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Get on Up - La storia di James Brown

2015-01-11 11:00

Marta Bosso

Recensioni Film,

Get on Up - La storia di James Brown

Il primo biopic cinematografico dedicato a James Brown...

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Il primo biopic cinematografico dedicato a James Brown. Una narrazione a ritroso che passa per la decisione di autofinanziare Live At The Apollo, album del 1963 che ha lanciato la sua carriera nella stratosfera, alla notte in cui James ha placato Boston dal caos seguito all'assassinio di Martin Luther King. La turbolenta vita del ragazzo di Augusta, in Georgia, che divenne il padrino del Soul.


Il problema di raccontare in un film la biografia di James Brown è che c'è troppa vita per una sola pellicola. Gli sceneggiatori Jez e John-Henry Butterworth scelgono di non limitarsi a una storia lineare, ma di preferire uno script che - tra flashback ed ellissi - salti liberamente da un capitolo all'altro. Dal canto suo, Tate Taylor sembra tentare in regia un equivalente cinematografico della musica di Brown, lasciando che il ritmo di una scena scivoli nella successiva senza evidenti transizioni. Se questo approccio – evidente soprattutto in montaggio – appare piuttosto riuscito nel raccontare momenti cult della vita del protagonista, più spesso rende invece il film sconnesso. La trama è accennata e poi ripresa nuovamente; i personaggi si allontanano da Brown, per poi apparire nella scena successiva e se anche Mark Ricker - scenografo sensibile ai cambiamenti di epoca - facilita la comprensione degli spostamenti temporali, l'approccio frammentario di Tate si fa sentire con troppa intensità. Questa regia instabile, anche se suggestiva, non suggerisce del tutto la portata rivoluzionaria che ebbe la musica di James Brown, la sua evoluzione e la sua influenza.


L'interpretazione di Chadwick Boseman è il vero perno del film: l'attore dà vita a un incredibile protagonista e, pur non cantando tutti i brani, ne padroneggia i passi di danza e la cadenza vocale. Boseman rende il personaggio coerente in tutte le epoche, come un uomo con un bisogno insaziabile di eccellenza musicale, successo popolare, rispetto e amore. Autorizzato dalla famiglia Brown, il film si tiene tuttavia a distanza dai lati più oscuri della vita del musicista (come la sua passione smodata per le donne e la tossicodipendenza) ma allude senza sconti alla sua anima egoista, capace di danneggiare sè stessa nonostante il proprio fascino. Il film rafforza questo concetto presentando la vita di Brown attraverso la lunga serie di rapporti rovinati, rapidamente o nel corso di anni. Dall'amicizia con Bobby Byrd, la cui famiglia ha accolto Brown come un giovane delinquente bisognoso, alla relazione con la prima moglie Velma fino al secondo - travagliato - matrimonio. Anche se a tratti Tate Taylor si perde in concetti artificiosi, l'energia presente in Get On Up non viene mai meno e diventa rappresentativa del profondo amore di James Brown per la musica e della sua forza magnetica, sul palco come nella vita.


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