bano e Gabriel Garko, enfatizzati da una Mazzamauro in grande spolvero che al cinema si vede raramente. Prova superata anche per Enrico Brignano e Ludovica Comello che trovano un’intesa particolare, credibili come coppia.


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