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Mon roi - Il mio re

2015-11-30 11:00

Aurora Tamigio

Recensioni Film,

Mon roi - Il mio re

Tony (Emmanuelle Bercot) e Georgio (Vincent Cassel) si sono incontrati per caso e subito innamorati...

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Tony (Emmanuelle Bercot) e Georgio (Vincent Cassel) si sono incontrati per caso e subito innamorati. Di quella storia burrascosa la donna ricorda ogni particolare: mentre si trova in ospedale, ricoverata dopo un brutto incidente sulle piste da sci. Come e perchè sia finita così, è Tony stessa a raccontarlo.


Perchè vuoi che io sia come vuoi tu, se sei venuta da me proprio perchè sono esattamente come sono? Non è uno scioglilingua ma una delle battute più determinanti di Mon Roi di Maïwenn Le Besco, regista al suo secondo lungometraggio dopo Polisse (2011). Presentato all'ultimo Festival di Cannes - avvolto dallo charme di Emmanuelle Bercot, presente sul red carpet dello stesso Festival anche come regista di A testa alta – Mon Roi è un film che ha il raro talento di rendere intricata una vicenda definitivamente banale. La liaison tra Tony e Georgio, raccontata come se avesse chissà quale eccezionalità di fondo, non è che una delle tante storie d'amore tormentate ed egoiste, in grado di offrire perfetta trama al narcisistico film di Maïwenn. Alle spalle, c'è la suggestione di pellicole cult per il cinema francese del sentimento come Un uomo, una donna di Claude Lelouch. Ma in Mon Roi non c'è né il melò più ingenuo né l'intenzione filosofica: attraverso gli occhi sofferenti di Tony, questa storia d'amore isterica e - francamente - noiosa è narrata in un lungo flashback che riesce ad allontanare lo spettatore (già piuttosto scettico) dalla vicenda.


E se Emmanuelle Bercot (premiata a Cannes) è una protagonista magnetica, Vincent Cassel – che recentemente il cinema internazionale, ancor più di quello francese, avevano liberato dal monoruolo di “gelido maschio da palcoscenico” - ripiomba in un'interpretazione vanitosa e già vista. Peccato solo per Louis Garrel, che si mostra ancora un volta un attore dalle molte risorse: il suo divertente Solal è l'unico personaggio vero dell'intera pellicola. Di situazioni inverosimili Mon Roi è pieno, ma la sceneggiatura di Etienne Comar e Maïwenn dà il meglio proprio nei dialoghi, involontariamente surreali e concettuosi. Ma soprattutto irritanti, specie per il trattamento inflitto ai protagonisti: uno svilente esempio di masochismo femminile, applicato a un soggetto maschile decisamente stereotipato. Maïwenn ha dichiarato che girare questa storia, che le stava a cuore da anni, era un'esigenza. Senza troppa ironia, sorge spontaneo domandare: quale storia?


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