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Storm Children - Book One

2014-12-03 11:00

Riccardo Tanco

Recensioni Film,

Storm Children - Book One

Nel 2013, l'uragano Yolanda ha fatto più di 6000 morti e altrettanti dispersi in molti villaggi delle Filippine...

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Nel 2013, l'uragano Yolanda ha fatto più di 6000 morti e altrettanti dispersi in molti villaggi delle Filippine. Il regista Lav Diaz realizza un film che racconta la situazione delle zone più pesantemente colpite. Dopo la vittoria del Pardo d'oro al Festival di Locarno 2014 con il maestoso From what is before, il regista filippino torna dietro la macchina da presa per raccontare la vita di alcuni ragazzi filippini dopo il passaggio del tifone che ha spazzato via abitazioni e vite.


Storm Children - Book one, presentato in concorso al Filmmaker Film Festival 2014, è la prima incursione (ne seguiranno altre) di Lav Diaz in un frangente drammatico del proprio paese d'origine. Già con il film Death in the land of enchantos, nel 2007, Diaz aveva documentato gli effetti terrificanti di un disastro naturale sulla popolazione. In quel caso si trattava di un maremoto e, partendo da una traccia di realismo, l'autore filippino aveva trasformato il film in un'opera di fiction fluviale. Storm Children - Book One si potrebbe catalogare come un film post-disastro - o post-apocalittico - dove il male naturale è l'uragano (e le successive alluvioni) che ha messo in ginocchio molti villaggi nelle Filippine. Coerentemente, quest'ultima opera è molto vicina a quella vista a Locarno. Se From What is before narrava infatti di un terremoto politico - l'avvento della dittatura di Marcos nel 1972 - che diventava una catastrofe ancestrale e metafisica, in Storm Children - Book One l'apocalisse naturale diventa il pretesto per delineare le conseguenze che i grandi eventi hanno sulle esistenze di ognuno.


Lav Diaz pone il suo sguardo proprio sui bambini della tempesta, vittime del tifone ma ancora lì. Storm Children - Book One è una storia di sopravvivenza e un inno alla vita. Diaz parla di cataclismi naturali che diventano morali, con l'occhio sempre puntato sul lato umano della Storia e delle storie. In bilico tra vita e morte, tra riscatto e distruzione, il regista guarda ai suoi bambini in modo vitalistico e, per quanto possibile dato il contesto tragico, positivo. Li inquadra mentre nuotano nelle zone allagate, si tuffano dalle barche che si sono arenate, pescano tra i detriti e scavano nelle macerie. Storm Children – Book One vede un ipotetico futuro in mezzo alla distruzione totale e alla tristezza, filtrandolo attraverso la purezza dell'infanzia, in un continuo viaggio tra pubblico e privato. Lav Diaz dirige con la solita magniloquenza visiva, tra raffinati piani sequenza tra le rovine dei villaggi e lunghe sequenze fisse in un perfetto, meraviglioso bianco e nero. Cinema dall'impressionante potenza visiva e di rara bellezza, Storm Children – Book One vede il regista nella sua versione più commossa e intima. Uno dei pochi cineasti ancora in grado di realizzare un'opera magnetica e mesmerizzante, che ipnotizzi lo sguardo.


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